Storia del Botswana

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Sin da prima del contatto con gli Europei, il territorio del Botswana è stato popolato dagli "Tswana", tribù di pastori e contadini.

Il Botswana diventa un protettorato britannico il 31 marzo 1885, in seguito alle richieste d’aiuto rivolte dal re dei Bangwato (una delle sei tribù tswana) Khama III. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, infatti, la Regione era caratterizzata da un’elevata instabilità, dovuta all’immigrazione di tribù Ndebele provenienti dal deserto del Kalahari e dalle tensioni con i Boeri provenienti dal Transvaal. Il Botswana corrisponde al territorio del Protettorato del Bechuanaland, mentre la regione meridionale venne incorporata nella Colonia del Capo e oggi è parte del Sudafrica.

Quando nel 1910 viene fondata l’Unione Sud Africana dalla federazione delle principali colonie britanniche della regione, il Bechuanaland, il Basutoland (oggi Lesotho) e lo Swaziland vengono temporaneamente esclusi dall’unione pur in previsione di una successiva integrazione. Nonostante il governo sudafricano avesse richiesto l’annessione dei territori, la consultazione delle popolazioni locali ma soprattutto l’istituzione dell’apartheid che ha portato all’espulsione del Sudafrica dal Commonwealth nel 1961 hanno posto fine qualsiasi rivendicazione di annessione dei territori al Sudafrica.

Il più forte radicamento dell’Autorità Centrale britannica e l’evoluzione della forma di governo tribale, hanno condotto alla creazione nel 1920 di due organi consultivi rappresentativi degli interessi africani ed europei. Nel 1934 vengono istituzionalizzate le leggi e le autorità tribali. Nel 1951 viene formato un Consiglio consultivo Europeo-Africano e nel 1961 la Costituzione istituisce un Consiglio Legislativo consultivo. Nel giugno del 1964, il Regno Unito accetta la richiesta di autogoverno democratico. Nel 1965 la sede del governo viene trasferita da Mafikeng in Sudafrica a Gaborone. Sempre nel 1965 viene promulgata la Costituzione, si tengono le prime elezioni generali in attesa della proclamazione di indipendenza il 30 settembre 1966.

Il leader del movimento per l’indipendenza Seretse Khama viene eletto primo Presidente della Repubblica. Sarà confermato per due volte e morirà in carica nel 1980. La presidenza viene assunta del vicepresidente Ketumile Masire che sarà confermato dal voto popolare nel 1984 e poi rieletto nel 1989 e nel 1994. Durante la presidenza di Masire, nella seconda metà degli anni ottanta, il Paese subisce la pressione militare (attacchi ripetuti nei territori di frontiera) ed economica (boicottaggi) da parte della Repubblica sudafricana. Con il tramonto dell'apartheid e dell'imperialismo bianco in quest'ultimo paese (a partire dal 1990 circa), le relazioni fra i due Stati si normalizzano. Nel 1998 Ketumile Masire si dimette e viene sostituito dal vicepresidente Festus Mogae, confermato nel 1999 e nel 2004.

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