Medea in Corinto (Mayr)

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« Partite, o vili; di mirare indegni
Siete l'affanno di Medea »
(Medea, Atto I, Scena VI)
Medea in Corinto
Mottez médée.JPG
Medea che si concentra ad uccidere i figli, dipinto di Victor Mottez
Lingua originale Italiano
Genere opera seria
Musica Simon Mayr
Libretto Felice Romani
Fonti letterarie Medea di Euripide
Atti due
Prima rappr. 28 novembre 1813
Teatro Teatro San Carlo di Napoli
Personaggi
  • Creonte, Re di Corinto (basso)
  • Egeo, Re di Atene (tenore)
  • Giasone (tenore)
  • Medea, moglie di Giasone (soprano)
  • Creusa, figlia di Creonte (soprano)
  • Evandro, confidente di Creonte (tenore)
  • Ismene, confidente di Medea (soprano)
  • Tideo, amico di Giasone (tenore)
  • sacerdoti, corte di Egeo e popolo di Corinto

Medea in Corinto è un'opera lirica di Simon Mayr su libretto di Felice Romani. Commissionata dal Teatro San Carlo di Napoli, debuttò sulla scena il 28 novembre 1813.

Fortuna dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Avendo riscosso grande successo, negli anni seguenti fu rappresentata in numerosi teatri italiani ed europei, ma in seguito scomparve dai cartelloni dei teatri, eclissata dalla più famosa opera di Luigi Cherubini. Per una riscoperta in tempi moderni, si deve attendere fino al 1977, con Leyla Gencer protagonista a Napoli. Nel 1994 l'etichetta Opera Rara incise l'opera con protagonisti Jane Eaglen, Bruce Ford e Raul Gimenez. Infine, nel 2010 fu nuovamente rappresentata a Monaco di Baviera nel Nationaltheater con la direzione musicale di Ivor Bolton, protagonisti Nadja Michael e Ramon Vargas.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il libretto di Romani riprende il classico mito della maga della Colchide, reso celebre dalla tragedia di Euripide, ma modificando alcuni particolari:

  • viene accentuato il carattere magico, tribale e furioso di Medea, riprendendo alcune tematiche della Medea di Seneca;
  • il ruolo della Nutrice (nell'opera chiamata Ismene) viene sottodimensionato rispetto a Euripide e Seneca;
  • sia in Euripide e Seneca Creusa (o Glauce) moriva assieme al padre: nell'opera Creonte sopravvive, e guida con Giasone un manipolo di soldati per vendicare la morte della figlia;
  • il personaggio di Egeo (che in Euripide compare in un solo episodio, ed in Seneca non compare affatto) viene ridimensionato: diviene un antico pretendente alla mano di Creusa, poi rifiutato, dato che Creonte ha preferito a lui Giasone come genero. L'aiuto che offre a Medea non è un segno di generosità, ma una ricerca di un complice per vendicarsi dei giuramenti infranti.

Atto 1[modifica | modifica wikitesto]

Il regno di Corinto esulta per le prossime nozze tra il principe Giasone e Creusa, figlia del re locale Creonte. La felicità generale viene però funestata dalla presenza di Medea, moglie abbandonata di Giasone, famosa e temuta maga, e di Egeo, principe di Atene, pretendente alla mano di Creusa ma sprezzato da Creonte. Nel momento del matrimonio, Medea rovescia l'altare sacro, interrompendo il rito e profanando il tempio, mentre Egeo guida un manipolo di suoi uomini per impossessarsi di Creusa.

Atto 2[modifica | modifica wikitesto]

Il colpo di Egeo è fallito: il principe ateniese è in prigione, e il popolo si appresta a festeggiare e riprendere le interrotte nozze. Medea, intanto, medita una vendetta più tremenda: fingendo di chiedere perdono a Creonte, manda i suoi figli per offrire in regalo a Creusa la sua veste nuziale, intrisa di un potente veleno mortale (non prima di aver liberato dal carcere Egeo). Appena Creusa la indossa, muore tra atroci dolori: Giasone e Creonte, infuriati, corrono verso la casa della maga per vendicare la fanciulla. Ma Medea afferma di dover essere punita di una colpa ben più grave: non ancora esauritasi la sua sete di vendetta, per far soffrire ancora di più Giasone, ha ucciso i figli che ha avuto da lui. Dopo aver maledetto l'infedele, Medea fugge verso Atene con Egeo, mentre il regno di Corinto viene sconvolto dalle sue magie.

Cast della prima assoluta[modifica | modifica wikitesto]

Ruolo Registro vocale Interprete
Medea soprano Isabella Colbran
Giasone tenore Andrea Nozzari
Creonte basso Michele Benedetti
Creusa soprano Teresa Luigia Pontiggia
Ismene soprano Joaquína García
Egeo tenore Manuel García
Evandro tenore Gaetano Chizzola
Tideo tenore Domenico Donzelli

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia

Atto 1[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 Introduzione Perché temi? (Coro, Creusa, Evandro, Creonte)
  • 2 Marcia, coro e aria Di gloria all'invito (Giasone)
  • 3 Scena, coro e aria Sommi Dei (Medea)
  • 4 Duetto Cedi al destin, Medea (Giasone, Medea)
  • 5 Scena e aria Io ti lasciai, piangendo (Egeo)
  • 6 Finale primo Dolce figiuol d'Urania (Coro, Creonte, Creusa, Giasone, Medea, Egeo)

Atto 2[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 Coro e aria Caro albergo (Creusa)
  • 8 Scena, invocazione e aria Antica notte, Tartaro profondo (Medea, Coro)
  • 9 Duetto Non palpitar, mia vita (Giasone, Creusa)
  • 10 Scena e aria I dolci momenti (Egeo)
  • 11 Duetto Se il sangue, la vita (Egeo, Medea)
  • 12 Cavatina Amor, per te penai (Giasone, Coro)
  • 13 Scena e aria Ah, che tento? (Medea, Coro)
  • 14 Finale secondo Era tua sposa (Coro, Giasone, Creonte, Tideo, Evandro, Egeo, Medea)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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