Louis de la Trémoille

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Louis de la Trémoille
Ritratto di Louis II de la Trémoille di Domenico Ghirlandaio o della sua bottega.
Ritratto di Louis II de la Trémoille di Domenico Ghirlandaio o della sua bottega.
20 (o 29) settembre 1460 - 1525
Nato a Thouars
Morto a Pavia
Cause della morte ferite d'archibugio
Religione cattolica
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Anni di servizio 1480 – 1525
Guerre
Battaglie
Comandante di
Decorazioni

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Louis II de la Trémoille, noto agli storici italiani con vari appellativi: Tremoglia, Tramoglia ed anche Talmont e Tallemont (Thouars, 1460Pavia, 24 febbraio 1525), è stato un generale francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Louis de la Trémoille

Fu un condottiero francese rinascimentale. Di antica nobiltà carolingia, discendente dei Duchi di Aquitania, era Visconte di Thouars e Principe di Talmont, Conte di Guînes e di Bénon, Barone di Sully, di Craon, di Montagu, di Mauléon e dell'Ile-Bouchard, Signore dell'Ile de Ré, di Rochefort e di Marans e Primo Ciambellano del Re.

Titolare di uno dei più antichi principati di Francia, la Principauté de Tallemont, godeva di peculiari diritti che gli consentivano un certo grado di indipendenza anche rispetto agli stessi sovrani francesi, tra cui il privilegio di non inchinarsi neanche davanti ai re in carica.
Scese in Italia con il Re di Francia e si trattenne nel Regno di Napoli dal 1494 al 1495. Prese parte ad importanti battaglie nelle guerre per la conquista d'Italia, tra cui quelle di Fornovo (1495) e Agnadello (1509). Fu sconfitto a Novara (1513) e vinse la battaglia di Marignano (1515). Nel 1517 fu nominato ammiraglio di Francia. Morì nella battaglia di Pavia (1525) per ferite da archibugio inflitte dai soldati spagnoli.[1] Di lui scrisse il Guicciardini: «...il principe di Talamonte, figliuolo del La Tramoglia [...] è tra tutte persone chiare per nobiltà e grandezza di stati o per avere gradi onorati nello esercito».[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Laurent Vissiere, Louis II de la Trémoille ou la découverte de l'Italie (1480-1525)
  2. ^ Francesco Guicciardini, Storia d'Italia, libro 12, cap. 15

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 17334402 LCCN: n88671810