William de Saint-Calais

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William di Saint Calais
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Durham
Deceduto 1096

William de Saint-Calais (Bayeux, ... – 2 gennaio 1096) di origine normanna, fu un monaco prima ed un abate poi presso l'abbazia di Saint-Vincent nel Maine. Guglielmo il Conquistatore lo nominò vescovo di Durham nel 1080 ed in tale veste rimpiazzò la figura del canonico con quella del monaco e cominciò la costruzione della Cattedrale di Durham. William lavorò anche alla raccolta dei dati per il Domesday Book ed assistette il figlio del re, Guglielmo II d'Inghilterra, dopo l'ascesa al trono divenendone uno dei principali consiglieri. Nel 1087 quando Oddone di Bayeux, fratellastro del Conquistatore, si rivoltò contro il nipote William fu coinvolto nell'impresa ed il sovrano lo assediò a Durham ponendolo poi sotto processo per tradimento. Venne tuttavia liberato poco dopo e gli fu permesso di recarsi in esilio in Normandia dove entrò al servizio del fratello di Guglielmo II, Roberto II di Normandia e tornò in Inghilterra solo nel 1091 dopo aver recuperato il favore reale. Nel 1093 negoziò l'elezione ad Arcivescovo di Canterbury di Anselmo d'Aosta con cui si scontrò più volte nel corso degli anni. Durante il suo vescovado William mise in piedi una grande biblioteca composta per lo più da testi di Diritto canonico e si preoccupò di difendere i confini settentrionali del regno dai raid degli scozzesi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Da monaco a vescovo[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Bayeux[1], forse da una famiglia di chierici o comunque profondamente legata alla Chiesa[2]. Il nome della madre era Ascelina od Anselma, mentre quello del padre, che divenne un monaco a Saint-Calais, rimane sconosciuto e di lui si sa solo che potrebbe essere stato un cavaliere[3]. Benché di solito a William ci si riferisca con l'appellativo di ''Saint Calais o di de Saint Calais non si ritrova tale appellativo nelle cronache monastiche come quelle redatte da Simeone di Durham che lo considerava come ben istruito sia nei classici, che nelle Scritture, che nel Diritto canonico[3].

William studiò presso Oddone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo il Conquistatore, insieme a lui altri vescovi, o futuri tali, studiarono in quella città come Thomas of Bayeux o Sansone vescovo di Worcester (morto il 5 maggio 1112)[4]. William iniziò il proprio cammino nella chiesa come monaco Benedettino nello stesso monastero in cui era andato il padre divenendone poi priore e quindi abate presso il convento di Saint Vincent attorno al 1078[3]. Delle sue opere come abate non è rimasta molta traccia se non per il patrocinio del diritto dell'abbazia ad alcune proprietà e per l'accettazione di alcuni doni da parte della città[3]. Il salto di qualità avvenne nel 1080 quando Guglielmo il Conquistatore lo nominò vescovo dell'Antica diocesi di Durham facendolo consacrare in una data compresa fra il 27 dicembre 1080 e 3 gennaio 1081[5]. Questa nomina potrebbe essere stata una ricompensa per i servizi diplomatici resi per conto di Guglielmo presso il Re di Francia o un modo per evitare disordini futuri a seguito della morte del precedente vescovo, William Walcher (morto il 14 maggio 1080), avvenuta a seguito di una lite fra famiglie locali che egli aveva invano tentato di pacificare. Altra possibilità è che sia stato scelto per le sue doti amministrative e Simeone di Durham propende per quest'ipotesi[3].

