1ª Brigata aerea "operazioni speciali"

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1ª Brigata aerea
"Operazioni speciali"
Stemma 1ª Brigata.svg
Stemma
Descrizione generale
Attiva7 maggio 1923 - 8 settembre 1943
1º luglio 2007 - oggi
NazioneItalia Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
TipoBrigata aerea
Guarnigione/QGAeroporto di Cervia-Pisignano
MottoIncocca tende scaglia
DecorazioniMedaglia d'argento al valore militare
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante attualeGen. di b. a. Francesco Saverio Agresti[1]
Sito ufficiale dell'Aeronautica Militare
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La 1ª Brigata aerea "Operazioni speciali", è una grande unità dell'Aeronautica Militare, con il compito di gestire il settore delle forze speciali e delle forze di protezione della forza armata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La 1ª Brigata aerea "Operazioni speciali", intitolata al tenente colonnello Vezio Mezzetti, ha origine dal "1º Stormo Caccia Terrestre" creato a Brescia il 7 maggio 1923 dotato di Hanriot HD.1, SPAD S.VII e SPAD S.XIII. Il reparto era formato dal 6º Gruppo di Aviano, dal 13º Gruppo Caccia di Venaria Reale e dal 23º Gruppo di Cinisello Balsamo.[2]

Durante la seconda guerra mondiale fu di stanza dal 1940 al 1942 all'aeroporto militare di Trapani-Milo e venne sciolto in seguito al Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943.

L'Aeronautica Militare il 1º maggio 1956 ricostituì il 1º Stormo Caccia Ogni Tempo dotato di North American F-86 Sabre che rimase operativa tre anni, fino a quando il 23º gruppo e tutti i caccia in carico, rimasero inquadrati nella 51ª Aerobrigata C.O.T., mentre il 6º ed il 17º Gruppo divennero I.T.

La 1ª Aerobrigata Intercettori[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º marzo 1959, fu istituita la 1ª Aerobrigata Intercettori Teleguidati (I.T.), presso l'aeroporto di Padova con il sistema missilistico Nike, dotato inizialmente di missili Nike Ajax, successivamente integrati e sostituiti dai missili Nike Hercules. Fu attiva fino al 24 novembre 2006, quando fu lanciato l'ultimo missile Nike Hercules e con la cessione delle competenze missilistiche al 2º Stormo.

La brigata Operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2007 con il mutato assetto geopolitico internazionale, il processo di ristrutturazione dell'Aeronautica Militare ha istituito la 1ª Brigata aerea "operazioni speciali", e con l'assunzione del 9º Stormo "Francesco Baracca" e del 17º Stormo incursori, ed è stata posta a capo delle unità devolute alla conduzione di operazioni speciali.

Il suo comando, trasferito a Roma Centocelle il 31 ottobre 2009, a partire dal 22 settembre 2014 è stato trasferito all'aeroporto di Cervia-Pisignano (RA) sede del 15º Stormo.[3] La brigata garantisce la supervisione dell'addestramento e il coordinamento delle sue unità con il Comando operativo interforze delle forze speciali.

Reparti[modifica | modifica wikitesto]

Dalla brigata dipendono i seguenti reparti:

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Generale brigata aerea Roberto Lamanna (ottobre 2009-settembre 2011)
  • Generale brigata aerea Germano Quattrociocchi (settembre 2011-settembre 2012)
  • Generale brigata aerea Stefano Fort (settembre 2012 - settembre 2013)
  • Generale Brigata Aerea Roberto Comelli (settembre 2013-settembre 2014)
  • Generale Brigata Aerea Francesco Saverio Agresti (settembre 2014- in carica)

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che sia stato disegnato da Gabriele D'Annunzio, ma non vi è nessuna prova al riguardo. Probabilmente è di D'Annunzio solo il motto Incocca, tende, scaglia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista al Comandante la Squadra Aerea Insediamento 1ª Brigata Aerea, da youtube.com, canale del Ministero della Difesa.
  2. ^ Federico Anselmino e Giancarlo Gastaldi, Aeronautica Militare - I reparti di volo, Edizioni Monografie S.r.l., Roma, 1998.
  3. ^ Aeronautica Militare Italiana, La 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali si riorganizza su Cervia e il Gen. Agresti subentra al Gen. Comelli, Aeronautica Militare Italiana, 23 settembre 2014.

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