Trichosurus vulpecula
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Infraclasse | Marsupialia | ||
| Ordine | Diprotodontia | ||
| Famiglia | Phalangeridae | ||
| Genere | Trichosurus | ||
| Specie | T. vulpecula | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Trichosurus vulpecula (Kerr, 1792) |
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Il tricosuro volpino (Trichosurus vulpecula) è il più comune e il più diffuso tra tutte le specie di marsupiali australiani. Vive dunque in Australia ed in Tasmania e prospera anche in Nuova Zelanda, ove fu introdotto nel 1858. É noto anche come «opossum volpino».
Indice |
[modifica] Descrizione
Lungo circa 60 cm, ha la testa simile a quella della volpe con orecchie grandi e muso appuntito. La caratteristica saliente, tuttavia, è rappresentata dalla coda, che è prensile in punta con un pezzo nudo nella parte inferiore. La pelliccia è spessa, lanosa e di colore variabile, dal grigio argenteo al marrone scuro o al nero.
[modifica] Comportamento
Il tricosuro volpino preferisce gli alberi, ma vive anche nella bassa macchia o in zone prive di alberi, ove utilizza le tane dei conigli. Si è anche abituato a vivere negli spazi dei soffitti delle case, persino nei sobborghi delle grandi città.
Nelle lotte con altri tricosuri fischia e grugnisce con forti grida che terminano in un rauco strillo.
[modifica] Alimentazione
Il tricosuro volpino è essenzialmente vegetariano. Infatti, si nutre principalmente di germogli, ma il cibo preferito è il vischio australiano. Si ritiene che il suo cibo consista anche in uova ed uccellini che prende dai nidi.
[modifica] Predatori
Sembra che il tricosuro volpino, di giorno, possa essere preda delle aquile. Il dingo tenta di dargli la caccia e strappa la corteccia dall'albero per cercare di raggiungerlo. Ma suo principale nemico è il lantanoto, conosciuto anche come «goanna». Infatti, mentre questo si arrampica sull'albero, il tricosuro volpino, dai rami superiori, lancia grida di spavento, senza tentare la fuga.
[modifica] Riproduzione
L'accoppiamento dei tricosuri volpini avviene in maggio-giugno, prima nelle zone meridionali. La gestazione dura 17-18 giorni. Il parto comprende generalmente un solo piccolo, talvolta due, e questo lascia il marsupio fra luglio e settembre divenendo indipendente dalla madre nel periodo compreso fra settembre e novembre. Alla nascita è lungo 1,3 cm e pesa meno di 2 g, peso quanto mai ridotto rispetto a quello della madre, che è di circa 4,5 kg. Raggiunge la maturità nel febbraio successivo e la maturità sessuale tre mesi dopo.
[modifica] Rapporti con l'uomo
La popolazione dei tricosuri volpini, in Nuova Zelanda, ha raggiunto il numero stupefacente di 25 milioni di unità. In quel paese l'unico predatore di questa specie è l'uomo. Circa un milione l'anno di questi animali sono catturati per sfruttarne la pelliccia ed un'altrettanta quantità è distrutta per stabilire il necessario equilibrio biologico. Ciò nonostante, l'aumento annuo è dell'ordine del 25 per cento circa a dispetto del basso indice di natalità.
I predatori non mancano invece in Australia dove, benché vi sia tremendamente braccato, questo animale riesce a sopravvivere. Il tricosuro volpino vi è tuttavia considerato un vero e proprio flagello per gli orti e le aziende agricole. D'altronde, gli si dà sempre una certa caccia in ragione della sua pelliccia pregiata, la quale è stata venduta ed esportata come se si trattasse di pelliccia di castoro, moffetta e cincillà di Adelaide.
Durante il periodo di depressione economica del 1931, i disoccupati furono incoraggiati a dedicarsi alla caccia del tricosuro volpino incrementando così il commercio della sua pelliccia. Infatti, tra il giugno ed il luglio di quell'anno oltre 800.000 pelli furono vendute tenendo conto unicamente di quelle provenienti dalle terre demaniali. Precedentemente, nel 1906, oltre 4 milioni di pelli furono vendute a Londra e New York. Il pedaggio annuo non è sempre in quest'ordine di misura e, per la maggior parte degli anni, è notevolmente più basso.
Sta sorgendo, tuttavia, un simpatico orientamento dovuto in parte ad una crescente presa di coscienza sulla necessità di preservare la fauna che è peculiare dell'Australia. Non è d'altronde sfuggito all'attenzione dei più che il tricosuro volpino, nutrendosi di vischio e quindi controllandone la diffusione, giova non solo agli alberi del luogo, ma aiuta altresì indirettamente l'industria del miele. Il valore economico di questo marsupiale nel ridurre gli effetti negativi del vischio sugli alberi da gomma che producono il nettare per le api, è stato dimostrato con esperimenti diretti. Tuttavia, ne deriva pur sempre anche la necessità di un controllo locale. Ciò premesso, v'è poco da temere, poiché la capacità del tricosuro volpino di sopravvivere alle persecuzioni è dovuta, come per i topi, alla sua straordinaria adattabilità. Infatti, il tricosuro volpino può vivere in qualsiasi tipo di habitat e, essendo essenzialmente vegetariano, è difficile che avverta carenza di cibo. É stato inserito nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo.
[modifica] Galleria
[modifica] Note
- ^ Morris, K., Woinarski, J., Friend, T., Foulkes, J., Kerle, A. & Ellis, M. 2008.. Trichosurus vulpecula. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
[modifica] Bibliografia
- Cowan, P. E., et al. (1997). Effects of possum browsing on northern rata, Orongorongo valley, Wellington, New Zealand. Journal of the Royal Society of New Zealand, 27, 173-179.
- Marsh, K. J., Wallis, I. R., & Foley, W. J. (2003). The effect of inactivating tannins on the intake of Eucalyptus foliage by a specialist Eucalyptus folivore (Pseudocheirus peregrinus) and a generalist herbivore (Trichosurus vulpecula). Australian Journal of Zoology, 51, 41-42.
- Payton, I. J., et al. (1997). Response of selected tree species to culling of introduced Australian brushtail possums Trichosurus vulpecula at Waipoua Forest, Northland, New Zealand. Biological Conservation, 81, 247-255.
- Rogers, G. M., & Leathwick, J. R. (1997). Factors predisposing forests to canopy collapse in the southern Ruahine Range, New Zealand. Biological Conservation, 80, 325-338
- Groves C. Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. 50 ISBN 0-8018-8221-4
[modifica] Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Trichosurus vulpecula
[modifica] Collegamenti esterni
- Brushtail Possum
- Landcare Research NZ
- Brushtail Possum at Animal Diversity Web
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