Secondo impero bulgaro

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Secondo Impero Bulgaro
Secondo Impero Bulgaro - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Втора българска държава/Второ българско царство
Nome ufficiale Vtora bălgarska dăržava/Vtorо bălgarskо carstvo
Lingue parlate Bulgaro
Capitale Veliko Tărnovo
Politica
Forma di Stato Impero
Forma di governo Monarchia assoluta
Nascita 1185 con Todor Petăr
Causa Autoproclamazione come Zar di Bulgaria da parte di Petăr
Fine 1393 con Ivan Šišman
Causa Conquista di Tarnovo da parte degli Ottomani
Territorio e popolazione
Territorio originale Bulgaria
Evoluzione storica
Preceduto da Byzantine Empire Flag (1350 AD).svg Impero bizantino
Succeduto da Ottoman flag.svg Impero ottomano
Il secondo impero bulgaro sotto Ivan Aleksandăr (1340)

Il secondo impero bulgaro (in bulgaro: Втора българска държава, Vtora bălgarska dăržava o Второ българско царство, Vtorо bălgarskо carstvo) era uno stato bulgaro medievale che esistette dal 1185 al 1396 (o 1422).[1] Successore del Primo impero bulgaro, raggiunse il suo apice sotto Kalojan e Ivan Asen II prima di perdere gradualemente terreno e potenza ed essere conquistato dagli ottomani tra il tardo XIV secolo ed il primo XV secolo. Il suo diretto successore sarà il Principato di Bulgaria e il successivo Regno di Bulgaria del 1878.

Sfondo[modifica | modifica sorgente]

I bizantini governarono la Bulgaria dal 1018, quando conquistarono il primo impero bulgaro fino al 1185, anche se già inizialmente le terre bulgare non furono integrate completamente nell'impero bizantino, ad esempio preservando il livello di tassazione già esistente ed il potere della precedente classe nobiliare. La chiesa ortodossa bulgara, dapprima indipendente, venne subordinata all'autorità del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e l'aristocrazia bulgara ed i parenti dello zar vennero insigniti di svariati titoli bizantini e trasferiti nelle parti asiatiche dell'impero. Ci furono varie ribellioni contro il potere bizantino nel 1040, negli anni 1070 e negli anni 1080, ma fallirono.

Liberazione[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del XII secolo i bizantini erano in declino dopo una serie di guerre con gli ungheresi ed i serbi. Nel 1185 Petăr ed Asen (descritti negli scritti contemporanei come valacchi) guidarono una ribellione contro il governo bizantino e Petăr si nominò zar di Bulgaria (conosciuto anche come Todor Petăr), rivendicando fermamente di essere l'erede dell'autorità del primo impero bulgaro. Dopo poco più di un anno di guerra i bizantini furono costretti a riconoscere l'indipendenza bulgara, anche se i combattimenti continuarono. Le genti che presero parte alla ribellione e fecero quindi parte del nuovo stato includevano, oltre ai bulgari slavofoni, i cumani, i valacchi ed i greci: Petăr si dichiarava infatti: "Zar dei bulgari, dei greci e dei valacchi".

Potenza europea[modifica | modifica sorgente]

Affreschi dalla chiesa di Bojana (1259): Desislava

La resuscitata Bulgaria occupava il territorio tra il Mar Nero, il Danubio e la Stara Planina, includendo una parte della Macedonia orientale e la valle della Morava. Esercitava inoltre il suo controllo sulla Valacchia e sulla Moldavia.

Kalojan[modifica | modifica sorgente]

La frammentazione dell'impero bizantino dopo il 1204: l'impero latino (rosso), l'impero di Nicea (blu), l'impero di Trebisonda (viola) e il despotato d'Epiro (verde scuro); i confini sono molto incerti, in più è anche rappresentata l'impero bulgaro (verde chiaro).

Lo zar Kalojan (1197–1207) stabilì un'unione con il papato, assicurandosi così il riconoscimento di "Rex", anche se desiderava essere riconosciuto come "Imperatore" o "Zar". Condusse varie guerre contro l'impero bizantino e, dopo il 1204. contro i cavalieri della quarta crociata, conquistando larga parte della Tracia, Rodopi e l'intera regione della Macedonia. Sconfisse definitivamente i latini ad Adrianopoli nel 1205 e annientò il loro potere nel primo anno della loro creazione, impedendo che estendessero il loro dominio sui Balcani. Le potenze ungheresi e serbe impedirono l'espansione bulgara verso est e nordest.

Ivan Asen II[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Kalojan, durante il regno del cugino Boril (1207–1218), il paese subì delle significanti perdite territoriali a favore dell'Ungheria, dell'Impero latino e del Despotato d'Epiro.

