Il signore delle mosche (romanzo)
| Il signore delle mosche | |
|---|---|
| Titolo originale | Lord of the Flies |
| Autore | William Golding |
| 1ª ed. originale | 1954 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | avventura |
| Lingua originale | inglese |
Il signore delle mosche (titolo originale Lord of the Flies) è il più celebre romanzo del Premio Nobel William Golding, scritto nel 1952 e pubblicato nel 1954, con 14 milioni di copie vendute nei soli paesi di lingua inglese, favorito dal grande successo della pubblicazione in edizione economica negli Stati Uniti nel 1959.
Indice |
Trama[modifica]
Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Qualcosa però comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi della natura umana.
Prova di esordio di William Golding, premio Nobel per la letteratura 1983, Il Signore delle mosche rappresenta il manifesto della sua poetica, che può essere riassunta in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
Personaggi[modifica]
Ralph[modifica]
Ralph è il protagonista, il leader eletto democraticamente dai naufraghi. Per il buon senso che lo caratterizza a lui spetta organizzare la difesa del fuoco, che egli stesso indica come unico mezzo per la salvezza, poi la creazione dei rifugi, la scelta delle leggi e la prima parola nelle assemblee, dal momento che detiene la conchiglia, che lui stesso ha trovato e convenzionalmente scelto come strumento di richiamo sociale.
Piggy[modifica]
È un ragazzino grassottello e asmatico, fatto oggetto di umiliazioni e insolenze, ma è anche la mente pensante della compagnia, la memoria più viva del sistema abbandonato: rappresenta la ragione assoluta, l'uomo civilizzato (per quel poco che ne rimane), quella parte dell'animo umano che, per farsi accettare, per farsi capire, per ricercare un ruolo importante nel mondo, ha bisogno di regole. Dimostra anche di essere un tipo nostalgico quando ricorda più volte a Ralph le sue abitudini a casa.
Jack[modifica]
Rosso di capelli, forte, impulsivo e aggressivo, costituisce l'espressione dell'istinto più violento e represso nell'animo umano. Ambisce a divenire leader della comunità e poi organizza con i vecchi compagni del coro un clan di cacciatori, ribelli nei confronti delle leggi di Ralph. Jack è lo stereotipo del bullo: arrogante, egoista, che pensa sempre a dare gloria di sé, a farsi conoscere; nel corso del racconto questo suo carattere degenera in atti molto violenti. Cerca la virilità: vuole essere l'adulto del gruppo e cerca di dimostrare la sua "superiorità" cacciando e conquistando la stima dei bambini, facilmente impressionati anche dalle cantilene stupide o dai racconti, esagerati, o dai giochi evocativi della caccia. Può essere considerato come metafora del politico irrazionale e autoritario (o a un dittatore assoluto), che detiene il potere sfruttando la forza fisica, la superstizione e gli istinti dell'uomo.
Simone[modifica]
Un altro ragazzo nel libro "Il Signore delle Mosche" è Simone, è molto timido e spesso ha paura di dire la sua perché teme il giudizio altrui. Non viene mai ascoltato e viene sempre preso in giro. Simone, fugge dal gruppo e scopre casualmente che la bestia non esiste, notizia che però non riuscirà a comunicare a nessuno perché viene ucciso. Si dovrebbe comunque tenere conto che il ragazzo soffre di epilessia, malattia che gli altera il flusso di coscienza e che gli provoca svenimenti e allucinazioni. Nell'ambito del simbolismo del romanzo, Simone rappresenta un personaggio spirituale, una sorta di profeta visionario - vedere, ad esempio, il suo colloquio immaginario con il Signore delle mosche, la testa del maiale donata da Jack e dal suo gruppo alla bestia. La sua morte rappresenta la perdita della verità, dell'innocenza e del buon senso.
