Turba Philosophorum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Libro}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Turba Philosophorum

Col titolo di Turba Philosophorum (Turba dei Filosofi) ci sono pervenute due opere distinte: le cosiddette Turba latina e la Turba gallica. L'argomento dei testi è l'alchimia; i testi si fanno risalire al tardo Medioevo, da un originale arabo.

La Turba latina[modifica | modifica wikitesto]

La prima è un’opera in latino che si fa abitualmente risalire al XIII secolo, evidente traduzione da un originale arabo. Si tratta di una serie di discorsi, attribuiti ad un certo numero di filosofi tra i quali si possono riconoscere quelli della tradizione greca, che discutono tra loro su i principi dell’alchimia facendo ricorso ampio alla tradizione cosmologica della filosofia greca.

Lo storico della scienza ed orientalista Julius Ruska (1867-1949), che per primo identificò l’origine araba dello scritto[1], lo collocò dapprima in un ampio arco temporale tra il IX e l’XI secolo. Henry Ernest Stapleton (1878-1962) notò tuttavia che alcuni passi della Turba erano presenti nell’opera di un alchimista arabo del X secolo, Ibn Umail. Solo in seguito, con gli approfondimenti dell’orientalista Martin Plessner (1900-1973)[2], ci si rese conto che il testo della Turba rivelava una coerenza ed unità compositiva, per cui ogni opera che conteneva citazioni e confronti con essa era da considerarsi posteriore. Poiché Ibn Umail era morto nel 960, si poteva ragionevolmente collocare la composizione della Turba intorno al 900. Plessner ipotizza che essa possa essere la forma in cui ci è pervenuto un Libro delle dispute e delle riunioni dei Filosofi dell’alchimista di Akhnim (Panopoli) Uthmàn Ibn Suwaid, attivo proprio intorno al ‘900.

La Turba tradisce un autore colto che padroneggia con sicurezza la cosmologia greca ed i suoi concetti fondanti.

Il componimento ha avuto una tradizione manoscritta ampia e multiforme, ed oggi si riconoscono, a seconda del numero dei discorsi compresi nel testo e di precise differenze stilistiche e strutturali, almeno tre diverse versioni del testo. Tali versioni si riflettono talvolta anche nelle varianti della considerevole tradizione a stampa, che parte con l’editio princeps di Basilea del 1572[3].

La Turba gallica[modifica | modifica wikitesto]

La seconda opera che circola col nome di Turba Philosophorum, è in lingua francese. Essa è anche conosciuta col titolo di Turba philosophorum ou code de verité en l’art (o Tourbe des Philosophes ou code de verité en l'art), ed è spesso sinteticamente identificata col nome di Turba gallica.

Studiata in un primo momento da Paulette Duval[4] la Turba Gallica è stata in seguito più severamente analizzata da Didier Kahn[5], che ha smentito parte rilevante delle conclusioni cui era giunta la Duval.

Attualmente si attribuisce alla Turba Gallica un’origine francese da collocarsi nel XV secolo, ad opera di un autore cristiano dalle evidenti tendenze neoplatonizzanti.

Nel medesimo lavoro citato Didier Kahn analizza comparativamente il testo della Turba latina e quello della Turba gallica, giungendo alla conclusione della derivazione di quest’ultima alla prima: circa il 50% del testo della Turba gallica proviene infatti dalla traduzione o parafrasi abbastanza libera del testo latino (forse di un testo latino assai corrotto che non conosciamo). Il resto proviene da altre fonti, solo in parte identificabili.

Anche la Turba gallica ha avuto una rilevante tradizione sia manoscritta che a stampa, ed è anzi da considerarsi tra i testi più influenti dell’alchimia rinascimentale. La prima edizione a stampa è quella in Trois traitez de la philosophie naturelle, non encore imprimes; sçavoir, la Turbe des philosophes, qui est appelee Le code de verité en l'art autre que la latine, plus, La parole delaissee de Bernard Trevisan, et un petit traicté, tres-ancien, intitulé, Les douze porte d'alchymie, autres que celles de Ripla, Paris, par Iean Sara 1618.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Julius Ruska, Turba philosophorum: Ein Beitrag zur Geschichte der Alchemie, Berlin, J. Springer, 1931
  2. ^ M. Plessner, The Place of the Turba Philosophorum in the Development of Alchemy, Isis, Vol. 45, No. 4 (Dec., 1954), pp. 331-338. M. Plessner, The Turba Philosophorum, a preliminary report on three Cambridge MSS, in Ambix vol. VII n°3, October 1959, pp. 159-163. M. Plessner, Vorsokratische Philosophie und griechische Alchemie in arabisch-lateinischer Uberlieferung: Studien zu Text und Inhalt der "Turba philosophorum"... ; nach dem Manuskript ediert von Felix Klein-Franke, Wiesbaden: F. Steiner,
  3. ^ Auriferae artis, quam chemiam vocant, antiquissimi authores, sive turba philosophorum, Basileae: apud Petrum Pernam, 1572)
  4. ^ Paulette Duval, La Turba Philosophorum Gallica. Édition de la version française de la Turba Philosophorum, d’après le manuscrit de la Bibliothèque Nationale, avec un commentaire. In Les Cahier de Fontenay n°33, «Alchimie, mystique & traditions populaires», décembre 1983, pp. 9-67. La Duval arriva ad identificare un’origine castigliana del testo, ascrivendolo alla seconda metà del XII secolo
  5. ^ Didier Kahn, The Turba philosophorum and its French version (15 th C.), in Chymia: Science and Nature in Medieval and Early Modern Europe, edited by Miguel López Pérez. Didier Kahn and Mar Rey Bueno, Cambridge Sholars Publishing, 2010, pp. 70 - 114.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. John Holmyard, Storia dell’alchimia, Sansoni, Firenze 1972, pp.85-89. (ed. orig. John Holmyard, Alchemy (Penguin Books 1957, pp. 80 e segg.).
  • Paulette Duval, La Turba Philosophorum Gallica. Édition de la version française de la Turba Philosophorum, d’après le manuscrit de la Bibliothèque Nationale, avec un commentaire. In Les Cahier de Fontenay n°33, «Alchimie, mystique & traditions populaires», décembre 1983, pp. 9-67.
  • Didier Kahn, The Turba philosophorum and its French version (15 th C.), in Chymia: Science and Nature in Medieval and Early Modern Europe, edited by Miguel López Pérez. Didier Kahn and Mar Rey Bueno, Cambridge Sholars Publishing, 2010, pp. 70 - 114.
  • Arisleo, La Turba dei filosofi: Seguita dal Discorso di un anonimo sulla Turba, a cura di Paolo Lucarelli, Edizioni Mediterranee, Roma 1997 ISBN 88-272-0222-6

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]