John Berger

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John Berger (Strasburgo, 2009)

John Peter Berger (Londra, 5 novembre 1926) è un critico d'arte, scrittore e pittore inglese. Il suo romanzo G. ha vinto il Booker Prize e il James Tait Black Memorial Prize nel 1972.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Londra nel Borough di Hackney, Berger ha frequentato la St Edward's School di Oxford. Il padre fu un ufficiale di fanteria sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale. Berger ha servito nella British Army dal 1944 al 1946; successivamente si è iscritto alla Chelsea School of Art e alla Central School of Art di Londra. Berger ha iniziato la sua carriera come pittore con mostre in diverse gallerie londinesi sul finire degli anni '40.

Mentre lavorava come insegnante di disegno (dal 1948 al 1955), Berger divenne un critico d'arte, pubblicando svariati saggi e recensioni nel New Statesman. Il suo umanismo marxista e le sue convinte opinioni sull'arte moderna lo hanno reso una figura controversa sin dall'inizio della sua carriera. Ha intitolato una raccolta di saggi Permanent Red (Rosso permanente), in parte come dichiarazione di impegno politico, e successivamente ha scritto che prima che l'URSS avesse raggiunto la parità nucleare si era sentito in obbligo di non criticare le loro politiche; in seguito, la sua opinione dello stato sovietico divenne molto più critica.

Dopo un primo matrimonio senza figli, Berger ha avuto tre figli: Jacob, un regista cinematografico, Katya, scrittrice e critica d'arte, e Yves, un artista.

Carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 Berger ha pubblicato il suo primo romanzo, A Painter of Our Time, che narra la storia della scomparsa di Janos Lavin, un fittizio pittore ungherese in esilio, e la scoperta del suo diario da un amico critico d'arte. L'attualità politica del libro e l'accurata descrizione del lavoro di un artista, hanno spinto alcuni lettori a credere che la storia fosse vera. Dopo essere stato disponibile per un mese, l'opera è stata ritirata dalla casa editrice, sotto la pressione dell'Associazione per la libertà della cultura [1]. I romanzi successivi furono The Foot of Clive e Corker's Freedom: entrambi presentano uno stile di vita urbano di alienazione e malinconia. Nel 1962 il disgusto di Berger per la vita nel Regno Unito lo spinsero ad un esilio volontario in Francia.

Nel 1972 la BBC ha trasmesso la sua serie televisiva Ways of Seeing (Modi di vedere) e ha pubblicato il libro di testo corrispondente, un'introduzione allo studio delle immagini, lavoro parzialmente derivato dal saggio The Work of Art in the Age of Mechanical Reproduction di Walter Benjamin.

G., il suo romanzo picaresco romantico ambientato nell'Europa del 1898, ha vinto sia il James Tait Black Memorial Prize che il Booker Prize nel 1972. Nell'accettare quest'ultimo, Berger ha insistito a donare metà del valore del premio alle Pantere Nere in Gran Bretagna, e ha usato l'altra parte per finanziare il suo studio sui lavoratori migranti, che in seguito divenne A Seventh Man, affermando che entrambe erano azioni necessarie alla sua lotta politica.

Molti dei suoi testi, dagli studi sociologici ai romanzi e alle poesie, hanno a che fare con l'esperienza. I lavori di sociologia comprendono A Fortunate Man: The Story of a Country Doctor (1967) e A Seventh Man: Migrant Workers in Europe (1975). La ricerca intrapresa per A Seventh Man lo ha interessato al mondo che i lavoratori migranti hanno abbandonato: comunità rurali abbandonate. È stato a causa del lavoro su questo tema che lo hanno portato a trasferirsi a Quincy in Alta Savoia, dove ha vissuto e coltivato dalla metà degli anni '70. Berger e il fotografo Jean Mohr, suo frequente collaboratore, cercano di documentare e di capire le esperienze vissute dai loro soggetti contadini. Il loro libro Another Way of Telling discute e mostra la loro tecnica documentaria, e tratta la teoria della fotografia sia attraverso i saggi di Berger che le fotografie di Mohr. I suoi studi su artisti includono in particolare The Success and Failure of Picasso (1965), una panoramica sulla carriera dell'artista, e Art and Revolution: Ernst Neizvestny, Endurance, and the Role of the Artist, sull'estetica e l'impegno politico dello scultore dissidente sovietico.

Negli anni '70 Berger ha collaborato con il regista svizzero Alain Tanner in diversi film; ha scritto o collaborato a scrivere a La Salamandre (1971), The Middle of the World (1974) e Jonah who will be 25 in the year 2000 (1976).[1] Il suo maggior lavoro degli anni '80, la trilogia Into Their Labours (composta dai romanzi Pig Earth, Once in Europa, e Lilac and Flag), considera l'esperienza dei contadini europei dalle loro radici agricole alla loro alienazione politica ed economica contemporanea.

I suoi saggi recenti riguardano fotografia, arte, politica e memoria, collaborando a riviste e giornali quali "El País", "The Guardian", "The Independent", "Frankfurter Rundschau", "La Jornada", "Le Monde diplomatique", "Internazionale" ecc. Ha pubblicato la corrispondenza con il Subcomandante Marcos in The Shape of a Pocket, e scritto storie apparse su "Threepenny Review" e "The New Yorker". Il suo unico volume di poesie è Pages of the Wound, sebbene altri volumi come il suo saggio teorico And Our Faces, My Heart, Brief as Photos contengano anche poesie, oltre che prose. I suoi romanzi recenti comprendono To the Wedding, una storia d'amore che tratta di AIDS basata sull'esperienza della sua famiglia, e King: A Street Story, sulla vita dei senzatetto raccontata dal punto di vista di un cane randagio. Berger inizialmente ha richiesto che il suo nome non apparisse sulla copertina di King, per far sì che il romanzo fosse valutato per i suoi meriti.