Ruggero[modifica]
Ruggero è l'aiutante di Jack, rappresenta la parte veramente violenta dell'essere umano, l'istinto malefico. Infatti, sin dall'inizio è evidenziata la sua tendenza a fare cattiverie e a lanciare sassi ai più piccoli (indifesi e innocenti), frenato a far loro del male solo dal suo retaggio d'educazione. La sua violenza si sprigiona quando si allea con Jack, diventa cattivo infatti uccide Piggy e colpisce i gemelli.
Gemelli Sam & Eric[modifica]
Sam e Eric sono gemelli, sono estremamente uniti e fanno tutto insieme e sono chimati "Sammeric". Il compito dei gemelli era quello di mantenere acceso il fuoco. Sono gli ultimi a restare alleati di Ralph, ma vengono costretti con la forza a unirsi alla tribù di Jack.
Temi principali e mondo ideale dello scrittore[modifica]
Il tema predominante del romanzo riguarda la provocazione pessimista, circa la concezione dell'uomo, che egli crede irrimediabilmente "cattivo", sia in natura che in società. Difatti, lo stesso Golding scriverà che: "L'uomo produce il male come le api producono il miele". "La comunità che precipita sull'isola è, in primo luogo, orfana di figure adulte. La giovane comunità si trova dunque a emulare istituzioni, atteggiamenti e gerarchia della società adulta; ma si tratta pur sempre di una copia che non rispecchia perfettamente la realtà, in quanto ne rappresenta un'emulazione fine a se stessa, non supportata dal modo d'essere proprio di una società consapevole. Si ritrova così una situazione tipica della sociologia di gruppo: l'inerzia di un sistema emulativo di gruppo e l'impotenza della vittima, che portano il sistema a degenerare irrimediabilmente. Infatti, in questa convivenza forzata e in questo ambiente ostile, la reazione dell'essere umano che viene messa in evidenza è la brutalità e l'insensatezza dei comportamenti. L'autore mette quindi in primo piano il perenne contrasto fra il bene e il male mostrando il predominio degli istinti animaleschi sull'intelligenza non educata, su ogni senso di colpa e sul senso del peccato. Questa reazione drammatica e sconcertante risulta ancora più dirompente proprio perché l'odio sconfinato, in questo caso, non proviene da adulti inevitabilmente corrotti ma da giovani, ragazzi e bambini: gli "innocenti" per antonomasia. Dal libro si ricava quindi una visione pessimistica dell'indole umana, che è così malvagia tanto da far trasformare un paradiso tropicale in un inferno di incredibile desolazione, mentre chi lo popola regredisce progressivamente verso uno stato di primitiva barbarie senza più freni inibitori." [Caterina Piazzesi] Golding mostra dunque un lato decisamente pessimistico sulla visione dell'interiorità umana. Il suo pensiero è affine a quello di Martin Lutero, il quale sosteneva che l'uomo null'altro è se non un Vas Damnationis, ossia un contenitore di dannazione. Entrambi, sia l'uomo di Lutero che quello di Golding, sono sostanzialmente corrotti.
Il pessimismo di Golding sta proprio in questo concetto: gli eroi negativi non sono adulti, non hanno alle spalle devastanti esperienze di mondo; ma sono bambini. Questo dimostra come un'anima umana lasciata a sé, senza modelli di vita e senza educatori più o meno severi, isolata e allontanata da ogni altra forma di pensiero, sviluppi in sé, rapidamente e senza tante domande, un'indole 'cattiva'. In pratica Golding arriva a una concezione diametralmente opposta rispetto a quella di Rousseau, secondo il quale è la società a corrompere l'uomo che, per natura, sarebbe buono.
Opere derivate[modifica]
Sulla base del libro sono stati realizzati due lungometraggi:
- Il signore delle mosche (1963), di Peter Brook;
- Il signore delle mosche (1990), di Harry Hook.
Musica:
- Lord of the Flies (1995), degli Iron Maiden.
Edizioni[modifica]
- William Golding, Il signore delle mosche, collana Classici Moderni, traduzione di Filippo Donini, Mondadori, 2007, pp. 239, cap. 12. ISBN 978-88-04-49246-7
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