Il signore delle mosche (romanzo)

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Il signore delle mosche
Titolo originale Lord of the Flies
Autore William Golding
1ª ed. originale 1954
Genere romanzo
Sottogenere realistico

Il signore delle mosche (titolo originale Lord of the Flies) è il più celebre romanzo del Premio Nobel William Golding, scritto nel 1952 e pubblicato nel 1954, con 14 milioni di copie vendute nei soli paesi di lingua inglese, favorito dal grande successo della pubblicazione in edizione economica negli Stati Uniti nel 1959.

Indice

[modifica] Trama

Un gruppo di ragazzi inglesi, di non più di 12 anni, di ceto sociale elevato, sono gli unici sopravvissuti a un incidente aereo occorso mentre erano in volo di evacuazione durante un imminente conflitto planetario. Naufraghi su un'isola del Pacifico, i ragazzi si mettono subito all'opera per organizzarsi, ma, tentando di imitare le regole del mondo degli adulti, finiranno per trasformare quello che poteva essere definito come un paradiso terrestre in un vero inferno, dove emergono paure irrazionali e comportamenti selvaggi.

Protagonisti iniziali della vicenda sono Ralph, ragazzo biondo di circa 12 anni, Piggy, altro ragazzo sopravvissuto all'impatto, grasso e con gli occhiali, e Jack, capo di un gruppo corale scolastico.

Ralph e Piggy riescono a trovare una conchiglia che, da quel momento, se utilizzata per soffiarvi all'interno, farà riecheggiare per tutta l'isola il richiamo di adunata dei sopravvissuti e offrirà il diritto di parola al suo possessore. Questo richiamo attira subito numerosi ragazzi tra cui Sam ed Eric, due gemelli e il gruppo del coro, a capo del quale c'è Jack, adolescente patito della caccia fino all'esasperazione. Tra i coristi c'è anche Simone, che diventa amico e aiutante di Ralph. Inizialmente viene eletto capo Ralph, il cui tipo di organizzazione simboleggia un ideale di democrazia, in cui ognuno lavora per il benessere collettivo. Sono quindi costretti ad adattarsi alla vita sull'isola: devono costruire rifugi, andare a caccia, tenere vivo un fuoco che serva da segnale (naturalmente dovranno fare tutto da soli, perché non c’è nessun adulto). Jack e i coristi si armano di lance e cacciano i maiali selvatici provvedendo così al cibo. Tuttavia in un secondo momento sembra che ai suoi compagni non importi nulla, preferendo giocare. Il tempo passa e i ragazzi si abituano sempre più a quel modo di vivere fatto di giochi e divertimento, dimenticando anche di tenere il fuoco acceso, perdendo così l’occasione di essere salvati da una nave di passaggio. La coesione del gruppo viene meno, si tralascia la costruzione delle capanne, e l'organizzazione di Ralph viene lentamente distrutta dal predominio di Jack con i suoi coristi-guerrieri, ormai ridotti a superstizione e crudeltà. Emergono inoltre paure irrazionali: la convinzione che l’isola sia abitata da una bestia dalla quale bisogna stare lontano rinunciando anche alle regole (secondo lo scrittore rappresenta il Demonio che terrorizza l’uomo). In verità è il cadavere di un paracadutista che viene mosso dal vento. Jack e i cacciatori si staccano dunque da Ralph e formano un clan indipendente. Una testa di maiale ucciso da Jack, il “Signore delle Mosche”, infilzata su un palo e attorniata dagli insetti, diventa il simbolo della decadenza. A Simone, sofferente di allucinazioni, il Signore delle Mosche rivela che non sarebbero mai riusciti a fermarlo. Il Male parla a Simone e contagia i ragazzi. Diviene così inevitabile lo scontro, e nella lotta muoiono Simone, massacrato a calci e pugni dagli altri bambini sulla spiaggia mentre tenta di rivelare la verità sulla bestia, e Piggy, colpito a morte da un masso gettato giù da un dirupo da Ruggero preso da un momento di follia. Intanto i due gemelli che erano con Ralph sono tenuti prigionieri: a Ralph non resta che scappare nella foresta. Jack ordina subito di cominciare a cercarlo ma, non trovandolo, come se fosse indemoniato, e appoggiato dagli altri, decide di dare fuoco a tutta l'isola per poterlo scovare. Ralph si dirige così verso la spiaggia, attendendo la morte, ma qui trova un ufficiale della marina, che con il suo equipaggio si offre di salvare i naufraghi.

