Maksim Maksimovič Litvinov

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Maksim Maksimovič Litvinov

Maksim Maksimovič Litvinov in russo: Максим Максимович Литвинов? (Białystok, 17 luglio 1876Mosca, 31 dicembre 1951) è stato un rivoluzionario russo.

Fu anche un ministro degli esteri sovietico dal 1930 al 1939. Di origini ebraiche, si distingueva per la sua inclinazione filo-occidentale.[1] Aderì al movimento operaio alla fine dell'Ottocento e divenne membro dell'allora illegale Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Emigrato a Londra nel 1906, lavorò per la Seconda Internazionale.

Dopo la Rivoluzione d'Ottobre, fu nominato da Lenin rappresentante sovietico nel Regno Unito. Come ministro degli esteri, prese il posto di Georgij Vasil'jevič Čičerin e fu sostituito da Vjačeslav Molotov. Fu dunque una figura di primo piano per la diplomazia sovietica nel periodo compreso tra il trattato di Rapallo ed il patto Ribbentrop-Molotov. Nel 1932 l'Unione Sovietica riuscì grazie ai suoi servizi di ministro a firmare un patto di non aggressione con la Francia.

Un altro successo fu la partecipazione dell'Unione Sovietica alla Società delle Nazioni nel 1934, che fu da lui rappresentata fino al 1938 e che ottenne un seggio nel Consiglio Permanente. Nel 1939 fu sostituto da Molotov come Commissario agli Esteri. Durante la Grande Guerra Patriottica fu nominato da Stalin Vicecommissario agli Esteri e in seguito ambasciatore negli Stati Uniti dal 1941 al 1943, dove diede un contributo fondamentale all'approvazione della legge "affitti e prestiti".

Morì in seguito a una malattia cardiaca il 31 dicembre 1951[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ biografia, in russo
  2. ^ Jonathan Haslam, Russia's Cold War: From the October Revolution to the Fall of the Wall, Yale University Press, 2011, p. 75

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Predecessore Commissario del popolo per gli Affari Esteri dell'Unione Sovietica Successore Flag of the Soviet Union.svg
Georgij Vasil'jevič Čičerin 1930 - 1939 Vjačeslav Molotov
Ministro degli Esteri

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