Kojiki

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Il Kojiki (古事記, letteralmente "cronaca di antichi eventi") è un'opera in tre libri (巻, maki), scritta in antico giapponese (in realtà un misto di giapponese e cinese). Compilata nel 712 d.C. dal nobile Ō-No-Yasumaro (太安万侶) su richiesta iniziale dell'imperatore Tenmu (天武), fu infine presentata alla corte dell'imperatrice Genmei.

Il testo legittimerebbe la preminenza politica (per volere divino) del clan Yamato (大和) sugli altri, in particolare su quello di Izumo (出雲).

Rappresenta il più antico documento letterario della storia nipponica, narra infatti la storia del Giappone e della famiglia imperiale dalle origini sino al regno dell'imperatrice Suiko (554-628). Per questo viene spesso accomunato alla prima storia ufficiale scritta in cinese, il Nihonshoki (日本書紀), di uscita postuma.

Contesto storico e letterario[modifica | modifica sorgente]

Nella prefazione, Ō-No-Yasumaro motiva la scrittura dell'opera in seguito alla richiesta del sovrano di rivedere gli annali dinastici e la compilazione del testo. Per fare questo egli si dovette affidare alla prodigiosa memoria del cortigiano Are Hiyeda, "capace di leggere a prima vista e tenere a mente anche il minimo fruscio".

Le ragioni di tale richiesta si possono considerare sia un tentativo di legittimare per la corte di Yamato la linea di sangue divina (rivendicata fino al 1945 dagli imperatori del Giappone), sia di raccogliere tutti i miti e le credenze dell'arcipelago giapponese.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il testo inizia con il racconto mitologico della creazione del Cielo e della Terra, vengono inoltre narrate le origini mitologiche del Giappone, della dinastia Yamato e delle maggiori famiglie nobili e le vicende delle varie divinità.

Scrittura e decifrazione[modifica | modifica sorgente]

Scritto in antico giapponese e redatto in caratteri cinesi, ben presto in Giappone si perse la capacità di leggere il Kojiki, cui invece fu preferito nei secoli il Nihonshoki, maggiormente in linea con la voga "sinizzante" che dominava la cultura nipponica.

La tecnica per leggere il Kojiki fu recuperata nel periodo Edo dal filologo e studioso Motoori Norinaga, che al libro dedicò anche un commentario, il Kojiki-den.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Villani (a cura di), Kojiki: un racconto di antichi eventi, Marsilio, 2006, ISBN 978-88-317-8982-0.

Approfondimenti[modifica | modifica sorgente]

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