XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica

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Il XX Congresso del PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica) si svolse dal 14 al 26 febbraio del 1956. Nell'occasione il segretario Nikita Chruščëv, col suo celebre rapporto segreto (tuttora il dibattito è aperto sulla sua validità storica, soprattutto tra i partiti d'ispirazione Marxista-Leninista che lo considerano come un'abile azione propagandistica), denunciò le violenze, le purghe e le limitazioni alla libertà imposte dal regime di Stalin.

Il rapporto verteva sulle epurazioni criminose compiute da Stalin dopo il 1934 nei confronti di membri innocenti del partito, sulle divergenze tra Stalin e Lenin, su come egli avesse edificato il culto della sua persona, sugli errori da lui compiuti nella conduzione della guerra con la Germania. Non si parlava tuttavia dei milioni di morti provocati dalla collettivizzazione forzata delle campagne e delle carestie ad essa legate, né venivano denunciati i processi farsa con cui Stalin si era sbarazzato di dirigenti politici come Bucharin o gli assassini su commissione di oppositori esiliati come Trotsky: queste figure rimanevano sempre all’indice; così come la collettivizzazione delle terre e la pianificazione centralizzata introdotta da Stalin rimanevano considerate una grande conquista per il socialismo.

Il discorso scioccò i delegati del congresso che dopo anni di propaganda sovietica erano convinti della grandezza di Stalin. Dopo un lungo dibattito il discorso venne reso pubblico nel mese successivo, ma il rapporto completo fu pubblicato solo nel 1989.

Alcuni politologi contemporanei come Ludo Martens ed Anne Louise Strong, hanno sollevato dubbi sull'autenticità e sui contenuti del rapporto presentato nel XX Congresso del Pcus. Le critiche maggiori vanno in direzione della demonizzazione di Stalin, ritenuta un'azione puramente propagandistica volta a cambiare "rotta ideologica" all'URSS, così come alle morti imputate all'azione politica di Stalin e alle "Grandi Purghe".

Il congresso fu l'evento che determinò la divisione del campo comunista internazionale fra i filosovietici,fedeli a Mosca,e i filocinesi,ispirati da Mao,che difesero Stalin e accusarono Kruscev di controrivoluzione e fascismo.

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