Durante il regno di Ivan Asen II (1218–1241), la Bulgaria divenne di nuovo una potenza regionale, riacquisendo le terre perse e occupando Odrin e l'Albania. Dopo la vittoria di Klokotnica nel 1230 il Despotato d'Epiro divenne un vassallo tributario della Bulgaria. In un'iscrizione di Tărnovo del 1230 lo zar si insigniva: "In Cristo il signore Zar fedele ed autocrate dei bulgari, figlio del vecchio Asen". Il patriarcato ortodosso bulgaro venne ristabilito nel 1235 con l'approvazione di tutti i patriarcati orientali, ponendo quindi fine all'unione con il papato. Ivan Asen II aveva la reputazione di essere un governatore saggio ed umano ed aprì relazioni con l'occidente cattolico, specialmente con Venezia e Genova, per ridurre l'influenza bizantina sul suo paese, il quale ormai godeva di un'economia in pieno sviluppo, con relazioni commerciali talmente diversificate che nel 1235 venne organizzata una flotta navale.

Declino[modifica | modifica sorgente]

Costantino I, imperatore di Bulgaria (1257–1277)
Lo zar Ivan Aleksandăr (1331–1371), un'illustrazione dai quattro vangeli dello zar Aleksandăr (Tetraevangelia di Ivan Aleksandăr), 1356, British Library

Sotto i successori di Ivan Asen II la Bulgaria andò incontro ad un nuovo declino. I mongoli entrarono e saccheggiarono a più riprese i balcani nel primo XIII secolo, devastando la Bulgaria nel 1242, la quale fu forzata a pagare dei tributi ai khan dell'Orda d'Oro. Dopo il 1246 l'Impero di Nicea si annesse la Macedonia, i Rodopi e parte della Tracia. Il regno di Ungheria occupò la provincia di Belgrado. Gradualmente la Bulgaria perse il controllo e la tradizionale influenza politica sulla Valacchia, dove il potere dei nobili regionali si rafforzò e in conseguenza vennero stabiliti dei principati locali. Durante il regno di Michele Asen II (1246–1256), la Bulgaria si ridusse ad un piccolo stato sulla riva meridionale del basso Danubio. Sotto Costantino I il paese perse la Macedonia e la crisi portò ad una guerra contadina, guidata dal porcaro Ivailo, che riuscì a sedere sul trono bulgaro dal 1277 al 1280. Ivailo ottenne grandi successi militari contro i nemici esterni: sconfisse i bizantini in due grandi battaglie e espulse temporaneamente i tatari dalle terre nord-orientali dell'impero. Ad ogni modo fallì nella cooperazione con gli aristocratici e venne in seguito ucciso. L'egemonia tatara continuò fino al 1300, quando dopo la morte del khan Nogai, il nuovo khan Toktu cedette la Bessarabia al nuovo imperatore bulgaro Todor Svetoslav e smise di richiedere tributi. Ciò ebbe un effetto economico positivo. Durante il regno di Todor Svetoslav la Bulgaria riacquistò una parte della sua estensione e del prestigio precedente. Dopo una vittoriosa guerra contro Bisanzio ottenne la pace fino alla sua morte nel 1322.

Ivan Aleksandăr e la caduta della Bulgaria[modifica | modifica sorgente]

Affresco contemporaneo di Ivan Aleksandăr dall'ossario del monastero di Bačkovo

La ritirata dei mongoli dall'Europa nel primo XIV secolo stabilizzò la situazione nei balcani e la Bulgaria stabilizzò i confini in un'area approssimativamente uguale a quella odierna, ma era minacciata dalle potenze in ascessa dell'Ungheria e della Serbia ad ovest. Nel 1330 i bulgari, sotto Michele III vennero pesantemente sconfitti dai serbi a Velbužd e alcune parti dell'impero caddero in mano serba. Sotto Ivan Aleksandăr (1331–1371) la minaccia serba venne eliminata e i bizantini furono sconfitti a Rusokastro. L'espansione territoriale includeva i Rodopi e molte importanti città sulle rive del Mar Nero. Fu il periodo della seconda età dell'oro, grazie ad una florida cultura. Dopo la morte di Ivan Aleksandăr però il paese venne diviso in stati rivali. Uno dei due più grandi era basato su Veliko Tărnovo, mentre l'altro a Vidin, governati dai due figli di Ivan.

