Pietro Antonio Solari
Pietro Antonio Solari o Solario (Carona, 1445 circa – Mosca, maggio 1493) è stato uno scultore e architetto svizzero-italiano.
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[modifica] Biografia
Figlio di Guiniforte Solari, fratello del pittore Andrea, della grande famiglia originaria di Carona nel Canton Ticino, svolge la sua attività di scultore sui cantieri della Certosa di Pavia, del Duomo di Milano e della Ca' Granda. Partecipa alla ricostruzione di varie chiese milanesi: Santa Maria del Carmine (1470 circa), l'Incoronata (aula meridionale compiuta nel 1487), San Bernardino alle Monache.
Come scultore è attivo nel 1484 nel Duomo di Alessandria ove scolpisce la tomba de' Capitani e a Milano nel 1485 la Madonna del coazzone ora al Museo del Castello Sforzesco. Alla morte del padre Guiniforte nel 1482 lo stesso duca Gian Galeazzo Sforza lo raccomanda alla direzione dei lavori alla Certosa di Pavia con queste parole: «(...) et ha lassato Petroantonio suo figlio lo peritissimo de la medesima arte e de divino ingegnio (...)».
Nel 1487 è chiamato a Mosca dallo zar Ivan III Vasil'evič (1462- 1505) con Marco Ruffo a costruire le nuove torri in pietra del Cremlino, cominciando dalla parte verso la Piazza Rossa. Le costruzioni difensive della parte occidentale furono terminate sotto lo zar Vassilij III, sulle rive melmose del fiumiciattolo Neglinnaja che richiese grandi lavori idraulici. Già nel 1490 aveva completato questa cinta di fortificazioni con due torri: la "torre di Costantino ed Elena" e la "torre Borovizkaja". La prima, avendo un corpo avanzato, viene munita di un secondo a mo' di rivellino, presso il ponte che attraversa il fossato. Erige anche il muro che dalla torre Sviblova va fino alla porta Borovitzkaja.
Poi nel 1491 incomincia a fortificare il Cremlino dalla parte della Piazza Rossa, ponendo le fondamenta ed elevando le "torri Nikolkaja e Frolovskaja" con corpi avanzati per la guardia e torrioni pentagonali ai lati. La seconda dal 1658 si chiama torre Spasskaja (del Salvatore) ha conservato il suo corpo avanzato per la difesa contro nemici che avessero varcato il fossato e la prima porta. Sull'ingresso verso la Piazza rossa ha conservato una lapide in latino dal seguente tenore: IOANNES VASILII DEI GRATIA MAGNUS/DUX VOLODIMERIAE MOSCOVIAE NOV/OGORDIAE TFERIAE VETICIAE/ONGARIAE PERMIAE BUOLGARIAE ET/ALIAS TOTIUS Q/ue/RAXIE D-NUS/A NO 30 IMPERII SUI HAS TURRES CO/n/DERE/F. ET STATUIT PETRUS ANTONIUS SOLARIUS/MEDIOLANENSIS A NO N A D - NI 1491. K.M.I.P.
La rotonda "torre Arsenalnaja" del 1492, prima chiamata Sobakina, nelle possenti granitiche linee tradisce la mano di un eminente architetto che di una fortificazione sa fare un'opera d'arte monumentale. Come architetto civile, nel 1491 vicino alla Cattedrale della Dormizione, porta a termine la decorazione esterna del Palazzo dei Diamanti (o delle Faccette), iniziato dai conterranei Marco Ruffo e Antonio Friasin da Carona. Originariamente la facciata presentava bifore a sesto acuto simile a quelle della Ca' Granda di Milano. I conci sfaccettati di sicuro effetto pittorico sono esemplati su quelli di Palazzo Bevilacqua a Bologna, di Palazzo dei Diamanti a Ferrara e quelli del torrione est del Castello Sforzesco. Si è conservata bene l'incorniciatura della doppia finestra della facciata meridionale: il ricco e lieve ornato che ne riempie tutta la superficie si richiama ai modi dell'Amadeo e di Gian Giacomo Dolcebuono.
Muore a Mosca nel maggio 1493.
[modifica] Bibliografia
- Gerolamo Biscaro, I Solari da Carona, "Bollettino Storico della Svizzera italiana", XXXIV, Bellinzona 1912, 61-77.
- Victor Lasareff, Le opere di Pietro Antonio Solari in Russia ed i rapporti artistici italo-russi nel tardo Quattrocento, in Edoardo Arslan (a cura di), Arte e artisti dei laghi lombardi, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1959, 423, 426, 427, 428-432, 435, 438.
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