Mircea I cel Bătrân

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Mircea I cel Bătrân

Mircea I cel Bătrân (anche ricordato come Mircea cel Mare dalla storiografia rumena; 13551418) fu voivoda (principe) di Valacchia dal 1385 al 1418. Figlio di Radu I di Valacchia, difese il suo regno dalla crescente ingerenza dell'Impero ottomano. Partecipò alla Crociata di Nicopoli (1396) ed estese la sovranità valacca fino alla Dobrugia, sul Mar Nero. Sconfitto dal sultano Maometto I (1417), chiuse il suo regno come tributario indipendente dei turchi.

Da Mircea I cel Bătrân ebbe origine la stirpe dei Drăculeşti, mentre da suo fratello Dan I di Valacchia, morto in battaglia contro i Bulgari, si originò la stirpe dei Dăneşti.

Indice

Biografia[modifica]

Riformatore del regno[modifica]

Il voivoda (principe) che aveva creato lo stato valacco, Mircea portò il suo regno alla massima espansione mai raggiunta: dal fiume Olt a nord al Danubio a sud; dal Mar Nero ad est alle Porte di Ferro ad ovest[1].

La Valacchia al tempo di Mircea cel Bătrân (c. 1390); in arancione i feudi detenuti dal voivoda in quanto vassallo del Regno d'Ungheria.

Mircea organizzò intorno alla corona valacca un efficiente sistema di ufficiali e promosse il conio di una valida monetazione d’argento. Fece della città di Târgovişte la sua capitale e vi fece erigere il palazzo noto come Curtea Domnească. Rinnovò gli accordi ed i privilegi commerciali con i Sassoni di Transilvania (es. città di Braşov) ed estese le sue alleanze commerciali ai mercanti del Regno di Polonia e del Granducato di Lituania onde sfruttare al massimo la felice posizione geografica della Valacchia.

Irrobustito il fisco regio, Mircea promosse importanti riforme per rafforzare la posizione militare della Valacchia. Fortificò il confine danubiano promuovendo l’erigenda di fortezze, fondamentale la costruzione di un castello presso Giurgiu[2], e rafforzò l’esercito regio (oastea cea mare), comprendente tutti gli uomini atti a portare le armi.

Gli introiti personali permisero nel contempo a Mircea di guadagnarsi la nomea di munifico mecenate della Chiesa ortodossa: fondamentale la fondazione, nel 1388, del Monastero di Cozia, vicino Călimăneşti (Vâlcea)[3], ove sarebbe poi stato sepolto.

Mircea sfruttò la sua abilità diplomatica per aumentare l'indipendenza della Valacchia sia dal Secondo impero bulgaro che dal Regno d'Ungheria. Il voivoda, grazie all'intercessione di Petru I di Moldavia, siglò un accordo con Ladislao II di Polonia nel 1389 poi rinnovato nel 1404 e nel 1410. Forte dell'appoggio polacco, Mircea trattò da pari con sia con i Bulgari che con l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo, sovrano d'Ungheria, bisognosi dell'aiuto valacco contro il crescente potere dell'Impero ottomano[4].

Il re-guerriero[modifica]

Il vessillo di Mircea su di una moneta del 1390.
Resti della Curtea domnească di Târgovişte.

Affiancato dal fratello Dan I di Valacchia al trono nel 1383, Mircea divenne voivoda nel 1386 quando Dan morì combattendo contro lo zar Ivan Šišman di Bulgaria. Pacificato il conflitto con l'impero bulgaro, di cui era nominalmente vassallo, Mircea cercò l'appoggio del voivoda moldavo Petru I e, tramite questi, l'alleanza con il Regno di Polonia (1389) per rafforzare la sua posizione. Proprio l'appoggio dato ai bulgari contro i turchi trascinò Mircea nella contesa che finì con l'occupare la maggior parte della sua vita di sovrano.

Nel 1394, il sultano Bayezid I attraversò il Danubio con una forza di 40.000 uomini e mosse contro la Valacchia. Potendo contare solo su 10.000 effettivi, Mircea evitò lo scontro aperto: abbandonò il suo trono ed avviò una feroce campagna di guerriglia contro gli invasori, mentre Bayezid affidava nominalmente la Valacchia a Vlad I Uzurpatorul[5].

