Le Monde diplomatique

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Le Monde diplomatique
Stato Francia Francia
Lingua Francese, italiano
Periodicità Mensile
Genere Stampa nazionale
Fondatore Hubert Beuve-Méry
Fondazione 1954
Sito web http://www.monde-diplomatique.fr/
 

Le Monde diplomatique è un periodico mensile francese di informazione ed opinione. Fondato nel maggio 1954 da Hubert Beuve-Méry, fu inizialmente concepito come supplemento al quotidiano Le Monde destinato alla "cerchia dei diplomatici ed alle grandi organizzazioni internazionali".

Struttura e Capitale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004, l'edizione francese è stata acquistata da 300.000 lettori, con un totale di lettori nel mondo attorno al milione di persone. Il giornale è disponibile in 26 edizioni straniere. Il capitale del giornale è per il 49% in mano ai suoi lettori (tramite l'intermediaria Association des amis du Monde diplomatique, associazione degli amici) e per il 51% controllata dal quotidiano Le Monde.

Le Monde Diplomatique si sforza di restare indipendente. Per questo limita al minimo le entrate pubblicitarie e tiene al blocco di minoranza rappresentato dai suoi lettori.

L'edizione in Italiano esce come supplemento mensile (il 15 o 16 di ogni mese) con il manifesto.

Linea editoriale[modifica | modifica sorgente]

Le Monde diplomatique è un giornale d'opinione ma anche un giornale di documentazione ed inchiesta. Tratta una gran varietà di argomenti di importanza planetaria ed in primo luogo segue le relazioni internazionali.

Il giornale dà una grande importanza alla qualità della redazione dei suoi articoli. Spesso questi sono scritti da scrittori professionisti o da specialisti internazionalmente riconosciuti, spesso membri delle grandi istituzioni sovranazionali.

Nettamente schierato a sinistra, una delle sue tendenze principali nel corso del XX secolo è stata la contestazione dell'egemonia statunitense. Propone una critica ferma del « neoliberismo » a livello mondiale. Come si può leggere in un editoriale di Ignacio Ramonet:

(...) Da un certo punto di vista, la Cina rappresenta un caso da manuale ed anticipa le domande che ci dovremo fare domani a proposito dell'India, del Brasile, della Russia o del Sudafrica: Come tirar fuori miliardi di persone dalla morsa del sottosviluppo senza inserirle in un modello produttivista e di consumo « all’occidentale », nefasto per il pianeta e mortale per l'umanità nel suo insieme?

Questa tendenza traspare ugualmente nel suo sostegno al presidente venezuelano Hugo Chávez e alla sua posizione moderata nella critica verso il regime comunista di Fidel Castro a Cuba.

Il mensile ha spesso dato origine a mobilitazioni e movimenti di contestazione. L'esempio più famoso è un editoriale scritto da Ignacio Ramonet nel 1997 che portò alla nascita di un'associazione internazionale: ATTAC, inizialmente votata alla promozione della Tobin tax, ma successivamente capace di intervenire su tematiche più ampie.

Dibattito su Le Monde diplomatique[modifica | modifica sorgente]

Le Monde diplomatique è stato indicato da Edward S. Herman e Noam Chomsky, autori del Modello di propaganda sulla faziosità dei media, come il miglior giornale del mondo.

Critica alla linea editoriale[modifica | modifica sorgente]

Le critiche più frequenti arrivano dagli ambienti centristi e neoliberisti, essi sostengono:

  • La linea editoriale del mensile, antiliberista (nel senso economico) e libertaria (nel senso sociale), è da alcuni considerata pregiudizialmente di sinistra.
  • La redazione del giornale è accusata di avere pregiudizi contro il governo statunitense e il liberismo.

Polemica sulla pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Le critiche alla presenza di annunci pubblicitari sul giornale arrivano soprattutto da una parte dei lettori. La maggior parte delle volte le proteste riguardano pubblicità di attività che il giornale stesso critica aspramente. Per esempio banche, assicurazioni o prodotti farmaceutici. Si teme che la presenza di questi annunci possa influenzare la linea editoriale e, in particolare, limitare la libertà d'espressione sui temi in questione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]