Megaloceros giganteus

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Megalocerus giganteus
Stato di conservazione: Fossile
Irish Elk.jpg
Scheletro di "Megaloceros giganteus"
Natural History Museum di Washington D.C.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Cervinae
Genere Megaloceros
Specie M. giganteus
Nomenclatura binomiale
Megaloceros giganteus
Blumenbach, 1799

Il megalocero (Megaloceros giganteus, Blumenbach 1799), noto come megacero o cervo gigante, era un cervide vissuto nella area eurasiatica (regione Paleartica) durante Pleistocene ed Olocene.

È famoso per le sue dimensioni sorprendenti (circa due metri al garrese) e con un palco che poteva raggiungere anche i tre metri e mezzo di ampiezza (il nome della specie Megaloceros significa appunto dal greco dalle corna giganti).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Nonostante sia spesso conosciuto anche con il nome di alce irlandese, data l'elevata concentrazione di antichi resti fossili nelle zone acquitrinose dell'Irlanda (effettivamente al Natural History Museum di Dublino è presente una splendida collezione di questi magnifici animali) la sua diffusione era ben più ampia dell'isole irlandesi e britanniche ed era più strettamente imparentato con i cervidi odierni. I cervi giganti sono tra i più caratteristici abitanti di quella che può essere definita la megafauna del Pleistocene assieme ai più conosciuti mammut. Questi mammiferi popolavano un'area vastissima che andava dall’Europa sino all’Asia centrale e i più antichi ritrovamenti di questa specie sono databili anche a 400.000 anni fa.

Estinzione[modifica | modifica sorgente]

Sino a pochi anni fa era opinione degli studiosi che l'estinzione del cervo gigante fosse avvenuta verso la fine dell’era glaciale, nel tardo Pleistocene, quindi più di 10.000 anni fa. Invece, il recente rinvenimento di alcuni resti fossili di due Megaloceros giganteus sull’isola di Man e nel sud ovest della Scozia, ha portato gli scienziati a posticipare di più di mille anni la data della loro estinzione. Infatti, i test al radiocarbonio, effettuati per determinare la data di morte, hanno svelato che i due esemplari sono morti solo 9.200 e 9.400 anni fa, mentre in precedenza si riteneva che il Cervo gigante si fosse estinto circa 10.600 anni fa. Questi risultati provano che questa specie, sopravvissuta sino alla fine dell’era dei ghiacci, aveva calcato la Terra anche in pieno Olocene, quando la temperatura terrestre era più temperata.

Ricostruzione di Megaloceros giganteus

Questa scoperta ha come prima importante conseguenza il fatto di avvalorare la tesi di chi sostiene che l'estinzione della megafauna dell'era glaciale non sia stata causato solo dal cambiamento climatico ma anche dalla caccia sempre più efficiente e perfezionata dell'uomo di quei tempi (overkill hypotesis). In base a tale teoria, sarebbe stato l'uomo a decretare l'estinzione di una intera categoria di mammiferi che aveva dominato il pianeta per centinaia di migliaia di anni. Si tratta di una tesi suggestiva che però deve ancora essere suffragata da una sufficiente evidenza scientifica. Le maggiori difficoltà risiedono nel fatto che sinora non sono state ritrovate tracce di presenza umana antecedenti a 7.000 anni fa nell'area del bacino del mare d'Irlanda del nord.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

La comunità scientifica si trova invece d'accordo nel ritenere che il cervo gigante avesse assunto un aspetto meno maestoso per adeguarsi alle nuove condizioni climatiche, oltre che a causa della maggiore penuria di cibo e della competizione con altre specie di nuovi mammiferi. I due esemplari rinvenuti sull’isola di Man e nel sud ovest della Scozia hanno infatti una stazza più ridotta. Ciò è dovuto ad un fenomeno ben noto (detto insularismo) di rapida diminuzione della taglia dei grossi mammiferi che vivono nelle isole. La stessa sorte fu probabilmente condivisa anche dai mammuth: questi enormi elefanti ricoperti di strato lanoso sarebbero sopravvissuti allo scioglimento dei ghiacci durante il passaggio tra il Pleistocene e l'Olocene. Oggi sappiamo che alcune specie della megafauna del Pleistocene sono sopravvissute in isole ai margini dei continenti e si sono estinte successivamente.

Ricostruzione fossile di Megaloceros giganteus

Sono state avanzate numerose teorie per spiegare le grandi dimensioni delle corna del cervo gigante. In base ad una teoria accreditata, le corna costituivano un richiamo sessuale: le femmine erano portate a scegliere i maschi con le corna più grandi effettuando così una vera e propria selezione sessuale. C'è anche chi ritiene che tale evoluzione con il passare del tempo si rivelò penalizzante e concorse all'estinzione della specie quando, assieme alle condizioni climatiche, mutò anche l'habitat, e lo svantaggio di rimanere impigliato nei rami durante la corsa divenne più consistente. Tale teoria però viene criticata dallo studioso Stephen Jay Gould che, nel suo saggio Megaloceros, sostiene che le dimensioni delle corna del cervo gigante non erano eccessive, ma esattamente in linea con le dimensioni e la stazza degli animali stessi, escludendo una qualche forma di selezione naturale al riguardo.

Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che le corna del cervo gigante contribuirono probabilmente, per altri versi, alla sua estinzione. Infatti, per poter sviluppare le proprie corna il cervo gigante aveva bisogno di un alto contenuto di calcio e di fosfato, il che impoveriva parzialmente lo sviluppo della restante struttura ossea. Tale impoverimento era bilanciato però dalla sostanze minerali contenute nelle piante che costituivano la dieta alimentare di questi animali. Sembra dunque che durante la fase della crescita gli esemplari maschi di cervo gigante sofrissero di disturbi simili all'osteoporosi. Quando il delicato equilibrio stabilitosi tra l'animale ed il suo habitat naturale venne rotto dalle mutazioni climatiche, la vegetazione non fu più in grado di compensare sufficientemente lo sviluppo osseo del cervo gigante. A sua volta, la fragilità delle corna, facilitò la caccia del cervo gigante da parte dell'uomo, decretandone, di fatto, l'estinzione.

Una grande collezione di scheletri di cervo gigante si trova nell'ala di storia naturale del Museo di Storia Naturale a Dublino.

Da alcune pitture rupestri in Francia, risulta che il cervo gigante era dotato di una gobba simile a quella del moderno cammello.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stuart, A. J., P. A. Kosintsev, T. F. G. Higham, and A. M. Lister. Pleistocene to holocene extinction dynamics in giant deer and woolly mammoth. Nature 431: 684-689 (October 07, 2004)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Immagine computerizzata tratta da "Walking with Beasts" [1]
  • Documento della BBC [2]
  • Pagina dell'Università di Berkleys "The Case of the Irish Elk" [3]