Partito dei Lavoratori (Brasile)

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Partito dei Lavoratori
Partido dos Trabalhadores
PT star real version.svg
Stato Brasile Brasile
Fondazione 1980
Sede Rua Silveira Martins, 132, Centro, San Paolo, Stato di San Paolo
Ideologia Socialdemocrazia,[1]
Socialismo democratico
Laburismo
Populismo
Collocazione Centro-sinistra/Sinistra[2]
Coalizione Per un Brasile che continui a cambiare
Affiliazione internazionale Foro de São Paulo
Seggi Camera
88 / 513
Seggi Senato
14 / 81
Sito web pt.org.br

Il Partito dei Lavoratori (Partido dos Trabalhadores, PT) è un partito politico brasiliano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il PT è stato fondato nel 1980, tra gli altri anche da Luiz Inácio Lula da Silva. Il PT è un partito di sinistra, che raccoglie diverse sensibilità culturali, dai cristiani socialisti ai marxisti, passando per i socialdemocratici, i comunisti (non aderenti al PCdoB). Il PT, infatti, non aderisce ad alcuna Internazionale di partiti, salvo le adesioni delle singole componenti. Alle prime elezioni pulirpartitiche del 1982, il PT ottenne il 3,5% dei voti ed elesse 6 deputati. Queste elezioni videro l'affermazione, con il 43,2% dei consensi, del PDS (poi confluito nel Partito Progressista), erede dell'ARENA il partito della giunta militare al potere dal 1965 al 1985.

Alle prime vere libere elezioni del 1986, il PT raddoppiò i suoi consensi giungendo al 6,9% ed eleggendo 16 deputati.

Il PT comincia ad incrementare i propri consensi dai primi anni '90 del XX secolo, conquistando il governo di importanti città, come San Paolo e Porto Alegre, o stati, come il Rio Grande do Sul. Nelle elezioni tra il 1990 ed il 1998, il PT oscillò tra il 9,5 ed il 12,8% dei voti. Dal 2000 in poi, il PT ha cominciato a moderare alcune sue posizioni tradizionali pur di conquistare sempre più consensi. Infatti, l'avanzata elettorale del PT culmina nel 2002 con l'elezione di Lula da Silva alla Presidenza della Repubblica. L'elezione di Lula alla presidenziali spinse anche alle legislative il PT, che ottenne il 17,7% dei voti e divenne il primo partito con 91 seggi.

Durante il governo Lula, però, il PT comincia a dividersi a causa della svolta "governista" impostale dal presidente. Nel 2004, il deputato João Batista Oliveira de Araujo e la senatrice Heloísa Helena abbandonano il Pt e fondano il Partido Socialismo e Liberdade (Partito Socialismo e Libertà, P-SOL), che ha raccolto molti marxisti e trotzkisti. Nel 2005, la crisi si fa più evidente a causa degli abbandoni causati dagli scandali per corruzione che coinvolsero molti esponenti parlamentari e di governo del PT.

Alle elezioni del 2006 il partito ha accusato una flessione ottenendo il 15% delle preferenze alla Camera e 83 deputati (8 in meno), contenendo la crisi, ma ha ottenuto solo 2 senatori sui 27 in palio. Al Senato il partito del presidente con difficoltà a formare una maggioranza stabile. La crisi del PT non sembra, però, aver intaccato la popolarità del presidente Lula, che al primo turno delle elezioni presidenziali del 2006 ha ottenuto il 48,75 dei consensi, senza però raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno. Il secondo turno ha visto nuovamente il prevalere di Lula con il 61% dei consensi.

Nel 2010 il PT si conferma alla guida del Brasile con l'elezione di Dilma Rousseff. Alle elezioni politiche dello stesso anno, il PT ottenne alla Camera il 16,9% consensi e 88 seggi (+ 5) ed al Senato elesse 11 dei 45 seggi in palio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Richard Collin e Pamela L. Martin, An Introduction to World Politics: Conflict and Consensus on a Small Planet, Rowman & Littlefield, 2012, pp. 218–, ISBN 978-1-4422-1803-1. URL consultato il 18 luglio 2013.
  2. ^ Brazil: Government >> globalEDGE: Your source for Global Business Knowledge

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia Ragionata[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]