[modifica] Caratteri generali

[modifica] Personaggi

[modifica] Ralph

Ralph è il protagonista, il leader eletto democraticamente dai naufraghi. Per la sua intelligenza e la sua astuzia a lui spetta organizzare la difesa del fuoco, la creazione dei rifugi, la scelta delle leggi e la prima parola nelle assemblee. Ralph si presenta come personaggio buono in contrapposizione al suo antagonista Jack. Quantomeno inizialmente, tuttavia, Ralph è altezzoso e distaccato, convinto di essere l'unico in grado di delineare un piano rispetto alla massa dei (bambini) naufraghi. Può essere considerato come una rappresentazione della società democratica. Può essere considerato come metafora dell'uomo comune animato da buone intenzioni, ma incapace alla fine di metterle in atto.

[modifica] Piggy

È un ragazzino grassottello e asmatico, fatto oggetto di umiliazioni e insolenze, ma è anche la mente pensante della compagnia, la memoria più viva del sistema abbandonato: rappresenta la ragione assoluta, l'uomo civilizzato (per quel poco che ne rimane), quella parte dell'animo umano che, per farsi accettare, per farsi capire, per ricercare un ruolo importante nel mondo, ha bisogno di regole. Ma è un lato debole, che per farsi sentire e per imporre il proprio pensiero giusto su quello ignobile degli altri, ha bisogno di "tener in mano una conchiglia". Piggy è il totale fallimento della razionalità umana in un mondo strano ma terribilmente vero, le cui redini sono tenute in mano dalla scaltrezza negativa, dal bullismo, dalla prepotenza. Può essere considerato come metafora dell'intellettuale-filosofo. È molto cercato dagli altri perché è l'unico a disporre di un paio di occhiali grazie ai quali poter accendere il fuoco, e si può identificare come una metafora della "luce" della ragione. Il suo nome vero è sconosciuto: Piggy infatti è un soprannome derisorio, ovvero "Maialino". Potrebbe essere un riferimento alla maggiore cacciagione dell'isola, i maiali, ed identificare già così il bambino come una vittima.

[modifica] Jack

Rosso di capelli, forte, impulsivo e aggressivo, costituisce l'espressione dell'istinto più violento e represso nell'animo umano. Ambisce dapprima a divenire leader della comunità e poi organizza con i vecchi compagni del coro un clan di cacciatori, ribelli nei confronti delle leggi di Ralph. Jack è lo stereotipo del bullo: arrogante, egoista, che pensa sempre a dare gloria di sé, a farsi conoscere; nel corso del racconto questo suo carattere degenera in atti molto violenti. Cerca la virilità: vuole essere l'adulto del gruppo e cerca di dimostrare la sua "superiorità" cacciando e conquistando la stima dei bambini, facilmente impressionati anche dalle cantilene stupide o dai racconti, esagerati, o dai giochi evocativi della caccia. Rappresenta la metà oscura di Ralph. Può essere considerato come metafora del politico irrazionale e autoritario, che detiene il potere sfruttando la forza fisica, la superstizione e gli istinti dell'uomo.

[modifica] Simone

Timido e riservato, Simone non si espone molto perché ha paura di essere giudicato male, e dimostra più volte nel corso del romanzo la sua difficoltà a interagire con gli altri e a parlare in pubblico. Le sue opinioni non vengono prese in considerazione e viene spesso deriso. Questo porta alla sua fuga dal gruppo e alla scoperta (casuale) che la bestia non esiste, notizia che però non riuscirà a comunicare a nessuno. Si dovrebbe comunque tenere conto che Simone soffre di epilessia, malattia che gli altera il flusso di coscienza e che gli provoca svenimenti e allucinazioni. Nell'ambito del simbolismo del romanzo, Simone rappresenta un personaggio spirituale, una sorta di profeta visionario - vedere, ad esempio, il suo colloquio immaginario con il Signore delle mosche,la testa del maiale donata da Jack e dal suo gruppo alla bestia. La sua morte rappresenta la perdita della verità, dell'innocenza e del buon senso.

