Lola Montez

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« ...Proprio ora i giornali, infatti, annuciano che Lola Montez si propone di scrivere le sue memorie e che le sono state subito offerte grandi somme di denaro dagli editori inglesi, così sappiamo in quale situazione ci troviamo. »
(A. Schopenhauer su Lola Montez)
Joseph Karl Stieler, Lola Montez

Lola Montez, nome d'arte di Eliza Rosanna Gilbert (Grange, 17 febbraio 1821New York, 17 gennaio 1861), è stata una danzatrice e attrice teatrale irlandese, divenuta famosa per essere stata l'amante del re Luigi I di Baviera.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Grange, nella contea di Sligo: così come per molti altri aspetti della sua vita, sulla sua nascita esistono versioni differenti; l'affermazione (sostenuta fra l'altro anche dall'Encyclopædia Britannica) che ella nacque a Limerick, in Irlanda, nel 1818, è falsa.[senza fonte]

Nel 1823 i Gilbert lasciarono l'Irlanda per l'India, ma poco dopo il loro arrivo il padre di Eliza morì di colera. La madre si risposò l'anno seguente e rimandò la figlia in Gran Bretagna perché venisse affidata ad alcuni parenti del patrigno.

Nel 1837, Eliza, allora sedicenne, scappò da casa con il luogotenente Thomas James. La coppia si sposò e si separò cinque anni dopo. Eliza intraprese allora la carriera di ballerina; il suo debutto londinese nel giugno 1843 come Lola Montez, la ballerina spagnola fu rovinato quando venne riconosciuta come la signora James. Ma l'improvvisa notorietà che ne seguì non pregiudicò la sua carriera ed ella divenne presto famosa a livello europeo sia per la particolare danza da lei creata, La danza della tarantola, sia per la sua espressione «Qualsiasi cosa Lola voglia, la ottiene». Fra i suoi numerosi amanti vi furono Franz Liszt ed Alexandre Dumas figlio. Liszt la introdusse nel circolo di George Sand, uno dei più sofisticati della società europea.

Nel 1846 Lola arrivò a Monaco, dove ben presto fu notata dal re Ludovico I, che ne fece la sua amante. Egli la nominò contessa di Landsfeld il giorno del suo compleanno, 25 agosto 1847. Gli eccessi di lei e l'eccessiva influenza che cominciava ad avere sul sovrano causarono però il malcontento dei bavaresi, che l'anno seguente costrinsero Ludovico ad abdicare, mentre Lola dovette fuggire negli Stati Uniti.

Dal 1851 al 1853 Lola si esibì come ballerina e attrice sulla costa orientale degli Stati Uniti, quindi si spostò a San Francisco nel maggio 1853. Qui sposò in luglio Patrick Hull e in agosto i due si trasferirono a Grass Valley, in California.

Lola andò a Victoria, in Australia, per tentare di fare fortuna intrattenendo i minatori ivi accorsi durante la corsa all'oro degli anni cinquanta dell''800.
Lo storico Michael Cannon scrisse:

« Nel settembre 1855 si esibì nella sua fortemente erotica "danza del ragno" al Theatre Royal di Melbourne, sollevando talmente in alto la gonna che il pubblicò poté vedere come non portasse affatto biancheria intima. Il giorno seguente l'Argus tuonò che la sua esibizione era stata 'apertamente sovversiva verso ogni ideale di pubblica moralità'. La famiglie rispettabili smisero di frequentate il teatro, che subì ingenti perdite. »
(Melbourne After the Gold Rush, pp. 313-314)

Lola rimase a Victoria circa quattro anni. A Castlemaine, nell'aprile 1856, le venne "selvaggiamente" richiesto un bis della sua "danza del ragno" da un pubblico di 400 minatori (compresi i membri del consiglio municipale, che avevano in precedenza aggiornato la loro seduta per assistere allo spettacolo), ma scatenò l'ira dei presenti insultandoli a causa dei loro rumoreggiamenti.

Si guadagnò ulteriore notorietà a Ballarat quando, dopo aver letto la stroncatura di un suo spettacolo sul The Ballarat Times, inseguì il redattore, Henry Seekamp, con una frusta. La Lola Montez Polka, composta da Albert Denning, si ispira proprio a questo fatto.

In seguito si trasferì a New York. Il 30 giugno 1860 subì un colpo apoplettico e rimase parzialmente paralizzata per qualche tempo. A metà dicembre, sebbene camminasse claudicando leggermente, sembrava abbastanza ristabilita da uscire per una passeggiata nonostante il freddo. Contrasse la polmonite e dopo circa un mese di malattia morì, poco prima di poter compiere quarant'anni. È sepolta nel Green-Wood Cemetery, a Brooklyn, New York.

Lola Montez nella letteratura, nel cinema e nella musica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1922, in Germania uscì Lola Montez, die Tänzerin des Königs, un film diretto da Willi Wolff con Ellen Richter.

La vita della Montez è stata narrata nel film Lola Montès di Max Ophüls (Francia/Germania 1955), con Martine Carol nel ruolo di Lola e Anton Walbrook in quello di Ludovico !.

La Montez appare inoltre nel romanzo Royal Flash, secondo volume della serie Flashman Papers di George MacDonald Frasier, dove ha una breve relazione col protagonista, Harry Paget Flashman.

La figura di Lola Montez è citata anche nel libro di Isabel Allende, La figlia della fortuna, nel romanzo di Thomas Mann I Buddenbrook: decadenza di una famiglia e nel saggio di Benedetto Croce Poesia antica e moderna.

Viene inoltre citata all'interno del romanzo di padre Antonio Bresciani L'ebreo di Verona (1846-1849)[1]. Scritto tra il 1850 ed il 1851, il romanzo del gesuita presenta Lola Motez come una figura femminile negativa che ha usato le sue "doti" di ballerina per elevarsi socialmente e sviluppare così un culto sulla sua persona, definendola quindi una semplice prostituta.

Nel 2013 il gruppo danese dei Volbeat le dedica una canzone, dal titolo Lola Montez, all'interno dell'album Outlaw Gentleman & Shady Ladies.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Copertina del romanzo L'ebreo di Verona di padre Antonio Bresciani.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leila Mackinlay, Spider dance: A novel based upon incidents in the life of Lola Montez
  • Bruce Seymour, Lola Montez. A Life, Yale University Press 1996 ISBN 0-300-07439-5 (la più attendibile delle sue biografie)
  • Roberto Giardina, Lola Montez ballerina e avventuriera, Rusconi 1992
  • Valeria Palumbo, Donne di piacere, Sonzogno 2005

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