Nieuport 28

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Nieuport 28
Nieuport 28
Nieuport 28
Descrizione
Tipo caccia
Equipaggio 1
Progettista Gustave Delage
Costruttore Francia Nieuport
Data primo volo giugno 1917
Data entrata in servizio marzo 1918
Utilizzatore principale Francia Aviation militaire
Altri utilizzatori Stati Uniti American Expeditionary Force
Argentina Servicio Aéronautico del Ejército
Svizzera Schweizerische Fliegertruppe
Esemplari poco più di 300
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,40 m
Apertura alare 8,15 m
Altezza 2,50 m
Superficie alare 20,0
Peso a vuoto 532 kg
Peso max al decollo 740 kg
Propulsione
Motore un Gnome 9N rotativo a 9 cilindri
Potenza 160 hp (362 kW)
Prestazioni
Velocità max 196 km/h
Velocità di salita a 5 000 m, in 21min e 15 s
Autonomia 400 km
Tangenza 5 200 m
Armamento
Mitragliatrici 2 Vickers calibro 7,7 mm

Dati tratti da Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo[1]

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Il Nieuport 28 fu un aereo da caccia monomotore, monoposto e biplano, sviluppato dall'azienda aeronautica francese Société Anonyme des Établissements Nieuport nei tardi anni dieci del XX secolo.

Progettato da Gustave Delage, entrò in servizio nelle ultime fasi della prima guerra mondiale diventando il primo modello impiegato in combattimento nei reparti da caccia dell'American Expeditionary Force, la forza militare d'appoggio inviata dagli Stati Uniti d'America in Europa a sostegno della Triplice intesa.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una serie di caccia monoposto caratterizzati da configurazione sesquiplana e carlinga di sezione circolare (in pratica tutti i modelli indicati con le sigle 17, 21, 23, 24, 25 e 27) dalla matita di Gustave Delage, progettista della Société Anonyme des Etablissements Nieuport, uscì nel 1917 il "Type 28" che si differenziava decisamente da questi standard.

Il prototipo volò per la prima volta nel giugno del 1917 e l'aereo venne inizialmente ordinato per la produzione su larga scala per le forze aeree francesi e americane.

Al momento della comparsa dei velivoli di serie, tuttavia, l'aereo era già superato per prestazioni dallo SPAD S.XIII. Le consegne dello SPAD vennero indirizzate di preferenza ai francesi mentre la American Expeditionary Force aveva disperatamente bisogno di un velivolo con cui equipaggiare le prime squadriglie operative. Pur con i limiti evidenziati, il Nieuport 28 venne quindi acquistato in 297[1] esemplari e impiegato in prima linea negli ultimi mesi del conflitto.

Con buona probabilità il reparto più famoso tra quelli che operarono con il Nieuport 28 fu il 94° Aero Squadron (contraddistinto dall'insegna del cappello a cilindro inscritto in un cerchio).

Afflitto da problemi al motore e dalla tendenza a perdere il rivestimento dell'ala superiore[2], il velivolo non fu mai particolarmente gradito ai suoi equipaggi che videro di buon occhio la rapida sostituzione del Nieuport 28 con gli SPAD S.XIII, iniziata già a luglio del 1918.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il Nieuport 28 era un biplano monomotore, con fusoliera a sezione circolare. I montanti delle ali erano paralleli (diversamente dalla struttura a "V" precedentemente adottata nei progetti di Gustave Delage).

Il motore era un radiale Gnome 9N, a nove cilindri raffreddato ad aria, di tipo rotativo e sviluppava una potenza di 160 hp.

L'armamento era costituito da due mitragliatrici Vickers da 7,7 mm, alloggiate in posizione fissa in scanalature ricavate nella fusoliera, che sparavano per mezzo di un dispositivo di sincronizzazione attraverso il disco dell'elica.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Diversi futuri assi dell'aviazione statunitense ebbero il battesimo del fuoco volando sul Nieuport 28: tra questi si ricordano Eddie Rikenbacker, Douglas Campbell e Quentin Roosevelt, il figlio del futuro presidente Theodore Roosevelt.

Eddi Rickenbacker accanto al suo Nieuport 28.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Argentina Argentina
Francia Francia
Svizzera Svizzera
Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Angelucci e Matricardi 1979, p. 158-9
  2. ^ Enciclopedia "L'Aviazione", vol.10, pag. 259

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo, Vol. 1, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol. 10),, Vol. 10, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983.
  • (EN) E.F. Cheesman (ed.), Fighter Aircraft of the 1914-1918 War, Letchworth, UK, Harleyford Publications, 1960, pp. 98–99.
  • (EN) Peter Cooksley, Nieuport Fighters in Action (Aircraft No. 167), Carrollton, Texas, Squadron/Signal Publications, 1997, ISBN 0-89747-377-9.
  • (EN) Robert F. Dorr, David Donald, Fighters of the United States Air Force, London, Aerospace Publishing, 1990, ISBN 0-600-55094-X.
  • (EN) Terry C. Treadwell, America's First Air War, London, irlife Publishing, 2000, ISBN 1-84037-113-7.

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