Merletto di mezzanotte

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Merletto di mezzanotte
Merletto di mezzanotte.png
Doris Day in una scena del film
Titolo originale Midnight Lace
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1960
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia David Miller
Soggetto Ivan Goff, Ben Roberts
Fotografia Russell Metty
Musiche Frank Skinner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Merletto di mezzanotte (Midnight Lace) è un film del 1960 diretto da David Miller.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Kit Preston è una giovane e ricca americana che ha da poco sposato Tony, un uomo d'affari inglese di mezza età. La coppia vive in un lussuoso appartamento di un quartiere elegante di Londra. In una giornata di fitta nebbia, mentre attraversa una piazza nei pressi della sua abitazione, Kit sente una terrificante voce metallica che la chiama per nome e che minaccia di ucciderla. La stessa voce la contatta per telefono nei giorni successivi, minacciandola di morte entro la fine del mese.

Il giorno dopo Kit viene pedinata e, la sera stessa, un uomo cerca di entrare in casa dalla finestra della sua camera, ma fugge in conseguenza delle urla di terrore di Kit. Il mattino seguente, mentre si trova alla fermata dell'autobus al fianco di altre persone, all'arrivo del mezzo qualcuno la spinge e per poco Kit non viene investita.

Malgrado lo sgomento e i timori per nuovi possibili tentativi di persecuzione, Kit è confortata dall'affetto del marito Tony, della zia Bea Vorman, della vicina di casa Peggy Thompson e di Brian Younger, un ingegnere che dirige i lavori di ristrutturazione dell'edificio e che dimostra un certo interesse verso di lei.

Le telefonate minacciose continuano e Kit è sempre più terrorizzata e agitata. Lei e il marito chiedono aiuto all'ispettore Byrnes, il quale esprime a Tony il dubbio che Kit possa essersi inventata tutto per reagire alla solitudine. Kit, ormai prossima alla depressione, prova a convincere Tony della reale esistenza del persecutore, mettendosi d'accordo con la vicina Peggy affinché quest'ultima finga di avere assistito anche lei a una telefonata. Il caso vuole che la linea telefonica in quel frangente fosse fuori uso, e il sotterfugio di Kit non fa altro che deporre a suo svantaggio. In una successiva occasione, alla telefonata risponde la zia Bea, fingendosi Kit, ma l'uomo al telefono capisce l'inganno e finge di essere in combutta con Kit, che ormai, agli occhi degli altri personaggi, sembra irrimediabilmente affetta da problemi psicologici.

Dopo l'ennesima telefonata, Tony riesce a sentire personalmente la voce e prepara una trappola per smascherare il persecutore: gli fa credere di essere uscito per lavoro e di aver lasciato Kit sola, ma dopo pochi minuti torna nell'appartamento, dove effettivamente trova un uomo. I due lottano e Tony ha la meglio, ma si scopre che la verità era tutt'altra: dietro alle telefonate c'erano lo stesso Tony e Peggy, divenuti amanti, mentre l'uomo della colluttazione è il marito di Peggy, che sospettava sua moglie di tradimento. Il piano architettato da Tony aveva come scopo quello di impadronirsi del denaro di Kit per risanare i debiti contratti con la sua stessa azienda.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il Mereghetti. Dizionario dei film (1993): *½

«... temi hitchcockiani (il sospetto, il complotto) trattati con una logica da telefilm.»

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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