Le riforme[modifica | modifica sorgente]

Sempre Simeone di Durham afferma che quando William fu consacrato da Thomas of Bayeux, allora già Arcivescovo di York, evitò di professargli obbedienza e, se fosse vero, dimostrerebbe come egli volesse rendersi libero da future interferenze nella sua diocesi[4]. Subito dopo la sua confermazione William decise di sostituire i Canonici che componevano il Capitolo (cristianesimo) della cattedrale con uno formato da soli monaci, recandosi a Roma per consultarsi con Papa Gregorio VII solo dopo essersi consultato con il re e con Lanfranco di Canterbury[6]. Nel 1083 espulse i chierici sposati dalla cattedrale[7] e spostò una piccola comunità di monaci dal convento di Jarrow, che seguiva la regola di Beda il Venerabile a Durham perché formassero il nuovo capitolo. Il monastero era stato fondato da Reinfrid, un ex-cavaliere normanno e da Eadwaine un religioso abate all'abbazia di Winchcombe[8]. Una volta insediatisi a Durham Eadwaine venne nominato priore e William predispose che alcune terre fossero messe da parte perché potesso essere di sostegno alla nuova comunità, ai canonici espulsi venne offerta la possibilità di entrare nel nuovo gruppo, ma solo uno accettò la proposta[9]. Nel 1093 il capitolo, ancora monastico, supportò la sua volontà di costruire la Cattedrale di Durham anche in virtù dei buoni rapporti che li univano come detto da Simeone di Durham nelle sue cronache[6].

L'ambasciatore di Guglielmo I d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Durante il regno di Guglielmo il Conquistatore William fu frequentemente testimone della stesura di documenti figurando spesso fra i primi firmatari, cosa questa che avrebbe dovuto simboleggiare l'importanza di cui godeva, infatti durante il regno del Conquistatore William figura sempre appena sotto i membri della famiglia reale e degli Arcivescovi[3]. William fu spesso mandato a Roma o alla corte francese per conto del sovrano e quando questi imprigionò il fratellatro Oddone, nel 1082, papa Gregorio VII se ne lamentò con William, il pontefice fu anche coinvolto nel rifiuto di Guglielmo di permettere la consegna delle lettere papali ai vescovi inglesi a meno che non ci fosse il benestare reale. Riguardo ad Oddone, Guglielmo mandò William e l'Arcivescovo Lanfranco perché spiegassero al papa il motivo per cui era stato tratto in arresto[10]. William partecipò anche alla raccolta dei dati che diedero vita al Domesday Book.

La ribellione[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo I morì il 9 settembre 1087 a Rouen e gli successe il figlio maggiore Guglielmo II d'Inghilterra, allora sui trent'anni o poco meno, e William divenne uno dei suoi più fidati consiglieri insieme al recentemente rilasciato Oddone[11]. Nel 1088, intorno a Pasqua Oddone ed alcuni altri si ribellarono al re cercando di deporlo in favore del fratello minore Roberto II di Normandia con lo scopo di unire la Normandia all'Inghilterra così da non dover più servire due padroni, naturalmente rivali, con il rischio di scontentarne uno od entrambi con funeste conseguenze per la classe nobiliare. William, subito dopo l'inizio della ribellione si asserragliò a Durham sposando il partito di Oddone, benché questi lo avesse educato non erano mai stati in stretti rapporti e non vi sono prove che il vescovo di Bayeux avesse mai aiutato William nella carriera[3]. Al contrario William doveva moltissimo al Conquistatore ed il motivo per cui tradì suo figlio potrebbe essere stato, secondo gli storici, il fatto che egli non ritenesse saggia la decisione che egli aveva preso di dividere la Normandia e l'Inghilterra in due domini diversi, uno per ogni figlio, e che sarebbe stato meglio riunirli sotto un'unica corona[3]. William fu l'unico vescovo che non aiutò attivamente il re, la rivolta, che contava fra i suoi promotori Roger de Montgomerie, I conte di Shrewsbury (morto nel 1094), Robert de Mowbray (morto nel 1125) e Roberto di Mortain, fratello di Oddone, fallì entro l'estate e solo William restò, asserragliato dentro le mura di Durham. Quando le truppe di Guglielmo II si appressarono alla città William, che si era sempre proclamato estraneo al tradimento, accettò di uscire solo dietro il rilascio di un salvacondotto che gli avrebbe permesso di affrontare il processo mentre i suoi uomini avrebbero continuato a mantenere il castello[12].

