Villa Tittoni Traversi

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Coordinate: 45°37′02.28″N 9°12′54.47″E / 45.617299°N 9.21513°E45.617299; 9.21513

Villa Tittoni Traversi
Desio.1.jpg
Prospetto di Villa Tittoni Traversi a Desio, neoclassica opera dell'architetto Giuseppe Piermarini, rimaneggiata successivamente da Pelagio Palagi
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Desio
Indirizzo Via Giov. Maria Lampugnani, 62
Informazioni
Condizioni ITA
Costruzione XVIII secolo
Uso Biblioteca comunale, Museo Scalvini
Realizzazione
Architetto Giuseppe Piermarini, Pelagio Palagi
Costruttore Cusani,
Proprietario Comune di Desio
 

La villa Traversi Tittoni, o villa Cusani Traversi Tittoni, a Desio, è una villa di delizia della Brianza.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La villa odierna è il frutto di rifacimenti e rimaneggiamenti stratificatisi nel corso dei secoli aventi come origine il nucleo creato con l'insediamento nel 1651 della famiglia dei marchesi Cusani, che venivano a passare qui il tempo libero, avendo la loro residenza ufficiale nel Palazzo Cusani a Milano. Fra il 1700 ed il 1800 grande importanza storica fu apportata alla villa, in quanto Ferdinando Cusani, amante di cose antiche, arricchì la proprietà di lapidi, statue e marmi preziosi, ora conservati presso i musei civici del Castello Sforzesco di Milano.

La struttura neoclassica, opera di Giuseppe Piermarini[modifica | modifica sorgente]

La villa fu ingrandita nel 1776 da Giuseppe Piermarini con i canoni di equilibrio compositivo propri del periodo neoclassico ancora visibili, seppur occultati dai lavori successivi, nella disposizione simmetrica delle finestre.

Per confermare la maestosa ricchezza del luogo, si ricorda che il marchese Cusani ricevette il 14 luglio 1785 la visita dei reali di Napoli, i quali si presentarono a Desio con un corteo di sette carrozze da un tiro a sei cavalli e sei tiri a quattro. Con il re e la regina di Napoli vi erano l'arciduca Ferdinando e consorte oltre a un nutrito seguito di nobili.

La trasformazione di Pelagio Palagi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1805 gli successe il figlio Luigi, che per suoi debiti di gioco fu costretto a vendere la villa all'avvocato Giovanni Traversi nel 1817. Nel 1840 cominciarono i lavori di trasformazione dell'intero complesso diretti dall'architetto Pelagio Palagi, terminati esteriormente nel 1846 con la creazione delle monumentali facciate ripartite in tre ordini con colonnato e frontone a timpano verso il parco.

Gli interni eclettici[modifica | modifica sorgente]

Le sale interne del piano terra sono variamente decorate, in stile eclettico: s’incontrano il neoclassico, il neogotico, il barocco, l’arabizzante.

Interessante la cappella di San Francesco (XVIII secolo), con decorazioni a stucco e pitture dei fratelli Gerli.

La torre neogotica[modifica | modifica sorgente]

Il Palagi, inoltre, innalzò nel parco anche una torre neogotica sulle rovine del un trecentesco convento francescano, ora proprietà privata e museo mineralogico.

Il parco all'inglese[modifica | modifica sorgente]

La villa era arricchita da un grandioso parco “all’inglese” disegnato già dal Piermarini e dal direttore dei giardini, Antonio Villoresi, padre dell'agrimensore e botanico Luigi Villoresi. Antonio Villoresi che detenne lo stesso posto nello staff del Cusani e funse dal direttore fino al 1828 quando fu licenziato. Il nuovo direttore fu Giovanni Casoretti (nacque a Rovello vicino a Saronno), che creo' uno dei giardini più rinomato della Lombardia, di cui ci furono pubblicate delle descrizioni dettagliate nella stampa inglese. Una modesta parte dei giardini è tuttora conservato ed è adibito a Parco Comunale.

Alla morte dell'avvocato Traversi, avvenuta nel 1854, il complesso passò al nipote, Giovanni Antona Cordara, il quale, per ricordare il munifico zio, con regio decreto del 27 febbraio 1856 assunse il cognome Antona Traversi.

Continuarono i lavori di abbellimento, nel parco venne collocata una statua commissionata all'artista milanese Tantardini, raffigurante Arnaldo da Brescia (ora conservata nel cortile della biblioteca comunale).

Il periodo del Presidente del Consiglio e degli Esteri, Tommaso Tittoni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1900 tutta la proprietà passò per volontà testamentarie al genero Tommaso Tittoni, allora prefetto di Perugia. Egli fu poi deputato, diplomatico, Presidente del Consiglio in epoca Giolittiana e Ministro degli Esteri.

Egli utilizzò la villa per convegni diplomatici; furono molteplici le visite di reali e illustri.

Principali illustri ospiti[modifica | modifica sorgente]

Oltre al re Umberto I e la regina Margherita, si ricorda la visita dei ministri degli esteri della Russia e dell'Austria. Decaduta durante il secondo conflitto mondiale, la villa, adibita a casermaggio militare, ospitò una guarnigione di militari tedeschi.

La villa dalla guerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Il 31 ottobre 1944 la villa divenne sede del 3º Gruppo caccia "Francesco Baracca" dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana. Nel dopoguerra fu donata all'Istituto Saveriano per le Missioni Estere di Parma che adibì l'edificio a seminario per i propri studenti.

Nel 1975 la villa è stata acquistata del Comune di Desio.

Oggi la villa è proprietà del comune di Desio e ospita il museo dedicato all'artista milanese Giuseppe Scalvini.

Il Parco Tittoni è curato dalla Associazione Regis,[1] Rete dei Giardini Storici, che ha sede a Cinisello Balsamo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.provincia.milano.it/export/sites/default/pianificazione_territoriale/doc/Scheda_giardini_storici_2008.pdf

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