Il giorno dopo la fine del mondo

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Il giorno dopo la fine del mondo
Titolo originale Panic in Year Zero!
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1962
Durata 93 min
Colore bianco e nero
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere fantascienza, thriller
Regia Ray Milland
Soggetto Jay Simms
Sceneggiatura Jay Simms, John Morton
Produttore Arnold Houghland, Lou Rusoff
Produttore esecutivo Samuel Z. Arkoff, James H. Nicholson
Casa di produzione American International Pictures, Santa Clara Productions
Fotografia Gilbert Warrenton
Montaggio William Austin
Effetti speciali Lawrence W. Butler, Pat Dinga
Musiche Les Baxter
Scenografia Daniel Haller (art director)
Harry Reif (set decorator)
Costumi Marjorie Corso
Trucco Ted Coodley, Betty Pedretti
Interpreti e personaggi

Il giorno dopo la fine del mondo (Panic in Year Zero!) è un film del 1962 diretto da Ray Milland.

È un film di fantascienza statunitense a sfondo thriller con Ray Milland, Jean Hagen a Frankie Avalon ambientato in un mondo post apocalittico a seguito allo scoppio di una guerra nucleare.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Harry Baldwin, sua moglie Ann, il loro figlio Rick e la figlia Karen lasciano Los Angeles per una gita al campeggio. Mentre sono in viaggio, i Baldwin notano degli insoliti lampi luminosi provenienti da grande distanza. La radio annuncia l'inizio di una guerra termonucleare e ciò viene confermato quando i Baldwin vedono un grande fungo atomico sopra Los Angeles.

La famiglia tenta inizialmente di tornare per salvare la madre di Ann chi abita in un sobborgo di Los Angeles, ma presto abbandonano questi piani quando vedono alcuni rifugiati che scappano terrorizzati per sfuggire alla ricaduta delle esplosioni nucleari multiple. Dopo essersi reso conto che la società è del tutto crollata, Harry decide che la famiglia deve trovare rifugio presso la loro casa vacanze, che si trova in un luogo appartato.

Lungo la strada, si fermano ad acquistare generi di necessità ma trovano difficoltà ad acquistare alcuni attrezzi quando il proprietario di un negozio, Ed Johnson, non accetta un assegno. Incontrano inoltre tre giovani e minacciosi teppisti, Carl, Mickey e Andy, ma riescono a difendersi e a scappare.

Dopo un viaggio straziante, i Baldwin raggiungono la loro meta ma trovano poi rifugio in una grotta per proteggersi dalle radiazioni. Scoprono che altre due persone hanno avuto la stessa idea, Johnson e sua moglie. Ma i tre balordi riappaiono e sparano ai due, uccidendoli. Una coppia di agricoltori subisce la stessa sorte e la loro figlia adolescente, Marilyn, viene tenuta come schiava del sesso. Anche Karen, figlia di Harry, viene violentata da Mickey e Andy. Con le pistole in mano, Harry e il figlio Rick tentano di reagire, uccidono i due balordi e liberano Marilyn. Quando Carl torna, ne nasce una nuova sparatoria. Carl muore ma Rick viene gravemente ferito. A questo punto la radio annuncia che la situazione è tornata sotto controllo e che Los Angeles è fuori pericolo. I Baldwin decidono così di far ritorno alla loro casa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film, interpretato (nel ruolo del capofamiglia Harry) e diretto da Ray Milland su una sceneggiatura di Jay Simms e John Morton e un soggetto dello stesso Simms, fu prodotto da Arnold Houghland e Lou Rusoff[1] per la American International Pictures tramite la Santa Clara Productions[2] e girato nel CBS Studio Center a Studio City, nell'Iverson Ranch a Chatsworth, a Los Angeles, e in altre località della California.[3] Il titolo di lavorazione fu Survival. La colonna sonora originale fu composta da Les Baxter.[4]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film fu distribuito con il titolo Panic in Year Zero! negli Stati Uniti nel luglio del 1962[5] al cinema dalla American International Pictures.[2] Fu puoi redistribuito nel 1965 con il titolo The End of the World.[4]

Altre distribuzioni:[5]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Morandini il film è uno dei più interessanti del regista Milland e si inserisce in quel filone di produzioni dimostratesi assai sensibili al tema del conflitto atomico durante gli anni sessanta e settanta. Secondo Morandini, infine, la parte più apprezzabile sarebbe comunque la prima.[6]

Secondo Fantafilm il film rappresenterebbe un "inno all'individualismo americano" con la violenza che viene combattuta con lo stesso peso e la stessa misura, reazioni giustificate solo in parte dallo scenario post apocalittico in cui è ambientato il film. Questa "filosofia" che impegnerebbe tutto il film fin dall'inizio viene contraddetta, e ciò rappresenterebbe una vera "incongruenza", solo nel finale quando sopraggiunge l'esercito che riesce a riportare la legalità e la sicurezza; quello stesso esercito che risulterebbe, in pratica, responsabile di quello stato di cose.[7]

Promozione[modifica | modifica sorgente]

Le tagline sono:[8]

  • Where Science Fiction Ends And Fact Begins!!
  • An Orgy of Looting and Lust!
  • 'A'-Day... When Civilization Came To An End!
  • When Science Fiction Becomes Fact!
  • "A" day when civilization came to an end!

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IMDb - Cast e crediti completi. URL consultato il 9 novembre 2013.
  2. ^ a b (EN) IMDb - Crediti per le compagnie. URL consultato il 9 novembre 2013.
  3. ^ (EN) IMDb - Luoghi delle riprese. URL consultato il 9 novembre 2013.
  4. ^ a b (EN) American Film Institute. URL consultato il 9 novembre 2013.
  5. ^ a b (EN) IMDb - Distribuzioni. URL consultato il 9 novembre 2013.
  6. ^ MYmovies. URL consultato il 9 novembre 2013.
  7. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il giorno dopo la fine del mondo in Fantafilm.
  8. ^ (EN) IMDb - Tagline. URL consultato il 9 novembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]