Esilio e ritorno[modifica | modifica sorgente]

William andò davanti al re ed alla corte l'8 novembre del 1088 a Salisbury, prima che Guglielmo II ne assediasse le terre, una volta lì si rifiutò di rispondere alle accuse ed alle domande sostenendo che un ecclesiastico non poteva essere giudicato da un tribunale secolare. L'Arcivescovo di Canterbury Lanfranco, presentando il caso al re sostenne che le terre di William potevano essere considerate un Feudo ed egli quindi poteva essere trattato più come un Vassallo che come un uomo di chiesa, posizione che venne condivisa dalla corte nonostante le vive proteste di William. Il suo continuo rifiuto di collaborare, anzi, portò alla confisca di tutte le sue proprietà[13]. A differenza di quanto accadde più tardi a San Tommaso Becket William ricevette poca simpatia dai propri colleghi vescovi che sentirono come il suo chiedere di essere giudicato da un tribunale ecclesiastico fosse più che altro un tentativo di sviare delle accuse che sentiva essere vere[14]. William fu quindi portato prigioniero all'Abbazia di Wilton dove sarebbe dovuto restare finché i suoi uomini non avessero lasciato il castello che ancora occupavano, una volta fatto questo William venne rilasciato e spedito in esilio in Normandia. Nel 1089 Papa Urbano II scrisse a Guglielmo II che la diocesi venisse restituita a William, ma la sua richiesta rimase lettera morta[15]. Il suo esilio normanno, durante il quale lavorò per Roberto II fu di breve durata, il 14 novembre 1091 Guglielmo II lo perdonò e gli restituì la guida della diocesi, pare che dietro ci fosse Roberto II che convinse il fratello a questo passo dopo che William aveva posto fine a un assedio in Normandia che gli inglesi stavano per perdere[11]. William fu attento a non perdere di nuovo il favore del re tanto che nel 1093 anche le terre gli vennero restituite e rimase un fedele consigliere del re fino alla fino alla sua morte. Nel 1093 fu lui a negoziare, insieme a Roberto di Mortain, l'elezione ad Arcivescovo di Canterbury di Anselmo d'Aosta e due anni dopo fu sempre lui a fronteggiarlo in merito alla questione del Pallio (cattolicesimo) che Anselmo voleva ricevere da Urbano II. Quando fu l'Arcivescovo a chiedere di potersi appellare ad un tribunale ecclesiastico William sostenne il contrario, proprio come era stato fatto con lui, e suggerì che questi fosse privato dei beni e del titolo e spedito in esilio.

Il lavoro vescovile[modifica | modifica sorgente]

L'essere vescovo di Durham significava vivere in una posizione difficile da mantenere perché soggetta a numerose scorrerie scozzesi. Malcolm III di Scozia chiese diverse volte che la Northumbria andasse al suo regno e William si premurò di avere buoni rapporti con il sovrano scozzese e si assicurò anche il suo supporto nella fondazione della cattedrale che sarebbe stata dedicata a Cutberto di Lindisfarne originario di Lindisfarne piccola città presso il confine. Malcolm III e la moglie presenziarono alla posa della prima pietra della cattedrale[9], anche se questo non significò la fine delle pretese territoriali, tanto che il re di Scozia morì sempre nel 1093 durante un'invasione. Sia William che Gugliemo II si preoccuparono dell'erede al trono, Duncan II di Scozia, cheera cresciuto in Inghilterra perché preso come ostaggio da Guglielmo I, e che assassinò lo zio Donald III di Scozia nel 1094 prendendone il posto sul trono. Nel 1095 Roger de Mowbray, conte di Northumbria, si ribellò contro William ed il sovrano ed il primo aiutò il secondo a sedare la rivolta ed a catturare il conte. In quegli anni sorse un'annosa disputa fra i monaci del capitolo ed i vescovi che sarebbero seguiti perché William non fece mai una divisione formale delle entrate che spettavano ai monaci e quelle che dovevano andare ai vescovi ed al loro personale, ne autorizzò mai l'elezione libera del priore. Benché egli avesse promesso di risolvere queste questioni, al momento della sua morte non si trovarono disposizioni e quando al posto di William venne scelto Rainulfo Flambard, che non era un monaco, questi cominciarono una dura lotta per assicurarsi ciò che sentivano che era stato loro promesso incluso il falsificare dei documenti che attribuirono a William nei quali egli sosteneva la loro causa[16] e che sono databili alla metà dell'XII secolo. La più grande opera concreta di William resta la cattedrale, costruita nello stile dell'Architettura romanica, cominciata il 29 luglio 1093 che rimpiazzò una chiesa già esistente.

