Pseudalopex vetulus

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Jaguapitango
Pseudalopex vetulus
Pseudalopex vetulus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Pseudalopex
Specie P. vetulus
Nomenclatura binomiale
Pseudalopex vetulus
(Lund, 1842)
Sinonimi

Lycalopex vetulus

La volpe canuta o jaguapitango[1] (Pseudalopex vetulus) è un mammifero onnivoro — ma prevalentemente insettivoro — diffuso in Brasile e appartenente al genere Pseudalopex.

Habitat e stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Il suo habitat naturale (IUCN, 2008) è la vasta — quasi 2 milioni di km2savana tropicale del Cerrado brasiliano che con circa 10.000 specie di piante tracheofite[2] e più di 1.600 specie identificate di mammiferi, rettili e uccelli[3] costituisce uno dei biomi a maggiore biodiversità del pianeta. L'areale attuale comprende, oltre al Cerrado, anche la fascia di transizione della savana con la zona umida del Pantanal (IUCN, 2008), ma, nel passato, al termine del Pleistocene superiore era decisamente più ampio come testimoniato da un singolo ritrovamento fossile presso Luján, in Argentina.[4]

Lo IUCN ritiene che la volpe canuta sia molto diffusa nel Cerrado anche se in misura inferiore alla volpe dei boschi, la specie geneticamente più affine che condivide il suo stesso habitat. È stata classificata come "vulnerabile", nel 1993, nel corso del convegno Canid Conservation Assessment and Management Plan tenutosi a San Paolo, ma non è inclusa negli elenchi delle specie protette del CITES. Al 2008, secondo lo IUCN, il suo stato di conservazione desta solo limitate preoccupazioni grazie all'adattabilità della specie alle influenze antropiche e alla sua ampia diffusione.

A causa della loro dieta prevalentemente insettivora, le volpi canute non predano animali domestici a differenza della volpe dei boschi che ne è un cacciatore eccezionale, ma avvicinandosi spesso agli insediamenti umani condividono anch'esse, immeritatamente, la fama negativa di quest'ultima venendo frequentemente uccise dagli allevatori (Dalponte e Courtenay, 2004; Courtenay e Maffei, 2004[5]).

Non sono state adottate misure particolari per la sua conservazione né esiste una legislazione specifica, ma la caccia e la cattura di esemplari selvatici di questa specie è proibita in gran parte degli stati del Brasile, e la sua pelliccia non ha uno specifico interesse commerciale (Dalponte et alii, 2004). La distruzione dell'ecosistema del Cerrado per far luogo alle coltivazioni agricole, e che procede al ritmo del 3% annuo (MMA-Brasil, 1998), è un significativo fattore di rischio nel medio e lungo periodo, ma l'elevata adattabilità della specie potrebbe escludergli un impatto negativo (Dalponte, 2004).

Descrizione ed etologia[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un animale di piccola taglia, snello, dalle zampe lunghe e le orecchie grandi. La lunghezza del corpo è mediamente identica per maschi e femmine e si attesta sui 58 cm, egualmente al peso che, in media, è di 3,3 kg, ma l'intervallo di taglia e di peso è più ampio negli esemplari maschi. Il dimorfismo sessuale è più evidente nella lunghezza media della coda: 28 cm per le femmine, 34 cm per i maschi (Thomas, 1903; Viera, 1946; Juarez e Marinho-Filho, 2002; Dalponte e Courtenay, 2004).

Il colore della pelliccia è variabile: grigio perla sulla parte superiore del corpo; bianco-giallastro sulla parte inferiore, la parte interna delle zampe e le orecchie. La parte anteriore del collo è bianca, ma sotto la mandibola il pelo è bruno scuro o nero (Dalponte e Courtenay, 2004).

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Come tutte le pseudalopex è onnivora, ma — come evidenziato dall'analisi delle feci e, parzialmente, dalla loro anatomia dentale — si ciba prevalentemente di insetti, soprattutto termiti e scarabei stercorari. In misura minore o occasionale, la loro dieta integra anche cavallette, piccoli roditori, uccelli e serpenti (Dalponte, 1997; Silveira, 1999; Juarez e Marinho-Filho, 2002).
La morfologia cranio-dentale non differisce da quella di altre pseudalopex non insettivore, ma, tuttavia, i piccoli canini, i larghi molari e l'ampia bolla uditiva si adattano molto bene a questo tipo di dieta (Clutton-Brock et alii, 1976).

Etologia[modifica | modifica wikitesto]

La volpe canuta è prevalentemente un animale notturno e caccia normalmente isolata, di rado in piccoli gruppi, per esempio durante il volo nuziale delle termiti, quando queste prede sono abbondanti e molto facili da catturare (Dalponte e Courtenay, 2004).

È un animale monogamo che forma una coppia solida[6] e occupa un areale abituale di attività (home range) di 4 o 5 km2 (Juarez e Marinho-Filho, 2002; Dalponte e Courtenay, 2004) marcato attraverso le urine. Il tasso di natalità negli individui selvatici è in media di 4-5 cuccioli (3-4 in cattività) partoriti verso la fine dell'estate. Il periodo di gestazione non è noto con certezza, ma si reputa sia simile a quello delle altre pseudalopex ovvero di circa 60 giorni (Dalponte e Lima, inedito; Dalponte e Courtenay, 2004).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine deriva da jaguarapitanga, il nome della specie presso gli indios Tupinamba. Un altro nome indigeno è waptsã wa utilizzato dagli Xavante.
  2. ^ J. A. Ratter et alii, Avanços no Estudo da Biodiversidade da Flora Lenhosa do Bioma Cerrado, in XLVI Congresso Nacional de Botânica p. 115, Ribeirão Preto 1995.
  3. ^ C.C.C. Costa, J. P. Lima, L. D. Cardoso e V. Q. Henriques, Fauna do cerrado: lista preliminar de aves, mamiferos e repteis, in IBGE: Serie Recursos Naturais e Meio Ambiente n°6, Rio de Janeiro, Brasile, 1981.
  4. ^ A. Berta, Origin, diversification and zoogeography of the south American canidae, in Fieldiana: Zoology, n° 39, pp 455-471, 1987.
  5. ^ O. Courtenay, L. Maffei Crab-eating fox - Cerdocyon thous (Linnaeus 1766) in Canids: Foxes, Wolves, Jackals and Dogs - 2004 Status Survey and Conservation Action Plan, p. 36, 2004.
  6. ^ Osservazioni, su base annua, in radiotelemetria su esemplari muniti di collare, hanno evidenziato che gli esemplari della coppia rimangono a stretto contatto per il 35% del tempo (Dalponte e Courtenay, 2004).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Dalponte, J. & Courtenay, O. 2008, Pseudalopex vetulus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  • J. Clutton-Brock, G.B. Corbert & M. Hills, A review of the family Canidae, with a classification by numerical methods, in Bulletin of the British Museum (Natural History), n° 29, pp 119–199, 1976.
  • J. Dalponte, O. Courtenay, Hoary fox - Pseudalopex vetulus (Lund 1842) in Canids: Foxes, Wolves, Jackals and Dogs - 2004 Status Survey and Conservation Action Plan, pp. 72–76, 2004.
  • K. M. Juarez e J. Marinho-Filho, Diet, habitat use, and home ranges of sympatric canids in central Brazil, in Journal of Mammalogy n°83, pp. 925–933, 2002.
  • MMA-BRASIL, Primeiro Relatório para a Convenção sobre Diversidade Biológica - Brasil, Ministério do Meio Ambiente, dos Recursos Hídricos e da Amazônia Legal, Brasília, 1998.

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