The Ronettes

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The Ronettes
The Ronettes (1966)
The Ronettes (1966)
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Pop
Doo-wop
Rhythm and blues
Periodo di attività 1959-1966
Album pubblicati 1

The Ronettes sono state un girl group americano di genere pop, formatosi nel 1959 a New York.

Divenute popolari grazie soprattutto ai loro lavori in collaborazione con il produttore Phil Spector, le Ronettes furono l'unica band formata da ragazze ad essere invitata ad esibirsi con i Beatles, nell'ultimo tour americano del gruppo di Liverpool nell'estate del 1966[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1957, Veronica Bennett (più tardi conosciuta come Ronnie Spector, una volta divenuta moglie del produttore Phil Spector) forma il gruppo che sarebbe poi diventato noto come The Ronettes e composto dalla stessa Ronnie, da sua sorella Estelle e dalle loro cugine Nedra, Diane ed Elaine. Le cinque ragazze imparano a perfezionare le loro armonie vocali nella loro abitazione per poi iscriversi ad uno show amatoriale all'Apollo Theater dove rimediano un insuccesso e la successiva defezione di Elaine e Diane che lasciano il gruppo dopo quella notte.

Come trio, le Ronnie and the Relatives (questo il loro primo nome), arrivarono al loro primo contratto discografico con la Colpix Records nel 1961 e a pubblicare due singoli: I Want a Boy nel mese di agosto e I'm Gonna Quit While I'm Ahead nel gennaio del 1962 che però non riescono ad entrare nella Billboard Top 100.

Nel mese di aprile e giugno del 1962 la Colpix pubblica i primi due singoli accreditati alle Ronettes, Silhouettes e la ristampa di I'm Gonna Quit While I'm Ahead a cui segue un ultimo brano (Good Girls) che, nel marzo del 1963, decreta l'addio della band dall'etichetta.

Nei primi mesi del 1963, stufa degli insuccessi con la Colpix Records, Estelle contatta telefonicamente il produttore Phil Spector e lo convince a organizzare un provino per lui che, con la sua Philles Records, era da tempo alla ricerca di nuove voci femminili.

All'audizione Spector si sedette al pianoforte e accompagnò il gruppo che cominciò a cantare Why Do Fools Fall in Love quando, improvvisamente, alzandosi dal suo posto esclamò: «Ecco! È questo! Questa è la voce che stavo cercando!».

Nel marzo del 1963, quindi, Spector propose alle ragazze un accordo per una collaborazione che le portò a raggiungere l'apice del loro successo.

Be My Baby[modifica | modifica sorgente]

Primo frutto di questa collaborazione è il singolo Be My Baby. Scritta dallo stesso Phil Spector assieme a Jeff Barry e Ellie Greenwich, registrata nel luglio del 1963 e pubblicata nell'agosto successivo, Be My Baby ottiene subito un successo incredibile e diventa una hit da classifica, piazzandosi al numero due della Billboard Top 100.

Spesso citata come la massima espressione del cosiddetto Wall of Sound di Spector, negli anni a seguire diverrà una delle canzoni più conosciute della sua era e, sicuramente, anche uno dei brani che maggiormente hanno influenzato l'evoluzione dell'intero genere pop, piazzandosi alla posizione numero 22 della lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, secondo la rivista Rolling Stone.[2]

«Le nostre vite sono state capovolte» ricordò Ronnie Spector in seguito. «Tutte le cose che avevo sempre sognato finalmente si avverarono.»

Nel novembre del 1963 la band, assieme ad altri artisti dell'etichetta, registra il disco natalizio A Christmas Gift for You a cui le Ronettes contribuiscono con tre canzoni: I Saw Mommy Kissing Santa Claus, Sleigh Ride e Frosty the Snowman.

Baby I Love You[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo del loro primo singolo, Phil Spector, impaziente di realizzare un seguito con la band, scrive Baby, I Love You di nuovo con Barry e Greenwich, esortando le Ronettes a lasciare New York per la California proprio per registrare il nuovo singolo nei Gold Star Studios, di proprietà del produttore.

A causa però di un problema nato dal fatto che le Ronettes sarebbero dovuto partire per il "Caravan of Stars" tour, invitate dall'organizzatore Dick Clark, Spector decise di tenere con sé Ronnie Spector per le session di registrazione e di sostituire Estelle e Nedra (partite per il tour) nei cori con l'altra cugina Elaine (ex membro del gruppo) e con Cher.

