Vivere e morire a Los Angeles

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Vivere e morire a Los Angeles
Vivere e morire a Los Angeles.png
William Petersen in una scena del film
Titolo originale To Live and Die in L.A.
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1985
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, poliziesco, drammatico, thriller
Regia William Friedkin
Soggetto Gerald Petievich
Sceneggiatura William Friedkin, Gerald Petievich
Fotografia Robby Müller
Montaggio M. Scott Smith
Musiche Wang Chung
Scenografia Lilly Kilvert
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Vivere e morire a Los Angeles (To Live and Die in L.A.) è un film del 1985 diretto da William Friedkin, tratto dall'omonimo romanzo scritto dall'agente segreto Gerald Petievich. È considerato dalla critica come uno dei migliori film del regista americano e come uno dei polizieschi che hanno riscritto le regole del genere[1][2][3]. La colonna sonora è stata composta da Wang Chung.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'agente federale Chance è sulle tracce del pittore falsario Masters, assassino di un suo anziano collega. Ed è pronto a tutto pur di catturare questo feroce criminale, anche ad infrangere regole etiche proprie del lavoro di federale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il regista trovò il romanzo di Petievich, che gli fu consegnato come manoscritto, molto realistico, restando affascinato soprattutto dalla "surrealistica natura" del lavoro di agente dei servizi segreti al di fuori di Washington DC. Decise perciò di riadattare il romanzo, scrivendo la riduzione di proprio pugno con la collaborazione di Petievich. Benché la maggior parte dei personaggi e dei dialoghi siano tratti dal libro, ci sono state alcune aggiunte: la scena terroristica dell'inizio, l'inseguimento automobilistico, la resa dei conti tra Chance e Masters. L'accordo iniziale di produzione era di cento milioni di dollari da parte di 20th Century Fox, ma quando fu comprata da Rupert Murdoch uno dei produttori si fece indietro e la produzione passò alla MGM. Il budget con cui Friedkin poteva lavorare era di soli 6 milioni di dollari, mentre il cast e la troupe godevano di salari relativamente scarsi. Friedkin decise perciò di non assumere star per questo film. Incontrò William Petersen a New York e, dopo sola mezza paginata di lettura, gli assegnò la parte, considerandolo perfetto per il ruolo. Allo stesso modo, assunse larga parte della troupe prediligendo professionisti veloci e alla mano: Robby Müller come direttore della fotografia (non era iscritto al sindacato). Friedkin girava perlopiù on location, molto velocemente e tenendo spesso il primo ciak, per conferire un maggior senso di immediatezza. Finse talvolta di fare una prova con gli attori, mentre stava effettivamente girando il film.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

È stata scritta, composta e interpretata dal gruppo inglese dei Wang Chung, il disco To Live and Die in L.A. soundtrack è stato il loro terzo album e il secondo con la Geffen Record. La canzone To Live and Die in L.A. si è piazzata al 41º posto della classifica americana Billboard Hot 100 del 1985.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film segna il debutto cinematografico di John Turturro.
  • Nella scena della fuga in auto contromano, in realtà l'auto dei protagonisti percorre la strada nel verso giusto e tutte le altre auto al contrario. Si tratta di una scelta effettuata perché lo spettatore, inconsciamente, avverta come ancora più angoscioso il flusso (anomalo) delle auto che si affollano contro l'auto in fuga.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione de Il Morandini, dizionario dei film 2011. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  2. ^ Dal sito filmfilm.it, recensione a cura di Mario Sesti e Massimo Sebastiani. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  3. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti, dizionario dei film 2011, B.C. Dalai.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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