I due fratelli e il despota Dobrotica del Principato di Karvuna non tentarono mai di riunirsi, e, anzi, si scontrarono in un conflitto armato per il controllo di Sofia. La Bulgaria indebolita non costituì così un problema per la nuova minaccia che proveniva dalle regioni meridionali, ovvero il neonato impero ottomano, il cui esercito sbarcò in Europa nel 1354. Nel 1362 i turchi presero Filippopoli (l'odierna Plovdiv), e nel 1382 conquistarono Sofia. Gli ottonomani quindi rivolsero la loro attenzione verso i serbi, che sconfissero nella battaglia di Kosovo Polje nel 1389. Nel 1393 gli ottomani occuparono Tărnovo dopo un assedio di tre mesi. Si è ritenuto che la porta meridionale della città sia stata aperta dall'interno e in tal modo gli ottomani siano riusciti ad entrare nella fortezza. L'anno successivo gli ottomani catturarono il principato di Karvuna e Nicopoli, l'ultima città del Regno di Tărnovo, cadde nel 1395. L'anno successivo ancora il regno di Bădin (Vidin) venne occupato, ponendo fine al secondo impero bulgaro e all'indipendenza dei bulgari.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il potere supremo del paese apparteneva all'imperatore. Il suo titolo ufficiale era: "In Cristo Dio fedele Imperatore e Autocrate di tutti i bulgari" a cui spesso viene aggiunto "e di tutti i greci"[2]. Il significato più importante era che egli era l'imperatore dell'intero popolo bulgaro, anche di quella parte che si trovava oltre il confine dell'impero. I poteri legislativo ed esecutivo erano concentrati nelle sue mani. Se l'erede di colui che governava era minorenne, la reggenza veniva affidata all'imperatrice madre.

Il consiglio dei boliari, chiamato anche Sinklit includeva i grandi boliari ed il patriarca. Il loro incarico era di discutere questioni importanti riguardo alla politica interna ed esterna come una dichiarazione di guerra, la formazione di un'alleanza o la firma di un trattato di pace. L'ultima parola apparteneva comunque sempre all'imperatore. A volte venivano istituiti consigli con un più membri appartenenti alla nobiltà, al clero e all'"altra gente", di solito radunati per discutere condanne di eresia[3]: 1211, 1350, 1360. Il solo diritto che la gente comune aveva era di approvare le decisioni prese dalla nobiltà.

La principale unità amministrativa nel XIII-XIV secolo erano i horà (хорa) che rimpiazzavano i komitati del primo impero bulgaro. Il governatore veniva chiamato "duca" (Kefalija, Кефалия) e veniva nominato generalmente dall'imperatore. I horà venivano divisi ulteriormente in katepanikoni (singolare: katepanikon, prestito dal greco bizantino) che venivano governati dai "katepani", direttamente subordinati ai duchi[4].

Economia[modifica | modifica sorgente]

Ritratto murale contemporaneo di Ivan Aleksandăr dalla chiesa di Ivanovo

L'economia bulgara medievale non differiva molto da quella degli altri stati dell'Europa orientale ed era basata soprattutto sull'agricoltura, l'estrazione di minerali, l'artigianato tradizionale ed il commercio.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Le regioni principalmente agricole del paese erano la piana del Danubio e la Tracia. I cereali più diffusi erano frumento, orzo e miglio. Dal XIII secolo l'importanza dei vegetali, dei frutteti e dei vigneti crebbe.[5] Le regioni dove veniva prodotto il vino erano la costa del Mar Nero, lungo il fiume Strimone e la Macedonia meridionale. L'allevamento del bestiame era ben sviluppato, c'erano molti ovini, suini e bovini[6]. I pascoli erano divisi in due gruppi: pascoli invernali (vallate) e pascoli estivi (monti). Nel XIV secolo l'apicoltura e la sericoltura divennero settori di profitto.[7]

Le fitte foreste vennero divise in due tipi: foreste da disboscamento (бранища) e foreste chiuse (забели) in cui il disboscamento era proibito.[8]

Metallurgia e artigianato[modifica | modifica sorgente]

Il monastero di Gložene, Bulgaria centrale

Il periodo tra il XII ed il XIV secolo registrò un grande sviluppo della metallurgia e dell'attività mineraria. I fabbri bulgari producevano martelli, pinze, asce, seghe, telai, diversi tipi di armi ed armature. Nel XIII secolo i minatori sassoni, che avevano tecniche di estrazione più rapide ed efficienti, arrivarono nella Bulgaria occidentale. Si insediarono soprattutto nelle regioni di Čiprovci e di Kjustendil. Inoltre c'erano miniere d'oro nei Rodopi orientali.