Con la collaborazione di Leon Russell al pianoforte, il brano venne ultimato a inizio autunno del 1963 e pubblicato, nel novembre dello stesso anno, raggiungendo la posizione numero 24 negli Stati Uniti e la numero 11 nel Regno Unito.

Nel gennaio del 1964 il gruppo parte per il loro primo tour in Inghilterra e, al loro ritorno, entra di nuovo in studio per registrare Keep On Dancing e Girls Can Tell, due canzoni scritte sempre dal trio Barry, Greenwich e Spector.

Tra aprile e giugno del 1964 escono due nuovi singoli, (The Best Part of) Breakin' Up e Do I Love You? che però non raggiungono il successo dei precedenti, anche se riescono a entrare per breve tempo nella Billboard Top 40.

Presenting the Fabulous Ronettes[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 1964, le Ronettes, appaiono in numerosi spettacoli televisivi come American Bandstand, Hullabaloo e Ready, Steady, Go e, mentre la popolarità di altri gruppi simili (come The Crystals e The Marvelettes) comincia a diminuire, quella del trio di New York continua a crescere.

Nell'estate di quell'anno, la band entra in studio per registrare il brano Walking in the Rain che diventerà poi il singolo di maggior successo del gruppo dopo Be My Baby ed anche l'unica canzone prodotta da Phil Spector che lo porta a vincere un Grammy Award.

A seguito del successo di Walking in the Rain, l'etichetta decide di pubblicare il primo album in studio del gruppo, intitolato Presenting the Fabulous Ronettes Featuring Veronica, che esce verso la fine del 1964 e che include tutti i precedenti singoli di successo della band. L'album si rivelò un discreto successo commerciale, piazzandosi al numero 96 nella classifica di Billboard.

Nel febbraio del 1965 esce Born to Be Together, nuovo singolo del gruppo, che arriva solo al numero 52 della Billboard 100 e che è il preludio ad una serie di altre registrazioni di canzoni che Phil Spector rifiuta di pubblicare, una volta completate.

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Il trio nel 1966

Mentre la popolarità delle Ronettes diventava sempre maggiore, il rapporto tra Ronnie e Phil Spector diventava sempre più teso, al punto che il produttore decide di mettere un freno all'ascesa del trio, proprio nel timore che un giorno sarebbe potuto diventare più importante di lui e cercando di non pubblicare i dischi che la band era contrattualmente obbligata a realizzare.

Tra le canzoni registrate durante questo periodo e rimaste poi inedite ci sono Paradise, Everything Under the Sun, I Wish I Never Saw the Sun Shine e soprattutto Chapel of Love che, registrata nei primi mesi del 1964, Spector rifiutò poi di pubblicare come singolo. «Abbiamo pensato che fosse un grande pezzo e abbiamo praticamente pregato Phil Spector di pubblicarlo» scrisse più tardi Ronnie Spector. «Quando la versione di Dixie Cups uscì e fu un successo è stato così deprimente!».

Nel giugno del 1965 esce un nuovo singolo delle Ronettes, Is This What I Get For Loving You?, un mezzo insuccesso che si assesta al numero 75 nella Billboard 100 e seguito, ad un anno di distanza, da I Can Hear Music che, pubblicato nel mese di ottobre del 1966, raggiunge solo la posizione numero 100.

Dopo un breve tour in Germania, all'inizio del 1967, la band decide di separarsi e di continuare per strade separate.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1961 - I Want a Boy
  • 1962 - I'm Gonna Quit While I'm Ahead
  • 1962 - Silhouettes
  • 1963 - Good Girls
  • 1963 - Be My Baby
  • 1963 - Baby, I Love You
  • 1964 - (The Best Part of) Breakin' Up
  • 1964 - Do I Love You?
  • 1964 - (Walking) In the Rain
  • 1965 - Born to Be Together
  • 1965 - Is This What I Get for Loving You?
  • 1965 - He Did It
  • 1966 - I Can Hear Music

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tony Barrow, John, Paul, George, Ringo & Me, Thunder’s Mouth Press, New York 2005, pag. 206.
  2. ^ The RS 500 Greatest Songs of All Time, RollingStone.com. URL consultato il 2 giugno 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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