Julian White

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Julian White
Julian White.JPG
Dati biografici
Nome Julian Martin White
Paese Regno Unito Regno Unito
Altezza 185 cm
Peso 120 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Union Inghilterra Inghilterra
Ruolo Pilone
Squadra Leicester Leicester
Carriera
Anni Squadre G M Tr CP D
Giocatore di club
1997 Crusaders Crusaders 1 0 0 0 0
1998-1999 Bridgend Bridgend  ?  ?  ?  ?  ?
1999-2001 Saracens Saracens 36 3 0 0 0
2001-2003 Bristol Bristol 27 1 0 0 0
2003- Leicester Leicester 97 2 0 0 0
Giocatore internazionale
2000- Inghilterra Inghilterra 51 0 0 0 0
2005 British Lions British Lions 4 0 0 0 0
Le statistiche di club sono relative ai soli campionati di Lega
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2003
Statistiche aggiornate al 1º gennaio 2012

Julian Martin White (Plymouth, 14 maggio 1973) è un rugbista a 15 britannico, campione del mondo nel 2003 con la Nazionale inglese; nel ruolo di pilone gioca in Guinness Premiership nelle file del Leicester.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio d’arte, Julian White iniziò a giocare da preadolescente nel Salcombe, e più avanti nelle file del Plymouth Albion, lo stesso club dove giocò suo padre. A 23 anni andò a giocare in Nuova Zelanda, dapprima nelle file dell’Hawkes Bay, poi dei Crusaders, con cui disputò la sua prima (e unica) partita di Lega professionisti nell’aprile 1997.

Il suo periodo in Nuova Zelanda fu funestato da un grave incidente automobilistico, nel quale egli rimase seriamente infortunato a una gamba e la guidatrice del veicolo contro il quale si scontrò, una ragazza, rimase uccisa[1]; tornato in Gran Bretagna, White fu ingaggiato dai gallesi del Bridgend, e l’anno successivo dai londinesi Saracens, in Premiership inglese. Esordì quasi subito, nella settimana di avvio stagione, in una sconfitta 23-28 contro i London Irish.

Nel 2000 arrivò il debutto con l’Inghilterra, in una partita del tour estivo in Sudafrica contro gli Springbok, in sostituzione dell’indisponibile Phil Vickery. Da quel momento in poi, White collezionò numerose presenze proprio come subentrò a gara in corso di Vickery (laddove in un'occasione, nel novembre 2001 contro l'Argentina, fu lui a partire titolare e ad essere rimpiazzato nella ripresa da Vickery).

Nel 2003 White fece parte della selezione nazionale alla Coppa del Mondo in Australia, nel corso della quale disputò due incontri, entrambi in prima fase, uno da titolare contro Samoa, l’altro come subentrato contro l’Uruguay. L’anno seguente, complice anche un nuovo infortunio a Vickery, White partì da titolare in tutti i 5 incontri del Sei Nazioni 2004 e in quelli del tour nell’Emisfero Sud.

Nel 2005, infine, arrivò anche la chiamata dei British Lions, con i quali disputò tre test match nel tour in Nuova Zelanda.

Della stagione 2006-07 sono i primi trofei di club di White, il titolo di campione inglese e la coppa Anglo-Gallese con il Leicester.

Già dichiaratosi indisponibile per la Nazionale prima della Coppa del Mondo di rugby 2007 per ragioni familiari[2], White fu richiamato all'inizio del 2009 dopo la squalifica per doping del suo collega di ruolo Matt Stevens: disputò quindi da titolare tutto il Sei Nazioni 2009.

Nel 2010 fu invitato a disputare alcuni incontri con i Barbarians, tra cui uno proprio contro un XV dell'Inghilterra a Twickenham[3].

White vive con sua moglie Sara, gallese, conosciuta in un locale di Cardiff e sposata nel 2004, da cui ha avuto due figlie, in una fattoria a Stoke Albany, nei pressi di Kettering[4].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Hugh Godwin, Happy days for White might of England in The Independent, 5 dicembre 2004. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  2. ^ Mick Cleary, Julian White puts family before World Cup in Daily Telegraph, 13 luglio 2007. URL consultato il 4 marzo 2010.
  3. ^ (EN) Gavin Mairs, England v Barbarians: match preview in Daily Telegraph, 28 maggio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  4. ^ (EN) It’s a country life for England prop in Farmers Guardian, 1º gennaio 2006. URL consultato il 28 dicembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]