Il romanzo più recente di Berger, From A to X, è stato finalista dell'edizione 2008 del Booker Prize[2]; Berger e Salman Rushdie erano gli unici, tra i finalisti di quell'anno, ad avere già vinto il premio in passato.

A Berger è dedicato il numero 32 di "Riga", a cura di Maria Nadotti (2011)[3]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcel Frishman (1957, con George Besson)
  • A Painter of Our Time (1958), tr. Luciano Bianciardi, Ritratto di un pittore, Milano: Bompiani, 1961
  • Permanent Red (1960) (titolo USA: Toward Reality)
  • The Foot of Clive (1962)
  • Corker's Freedom (1964)
  • A Fortunate Man (1967)
  • Art and Revolution: Ernst Neizvestny and the role of the artist in the U.S.S.R. (1969)
  • The Moment of Cubism and Other Essays (1969)
  • The Look of Things: Selected Essays and Articles (1972)
  • Ways of Seeing (1972), tr. Maria Nadotti, Questioni di sguardi, Torino: Bollati Boringhieri, 2009
  • G. (1972), tr. Riccardo Mainardi, G., Milano: Garzanti, 1974; Milano: Il Saggiatore, 1996; tr. Maria Nadotti, Vicenza: Neri Pozza, 2012
  • Another Way of Telling (1982)
  • A Seventh Man (1975, con Jean Mohr), tr. Marco Papi, Un settimo uomo, Milano: Garzanti, 1976
  • The Success and Failure of Picasso, tr. Josella Greco, Splendori e miserie di Pablo Picasso, Milano: Il Saggiatore, 1996
  • About Looking (1980), tr. Silvia Lalia, Del guardare, Ripatransone (Ascoli Piceno): Sestante, 1995; tr. Maria Nadotti Sul guardare, Milano: Bruno Mondadori, 2003
  • Into Their Labours. A Trilogy:
    • Pig Earth (1979), tr. Daniela Corona, Le tre vite di Lucie, Palermo: Geika, 1992
    • Once in Europa (1987), tr. Maria Nadotti, Una volta in Europa, Torino: Bollati Boringhieri, 2003
    • Lilac and Flag (1990), tr. Maria Nadotti, Lillà e Bandiera, Torino: Bollati Boringhieri, 2006
  • And Our Faces, My Heart, Brief as Photos (1984), tr. Maria Nadotti, E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto, Napoli: L'ancora del Mediterraneo, 2002; Milano: Bruno Mondadori, 2008
  • The White Bird (1985) (titolo USA: The Sense of Sight)
  • Ulysses (1991)
  • Keeping a Rendezvous (1992), tr. Maria Nadotti, Presentarsi all'appuntamento. Narrare le immagini, Milano: Scheiweller, 2010
  • Pages of the Wound: Poems Drawings Photographs 1956-96 (1996), tr. Riccardo Duranti, Pagine della ferita, Milano: Greco & Greco, 1999
  • Photocopies (1996), tr. Maria Nadotti, Fotocopie, Torino: Bollati Boringhieri, 2004
  • To the Wedding (1995), tr. Riccardo Duranti, Festa di nozze, Milano: Il Saggiatore, 1997
  • Titian: Nymph and Shepherd (1996, con Katya Berger Andreadakis)
  • Isabelle. A Story in Shorts (1998, con Nella Bielski), tr. Maria Nadotti, Milano: Epoché, 2006
  • King. A Street Story (1999)
  • Dürer, ed. inglese e italiana, Taschen, 1999
  • I Send You This Cadmium Red (2000, con John Christie)
  • The Shape of a Pocket (2001), tr. Marina Rullo, Sacche di resistenza, Varese: Giano, 2003
  • Selected Essays (a cura di Geoff Dyer, 2001)
  • Here is Where We Meet, tr. Maria Nadotti, Qui dove ci incontriamo, Torino: Bollati Boringhieri, 2005
  • Berger on Drawing (2005), tr. Maria Nadotti, Sul disegnare, Milano: Scheiwiller, 2007
  • Hold Everything Dear (2007), tr. Maria Nadotti, Abbi cara ogni cosa: scritti politici 2001-2007, Roma: Fusi orari, 2007
  • The Red Tenda of Bologna (2007), tr. Maria Nadotti, La tenda rossa di Bologna, Mantova: Drawbridge Books/Festivaletteratura, 2007
  • My Beautiful (con Marc Trivier, 2008), tr. Maria Nadotti, Milano: Bruno Mondadori, 2008
  • From A to X (2008), tr. Maria Nadotti, Da A a X: lettere di una storia, Milano: Scheiweller, 2009
  • La speranza, nel frattempo (con Arundhati Roy e Maria Nadotti), Bellinzona: Casagrande, 2010
  • Lying Down to Sleep, tr. Maria Nadotti, Distendersi a dormire, Mantova: Corraini, 2010
  • Bento's Sketchbook (2011), tr. Maria Nadotti, Il taccuino di Bento, Vicenza: Neri Pozza, 2014
  • Contro i nuovi tiranni, antologia a cura di Maria Nadotti, Vicenza: Neri Pozza, 2013
  • Understanding a Photograph (2013), a cura di Geoff Dyer, tr. Maria Nadotti, Capire una fotografia, Roma: Contrasto, 2014
  • Flying Skirts: An Elegy (con Yves Berger, 2014), tr. Maria Nadotti, Roma: Nottetempo, 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christian Dimitriu, Alain Tanner, Paris: Henri Veyrier, 1985, pp. 125-134.
  2. ^ (EN) http://www.guardian.co.uk/global/2008/jul/29/bookerprize 2008 Booker longlist announced
  3. ^ il sito.

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