Sundarbans

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sundarbans
(EN) The Sundarbans
Sundarbans 02.jpg
Tipo Naturali
Criterio (ix) (x)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Il delta del fiume Gange, che divide il Bangladesh e l'India

Sundarbans è il nome attribuito alla più grande foresta di mangrovie del mondo, che si trova nel delta del fiume Gange e si estende su regioni appartenenti al Bangladesh e allo stato del Bengala Occidentale, in India. Esso è un Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1997, anche se la zona appartenente al Bangladesh e quella appartenente all'India sono elencati fra i Patrimoni dell'UNESCO con due nomi differenti (Sundarbans nel primo caso, Parco nazionale di Sundarbans nel secondo, che fa parte della lista fin dal 1987), anche se fondamentalmente essi sono semplicemente due parti della stessa foresta.

Le Sundarbans sono intersecate da una complessa rete di vie d'acqua soggette a maree, distese fangose e piccole isole di foreste di mangrovie adattate all'acqua salata, un ottimo esempio di processi ecologici ancora in corso. L'area è famosa per la sua enorme varietà di fauna; l'esempio più famoso è dato dalle tigri del Bengala, dette mangiatrici di uomini, ma vi si possono trovare anche numerose specie di cetacei, uccelli, cervidi, coccodrilli e serpenti.

La mattina del 15 novembre 2007 il Ciclone Sidr si è abbattuto sull'area causando almeno 1100 morti.

L'ecosistema[modifica | modifica sorgente]

Le Sundarbans costituiscono un ecosistema complesso. Esse sono divise fra il Bangladesh (per il 62%) e l'India (per il restante 38%); a sud incontrano il golfo del Bengala, a est confinano col fiume Baleswar mentre a nord terminano in aree densamente coltivate. Il drenaggio naturale delle aree a monte del delta è impedito da argini artificiali e polder. L'area totale delle Sundarbans è di poco più di 6.000 chilometri quadrati, dei quali oltre 4.100 di terreni asciutti e quasi 1.900 di acque (fiumi, canali, ecc.). I fiumi delle Sundarbans sono un punto d'incontro fra l'acqua dolce (che proviene dal Gange) e l'acqua salata del golfo del Bengala.

In termini di biodiversità le Sundarbans non hanno eguali fra le altre foreste di mangrovie. La foresta ha anche funzioni protettive e produttive: la sua superficie costituisce il 51% delle foreste del Bangladesh, il 41% delle entrate derivanti dallo sfruttamento delle foreste e il 45% di tutto l'export di legname del paese (FAO 1995). Una grande quantità di industrie si basano sul legname ottenuto dall'ecosistema delle Sundarbans, mentre l'indotto generato dalla foresta costituisce un fondamentale introito per oltre mezzo milione di abitanti delle poverissime regioni costali del Bangladesh. Oltre a questo, le Sundarbans sono una protezione naturale contro i cicloni che affliggono il paese.

Benché comunque le Sundarbans siano per la maggior parte libere di abitazioni umane e benché sia in vigore un accordo per la chiusura del 70% della foresta allo sfruttamento da parte della popolazione, passate ricerche hanno rivelato che ci sono stati notevoli cali delle due specie più "commerciali" di mangrovie, pari a quasi il 50% fra il 1959 e il 1985. Inoltre, benché sia in vigore un altro trattato per il bando totale della caccia e della cattura di qualunque tipo di animale che non siano pesci o alcuni invertebrati, gli stessi studi denunciano che ci sia stato un notevole calo di biodiversità e una perdita di specie (in particolare 6 mammiferi e un rettile durante il XX secolo), oltre ad un calo della qualità ecologica dell'originaria foresta di mangrovie.

Le tigri[modifica | modifica sorgente]

Le Sundarbans ospitano circa 700 tigri del Bengala (stima del 2004)[1] Queste tigri sono famose per la quantità di uomini che uccidono: le stime variano da 20 a 80 persone l'anno. Esse sono le ultime mangiatrici di uomini rimaste sul pianeta, anche se non sono le uniche tigri che vivono a contatto con gli esseri umani: a Bandhavgarh, benché diversi villaggi siano situati a ridosso delle riserve dedicate alle tigri, una sola persona è storicamente stata attaccata da uno di questi grossi felini.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Blasco, F. (1975). The Mangroves of India. Institut Francis de Pondichery, Travaux de las Section Scientifique et Technique, Tome XIV, Facicule 1. Pondichery, India.
  • FAO (1995). Integrated Resource Management Plan of the Sundarbans Reserved Forest - Final Report. FAO Project BGD/84/056. FAO, Roma, Italia.
  • Forestal (1960). Forest Inventory 1958-59 Sundarbans Forests. Oregon: Forestal Forestry and Engineering International Ltd, Canada.
  • IUCN (1994). Mangroves of the Sundarbans. Volume 2: Bangladesh. The IUCN Wetlands Programme. IUCN, Gland, Svizzera.
  • ODA (1985). A forest inventory of the Sundarbans, Bangladesh. Main Report. Land Resources Development Centre, Surbiton, Inghilterra.
  • Wahid, S.M., Alam, M.J. and Rahman, A. (2002). "Mathematical river modelling to support ecological monitoring of the largest mangrove forest of the world – the "Sundarbans". Proceedings of First Asia-Pacific DHI software conference, 17-18 June, 2002.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bangladesh Forest Department, Sidr and Coastal Forest Damage. URL consultato il 20-05-2008.

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