Si conoscevano circa 50 diversi tipi di artigianato nella Bulgaria medievale, di cui i più importanti erano la lavorazione della pelle, delle scarpe, la carpenteria e la lavorazione tessile; la produzione di cibo e bevande (pane, burro, formaggio e vino). Si producevano grandi quantità di catapulte, arieti e altro equipaggiamento da assedio e l'esercito era esperto nell'ingegneria poliorcetica.[9] I centri principali erano la capitale Tărnovo, Červen[10] e Sofia (per il rame)[11].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Un affresco di San Nicola

Nel XIII e nel XIV secolo la Bulgaria divenne un florido centro culturale. La nascita della scuola d'arte era collegata alla costruzione di palazzi e di chiese, all'attività letteraria nella corte regale e nei monasteri e allo sviluppo dell'artigianato. Notabili conquiste di questa scuola sono arrivate fino ad oggi: i dipinti murali delle case dei boiari a Trapezica e la Chiesa dei quattro santi martiri a Veliko Tărnovo, la chiesa di Bojana (1259) e le Chiese ritagliate nella roccia di Ivanovo. Si sviluppò anche la stesura dei libri, gli esempi includono le Cronache di Manasse, i Tetraevangelia di Ivan Aleksandăr e lo Psalter di Tomič. Molte reliquie di martiri e santi ortodossi venivano conservate in numerose chiese della capitale Tărnovo, che aveva il soprannome di "seconda Costantinopoli".

La maggior parte dei monumenti di questo periodo includevano chiese, monasteri e fortezze. I bulgari generalmente costruivano piccole chiese con piccole porte per dimostrare la propria umiltà e l'omaggio a Dio. Spesso venivano decorate con nicchie, svariati motivi geometrici con mattoni, cubi di pietra e ceramiche; mentre all'interno venivano dipinti meravigliosi affreschi che dal XIII secolo cominciarono ad essere disegnati secondo canoni fissi e divennero realistici.

Una delle quaranta chiese di Nesebăr

Nel Trecento vennero costruiti molti nuovi monasteri sotto il patrocinio di Ivan Aleksandăr sui fianchi settentrionali della Stara Planina, specialmente nell'area della capitale Tărnovo, zona che divenne nota come "Sveta Gora" (Света Гора, Foresta Sacra), un nome usato anche per riferirsi al Monte Athos. I numerosi monasteri in tutto l'impero erano il reale centro della vita culturale, educativa e spirituale della società bulgara. Dopo la metà del XIV secolo, molti monasteri cominciarono a costruire intorno a sé delle fortificazioni, sotto la minaccia delle invasioni turche, come la famosa Torre di Hrelju nel monastero di Rila.

Generalmente c'era una rete difensiva perfettamente organizzata di fortezze che consisteva in svariate linee lungo il Danubio, i monti Balcani, i Rodopi e la costa. La fortezza principale era Tărnovo. Altri castelli erano Vidin, Silistra, Červen, Loveč, Sofia, Plovdiv, Ljutica, Ustra e altri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (BG) Иван Тютюнджиев, Plamen Pavlov, Българската държава и османската експанзия 1369–1422, Veliko Tǎrnovo, 1992.
  2. ^ Мрачка грамота, Рилска грамота, Витошка грамота
  3. ^ Синодник царя Борила, с.90
  4. ^ Ангелов, Д. История на Византия, 1972, с.97
  5. ^ Ангелов, Д. По въпроса за стопанския облик на българските земи през XI-XII век ИП, 1950, с.429
  6. ^ Georgius Acropolita. Historia, p.18
  7. ^ Сакъзов, Ив. Средновековното манастирско стопанство в България- СБИД, 22, 1923/1924, с.221
  8. ^ Ангелов, Д. По въпроса за стопанския облик на българските земи през XI-XII век ИП, 1950, с.431
  9. ^ Nicetas Choniata. Historia, p.835
  10. ^ Снегаров, Ив. Неиздадени старобългаски жития- БДА, 3, 1953, 163-167
  11. ^ Лишев Стр. Българския средновековен град, с.9

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (BG) Georgi Bakalov, Milen Kumanov, Електронно издание – История на България, Sofia, Trud, Sirma, 2003. ISBN 954-528-613-X.
  • (BG) Ivan Božilov, Фамилията на Асеневци (1186–1460), Sofia, 1985.
  • (BG) Stefan Canev, Български хроници, Sofia, Plovdiv, Trud, Žanet 45, 2006. ISBN 954-528-610-5.
  • (BG) Petǎr Delev, Valeri Kacunov, Plamen Mitev, Evgenija Kalinova, Iskra Baeva, Bojan Dobrev, История и цивилизация за 11. клас, Trud, Sirma, 2006.
  • (EN) John V.A. Fine, Jr., The Early Medieval Balkans, Ann Arbor, Universiy of Michigan Press, 1991. ISBN 978-0-472-08149-3.
  • (EN) John V.A. Fine, Jr., The Late Medieval Balkans, Ann Arbor, University of Michigan Press, 1987. ISBN 0-472-08260-4.
  • (BG) Българите и България, Ministero degli affari esteri di Bulgaria, Trud, Sirma, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]