Ut queant laxis

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L'inno Ut queant laxis in notazione quadrata.

Ut queant laxis è l'inno liturgico dei Vespri della solennità della natività di San Giovanni Battista che ricorre il 24 giugno.

La fama di questo inno si deve a Guido d'Arezzo, che lo utilizzò per ricavarvi i nomi delle 6 note dell'esacordo, dalla prima strofa:

Ut queant laxis resonare fibris
mira gestorum famuli tuorum,
solve polluti labii reatum,
sancte Ioannes.

Ogni sillaba evidenziata corrisponde, in musica, alla relativa nota; il nome della nota si è stato dato successivamente, poiché il canto gregoriano e la musica medievale in genere, non prevedevano l'uso della sensibile, cioè il settimo grado della scala. Si presero perciò le prime lettere delle due parole dell'ultimo verso.


L'inno prosegue così:

Nuntius caelo veniens supremo,
te patri magnum fore nasciturum,
nomen et vitae seriem gerendae
ordine promit.
Ille promissi dubius superni
perdidit promptae modulos loquelae;
sed reformasti genitus peremptae
organa vocis.
Ventris obstruso positus cubili
senseras regem thalamo manentem;
hinc parens nati meritis uterque
abdita pandit.
Laudibus cives celebrant superni
te, Deus simplex pariterque trine;
supplices ac nos veniam precamur:
parce redemptis. Amen.
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