Phodopus sungorus

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Criceto siberiano
Phodopus sungorus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Cricetinae
Genere Phodopus
Specie P. sungorus
Nomenclatura binomiale
Phodopus sungorus
Pallas, 1773

Il criceto siberiano (Phodopus sungorus Pallas, 1773) è un roditore della famiglia dei Cricetidi.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una specie di piccole dimensioni (circa 8-10 cm) che pesa dai 30 ai 60 grammi[senza fonte]; questa specie si può presentare tre diverse colorazioni: colorazione standard, con manto grigio scuro o marrone su dorso, solcato da una striscia più scura in corrispondenza della spina dorsale, ventre bianco, occhi scuri; colorazione sapphire, con mantello dalle colorazioni grigio-azzurre, striscia dorsale appena marcata, ventre bianco e occhi scuri; colorazione pearl, dal dorso pressoché bianco con ventre sempre del medesimo colore, striscia dorsale grigio scura e occhi scuri.

Il criceto siberiano presenta la particolarità di subire un cambiamento nella colorazione del manto durante i mesi più freddi: questo avvenimento è stimolato dall'accorciamento delle ore di luce e dalla variazione di temperatura, che diventa più rigida; è un fenomeno derivato da una selezione naturale negli anni che permette a questi animali di essere meglio mimetizzati nella neve e quindi meno notati dai numerosi predatori che attentano alle loro vite.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i criceti, presenta la particolarità di presentare due tasche guanciali atte ad immagazzinare il cibo e trasportarlo nella tana sotterranea che crea scavando una rete di cunicoli o nel nido che costruiscono con il materiale a disposizione; esse fungono anche da mezzo di trasporto temporaneo dei nascituri. La principale attività svolta dal criceto siberiano durante la sua attività notturna (per la quasi totalità delle ore di luce riposa nella tana) è proprio la ricerca del cibo per il quale compie notevoli spostamenti.

Il criceto siberiano è un animale molto territoriale. Possiede, come il criceto di Campbell, una ghiandola sul ventre che rilascia sostanze utili a marcare il territorio.

Presenta un metabolismo, e quindi una crescita, molto veloce: raggiunge la maturità sessuale in un mese e mezzo-due mesi; la femmina, una volta fecondata nei 4 giorni del ciclo estrale, vive un periodo di gestazione di soli 18-25 giorni dopo i quali da alla luce un numero di 4-6 cuccioli, che alla nascita sono privi di pelo e ciechi, svezzabili a 2 settimane.[senza fonte]

Dopo la nascita dei piccoli il maschio solitamente si allontana dalla femmina per evitare liti che possono portare alla morte di un individuo della coppia o, molto probabilmente, dei piccoli, che vengono in alcuni casi uccisi dalla madre stessa. Questo comportamento, che per noi può risultare a primo acchito crudele, non è nuovo in natura e viene compiuto perché l'animale capisce di non riuscire a sostenere la crescita dei nascituri, sia per la mancanza di risorse, sia per stress subito.[senza fonte]

L'alimentazione di questo animale è costituita principalmente da semi e piccoli insetti.

Vivono una media di 1,5-2 anni seppur alcuni esemplari raggiungano anche i 3-4 anni di vita.[senza fonte]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È originario delle aree steppose e semi-desertiche del Kazakistan, della Siberia sud-orientale e della Chakassia (Russia).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Tsytsulina, K. 2008, Phodopus sungorus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Phodopus sungorus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

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