Il 10 ottobre 1394, nella Battaglia di Karanovasa, Mircea inflisse al nemico una prima massiccia sconfitta. La primavera successiva, con la Battaglia di Rovine (17 maggio 1395), Mircea bloccò definitivamente la forza d'invasione turca[6]. Esule in Transilvania mentre Vlad I occupava il trono valacco, Mircea si unì alla crociata che terminò miseramente nella Battaglia di Nicopoli il 25 settembre 1396[7]. Nel 1397 Mircea riconquistava il trono valacco e ricacciava oltre il Danubio un nuovo corpo di spedizione turco. Nel 1400 una terza avanzata turca venne bloccata[8] e Mircea appoggiò le pretese sul trono moldavo di Alexandru cel Bun, rifugiatosi presso di lui fin dal 1394.

La sconfitta di Bayezid da parte di Tamerlano nella Battaglia di Ankara (1402) e la conseguente situazione di caos venutasi a formare nell'Impero ottomano permise a Mircea di irrobustire la sua posizione nelle terre rumene. In accordo con gli ungheresi, Mircea guidò le spedizioni cristiane in territorio turco: nel 1404 occupò la Dobrugia, già parte dell'ormai distrutto impero bulgaro, e successivamente partecipò alla contesa per il trono ottomano (Interregno ottomano) osteggiando l'ascesa di Musa Celebi[9].

Giunto alla fine del suo regno, Mircea siglò un trattato di pace con il sultano Maometto I: dietro versamento di un tributo di 3.000 ducati, la Valacchia ottenne lo status di paese tributario (pashalik) e la libertà di commerciare con le terre controllate dai turchi[10].

Discendenza[modifica]

Come molti altri voivoda dei principati danubiani, Mircea ebbe una nutrita discendenza tra i cui ranghi vennero scelti diversi governanti: divennero infatti voivoda due dei suoi figli legittimi, Mihail I di Valacchia e Radu II Chelul, e due dei suoi figli bastardi, Alexandru I Aldea e Vlad II Dracul.

Da Vlad II originò la schiatta principesca dei Drăculeşti che contese il trono di valacchia ai Dăneşti discendenti di Dan I, fratello maggiore di Mircea il Vecchio.

Note[modifica]

  1. ^ Giurescu, p. 363.
  2. ^ Nicolas Iorga, Cronica lui Wavrin si Rominii, in Buletinul Comisiei Istorice a Rominiei, VI, 1927, pp. 126-127 e 132: relativamente ai costi per l'erigenda delle fortezze lungo il Danubio, molto interessante ricordare quanto il figlio e successore di Mircea, Vlad II Dracul, soleva ricordare dell'erigenda di Giurgiu, non c'era pietra di quel castello che non fosse costata a suo padfre una pietra di sale.
  3. ^ Giurescu, pp.364-365.
  4. ^ Giurescu, p.366.
  5. ^ O. Iliescu, Vlad I, prince de Valachie: le règne, le sceau et les monnaies, in Revue roumaine d'histoire, XXVII, Bucarest, 1988, pp. 73-105.
  6. ^ Giurescu, p.367.
  7. ^ S. Papacostea, Mircea la Nicopol (1396): o màrturie ignorata in Revista de istorie, XXXIX, 1986, pp. 696-698, cita le parole degli Annales Hirsaugenses di Trithemius, ove si specifica che l'imperatore Sigismondo aveva affidato il comando dell'esercito crociato al principe di Valacchia, un uomo coraggioso, attivo e forte, che, avendo combattuto i turchi a più riprese, aveva trionfato in maniera gloriosa.
  8. ^ Giurescu, p.368.
  9. ^ Giurescu, p.369.
  10. ^ S. Papacostea, La Valachie et la crise de structure de l'Empire ottoman (1402-1413), in Revue roumaine d'histoire, XXV, 1986, pp. 23-33.

Bibliografia[modifica]

  • M.J. Trow, Vlad the Impaler, Glouchestershire, 2003.
  • Constantin C. Giurescu e Dinu C. Giurescu, Istoria Romanilor : volume II (1352-1606), Bucarest, 1976, pp. 66-91.
  • Constantin C. Giurescu, Istoria Românilor : vol. I, Bucarest, 1938.
  • Nicolae Iorga, Histoire des Roumains : volume IV, Les chevaliers, Bucarest, 1937.
  • Nicolae Iorga, Studii şi documente cu privire la istoria românilor : vol. III, Bucarest, 1901.
  • A. D. Xenopol, Istoria românilor din Dacia Traiană : vol. I, Iaşi, 1889.
  • Bogdan Petriceicu Hasdeu, Istoria critică a românilor : vol. I, Bucarest, 1875.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

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Predecessore Principe di Valacchia Successore
Dan I di Valacchia 1385 - 1394 Vlad I Uzurpatorul
Predecessore Principe di Valacchia Successore
Vlad I Uzurpatorul 1397 - 1418 Mihail I di Valacchia