[modifica] Ruggero

Compagno di coro di Jack e suo braccio destro, rappresenta la parte veramente violenta dell'essere umano, l'istinto malefico. Infatti, sin dall'inizio è evidenziata la sua tendenza a fare cattiverie e a lanciare sassi ai più piccoli (indifesi e innocenti), frenato a far loro del male solo dal suo retaggio d'educazione. Ma,quando si unisce alla selvaggia tribù di Jack, dà sfogo sempre più a questa vena violenta,culminando con l'omicidio di Piggy (di cui è effettivamente la nemesi) e il pestaggio dei gemelli Sam ed Eric.

[modifica] Sam ed Eric

Gemelli, fanno tutto insieme e perdono a tal punto la loro individualità da essere chiamati con l'unico nome "Sammeric". Per la maggior parte del libro il loro compito consiste nel mantenere acceso il fuoco. Nell'ultimo capitolo, sono gli ultimi a restare alleati di Ralph, ma vengono costretti con la forza a unirsi alla tribù di Jack e a rivelare il suo nascondiglio.

[modifica] Temi principali e mondo ideale dello scrittore

Il tema predominante del romanzo riguarda la provocazione pessimista, circa la concezione dell'uomo, che egli crede irrimediabilmente "cattivo", sia in natura che in società. Difatti, lo stesso Golding scriverà che: "L'uomo produce il male come le api producono il miele". La comunità che precipita sull'isola è, in primo luogo, orfana di figure adulte. La giovane comunità si trova dunque a emulare istituzioni, atteggiamenti e gerarchia della società adulta; ma si tratta pur sempre di una copia che non rispecchia perfettamente la realtà, in quanto ne rappresenta un'emulazione fine a se stessa, non supportata dal modo d'essere proprio di una società consapevole. Si ritrova così una situazione tipica della sociologia di gruppo: l'inerzia di un sistema emulativo di gruppo e l'impotenza della vittima, che portano il sistema a degenerare irrimediabilmente. Infatti, in questa convivenza forzata e in questo ambiente ostile, la reazione dell'essere umano che viene messa in evidenza è la brutalità e l'insensatezza dei comportamenti. L'autore mette quindi in primo piano il perenne contrasto fra il bene e il male mostrando il predominio degli istinti animaleschi sull'intelligenza non educata, su ogni senso di colpa e sul senso del peccato. Questa reazione drammatica e sconcertante risulta ancora più dirompente proprio perché l'odio sconfinato, in questo caso, non proviene da adulti inevitabilmente corrotti ma da giovani, ragazzi e bambini: gli "innocenti" per antonomasia. Dal libro si ricava quindi una visione pessimistica dell'indole umana, che è così malvagia tanto da far trasformare un paradiso tropicale in un inferno di incredibile desolazione, mentre chi lo popola regredisce progressivamente verso uno stato di primitiva barbarie senza più freni inibitori.

Golding mostra dunque un lato decisamente pessimistico sulla visione dell'interiorità umana. Il suo pensiero è affine a quello di Martin Lutero, il quale sosteneva che l'uomo null'altro è se non un Vas Damnationis, ossia un contenitore di dannazione. Entrambi, sia l'uomo di Lutero che quello di Golding, sono sostanzialmente corrotti.

Il pessimismo di Golding sta proprio in questo concetto: gli eroi negativi non sono adulti, non hanno alle spalle devastanti esperienze di mondo; ma sono bambini. Questo dimostra di come un'anima umana lasciata a sé, senza modelli di vita e senza educatori più o meno severi, isolata e allontanata da ogni altra forma di pensiero, sviluppi in sé, rapidamente e senza tante domande, un'indole 'cattiva'. In pratica Golding arriva a una concezione diametralmente opposta rispetto a quella di Rousseau, secondo il quale è la società a corrompere l'uomo che, per natura, sarebbe buono.

[modifica] Opere derivate

Sulla base del libro sono stati realizzati due lungometraggi:

Musica:

[modifica] Edizioni

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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