Pianeta (astrologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il significato di pianeta in astrologia è diverso che in astronomia.

Con questa denominazione vengono indicati non solo i pianeti veri e propri del Sistema solare (Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno) e il pianeta nano Plutone, ma anche il Sole e la Luna, denominati luminari, mentre essendo l'analisi astrologica basata sul geocentrismo non è considerato pianeta la Terra.[1]

Nell'astrologia classica, fino alla scoperta di Urano compiuta da William Herschel nel 1781, i pianeti usati nell'analisi astrologica erano solo sette.

Alcune scuole astrologiche come quella di Lisa Morpurgo basano la propria teoria su un sistema di dodici pianeti, di cui due ritenuti ancora da identificare [2] e chiamati temporaneamente X (da non confondere col pianeta X teorizzato dagli astronomi di fine Ottocento ecc.) e Y.

Dopo la scoperta del pianeta nano Eris e di altri pianetoidi come Sedna sono nati dibattiti sull'opportunità o meno di considerarli nell'analisi astrologica.

Alcune scuole aggiungono asteroidi come Cerere, e soprattutto Chirone, planetoide transuraniano scoperto nel 1977 e utilizzato da astrologi di scuola relazionale[3].

Uso nella stesura dell'oroscopo[modifica | modifica sorgente]

Ad ogni pianeta vengono associate alcune caratteristiche peculiari, con diverse sfumature secondo le varie scuole astrologiche. A esempio il Sole rappresenta la parte maschile, la ragione e la vitalità, mentre la Luna rappresenta la parte femminile, la ricettività e la capacità di adattamento.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario di Astrologia - Pianeti
  2. ^ http://www.astrologiamorpurghiana.it/img/vezia/01-Introduzione.pdf
  3. ^ L'approccio relazionale in Astrologia - 1 Parte

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]