La morte[modifica | modifica sorgente]

William morì il 2 gennaio 1096 dopo essersi ammalato durante il Natale, durante i suoi ultimi giorni ebbe vicino Anselmo d'Aosta con cui si era riappacificato e fu sepolto il 16 nella sala capitolare di Durham. Si pensa che la sua tomba possa essere stata ritrovata nel 1796 durante i lavori di demolizione della Sala, dentro vi furono ritrovati un paio di sandali ed un frammento di mantello lavorato[17].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Powell, J. Enoch; Wallis, Keith (1968). The House of Lords in the Middle Ages: A History of the English House of Lords to 1540. London: Weidenfeld and Nicolson
  2. ^ Barlow, Frank (2004). "St Calais, William of (c.1030–1096)" Oxford Dictionary of National Biography. Oxford University Press
  3. ^ a b c d e f g h Aird, W. M. (1994). "An Absent Friend: The Career of Bishop William of St Calais". In Rollason, David; Harvey, Margaret; Prestwich, Michael. Anglo-Norman Durham: 1093–1193. Woodbridge, UK: Boydell Press
  4. ^ a b Barlow, Frank (1979). The English Church 1066–1154: A History of the Anglo-Norman Church. New York: Longman
  5. ^ Fryde, E. B.; Greenway, D. E.; Porter, S.; Roy, I. (1996). Handbook of British Chronology (Third revised ed.). Cambridge, UK: Cambridge University Press
  6. ^ a b Knowles, David (1976). The Monastic Order in England: A History of its Development from the Times of St. Dunstan to the Fourth Lateran Council, 940–1216. Cambridge, UK: Cambridge University Press
  7. ^ Chibnall, Marjorie (1986). Anglo-Norman England 1066–1166. Oxford, UK: Basil Blackwell Publishers
  8. ^ Douglas, David C. (1964). William the Conqueror: The Norman Impact Upon England. Berkeley, CA: University of California Press
  9. ^ a b Green, Judith A. (1997). The Aristocracy of Norman England. Cambridge, UK: Cambridge University Press
  10. ^ Barlow, Frank (1988). The Feudal Kingdom of England 1042–1216. New York: Longman.
  11. ^ a b Mason, Emma (2005). William II: Rufus, the Red King. Stroud, UK: Tempus
  12. ^ Crouch, David (2007). The Normans: The History of a Dynasty. London: Hambledon & London
  13. ^ Lyon, Bryce Dale (1980). A Constitutional and Legal History of Medieval England (Seconda ed.). New York: Norton
  14. ^ Richardson, H. G.; Sayles, G. O. (1963). The Governance of Mediaeval England. Edinburgh, UK: Edinburgh University Press
  15. ^ Cantor, Norman F. (1958). Church, Kingship, and Lay Investiture in England 1089–1135. Princeton, NJ: Princeton University Press
  16. ^ Barlow, Frank (2004). "St Calais, William of (c.1030–1096). Oxford Dictionary of National Biography. Oxford University Press
  17. ^ Carver, M. O. H. (1980). Early Medieval Durham: the Archaeological Evidence. Medieval Art and Architecture at Durham Cathedral. UK: British Archaeological Association
Predecessore Vescovo di Durham Successore BishopCoA PioM.svg
William Walcher
1071 - 1080
1081 - 1096 vacante
fino al 1099