Il cavallo d'acciaio

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Il cavallo d'acciaio
Iron Horse Poster.jpg
Poster del film
Titolo originale The Iron Horse
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1924
Durata 150 min /133 min (stampa TCM)
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33 : 1
Genere western
Regia John Ford (non accreditato)
Soggetto Charles Kenyon - John Russell
Sceneggiatura Charles Kenyon
Produttore John Ford
Produttore esecutivo William Fox
Casa di produzione Fox Film Corporation
Fotografia George Schneiderman
Montaggio Harold D. Schuster (assistente, non accreditato)
Scenografia William S. Darling (supervisore)
Interpreti e personaggi

Il cavallo d'acciaio (The Iron Horse) è un film muto del 1924 diretto da John Ford.

Il film è un'epopea della costruzione della Prima Ferrovia Transcontinentale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Springfield, Illinois, 1853. Dave Brandon, figlio adolescente di un topografo che sogna di poter vedere un giorno la ferrovia transcontinentale ama la giovane Miriam Marsh, figlia di un imprenditore. Amico dei due genitori è l'avvocato Abe, che come Brandon crede nella ferrovia. Dave e suo padre decidono di partire verso l'Ovest in cerca di fortuna, ma durante una sosta vengono attaccati dagli indiani. Il padre viene ucciso da un capo Cheyenne, il figlio si nasconde e viene portato in salvo da alcuni esploratori.

Sono passati dieci anni, e il sogno del padre di Dave sembra vicino alla sua realizzazione: l’avvocato Abe Lincoln ora è divenuto presidente, e autorizza la costruzione della ferrovia. Il padre di Miriam, Thomas Marsh, ora è a capo di una divisione della Union Pacific, compagnia incaricata di costruire un tratto della linea transcontinentale. Miriam è fidanzata con Jesson, ingegnere della Union Pacific.

La linea della Union Pacific, partita da Omaha, viene faticosamente costruita da manovalanza irlandese, operai cinesi ed ex soldati della Guerra Civile, che quotidianamente combattono contro la fame e le incursioni indiane. Il tratto terminale giunge a North Platte, e gli ingegneri si trovano di fronte impervie montagne da attraversare. Il ricco possidente Deroux insiste affinché la linea segua una lunga deviazione attraverso le sue terre, circumnavigando la catena montuosa. Ma casualmente Marsh incontra Dave Brandon, ora divenuto pony-express, che afferma di conoscere un passaggio in una gola tra le montagne, il luogo ove molti anni prima suo padre era stato ucciso. Marsh manda Dave e Jesson a esplorare il passaggio, ma l'ingegnere, corrotto da Deroux e geloso per l’interesse che Miriam ha nei confronti del ritrovato amore d’infanzia, spinge Dave giù da un dirupo. Jesson ritorna alla città ferroviaria con la triste notizia, ma Dave si è salvato aggrappandosi a un rovo, e ritorna anch'egli in città. Il duello tra i due sembra inevitabile, ma Miriam insiste affinché Dave non uccida Jesson, rivelandogli però il suo amore.

Deciso il nuovo tracciato ferroviario, la città di North Platte viene abbandonata e una nuova città nasce nel deserto: Cheyenne City. In meno di una giornata un polveroso villaggio si tramuta in una fiorente e disordinata città. Deroux, deciso a tentare il tutto per tutto al fine di deviare la linea sui suoi terreni, smaschera la sua identità: egli è l'indiano che molti anni prima aveva ucciso il padre di Dave, e convince i bellicosi Cheyenne a dissotterrare l'ascia di guerra contro la linea ferroviaria. Gli operai capeggiati dal giovane Brandon stanno costruendo un tratto nella pianura, quando vengono attaccati dagli indiani. Dave riesce a far giungere in città notizia dell'attacco indiano, e nella città ferroviaria la popolazione si divide tra l’aiutare i compagni in difficoltà e disinteressarsi della questione in protesta contro le dure condizioni di lavoro. Ma nel mentre una mandria di vacche partite dal Texas giunge a Cheyenne City, e la resistenza degli operai ribelli è piegata. L’intera cittadinanza si reca sul luogo dell'assedio indiano e mette in fuga gli incursori. Dave ingaggia un duello corpo a corpo con Deroux, riconoscendolo come l'assassino di suo padre, e lo uccide.

In seguito Dave abbandona la città per arruolarsi nelle file della Central Pacific; alcuni anni dopo giunge il momento solenne dell’incontro tra le due linee, a Promontory Point nello Utah. Dave e Miriam si incontrano nuovamente e si allontanano insieme.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film, prodotto dalla Fox Film Corporation, fu girato in California e Nevada dal gennaio al marzo 1924.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film venne distribuito dalla Fox Film Corporation, presentato in prima il 28 agosto 1924. Copie del film sono conservate negli archivi della 20th Century-Fox Film Corporation e negli archivi della Library of Congress.
Alla Mostra del cinema di Venezia 2007 venne proiettata una copia restaurata del film, insieme ad altri classici della filmografia mondiale.

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

IMDb

  • USA 28 agosto 1924 (premiere)
  • Germania 1925
  • Svezia 5 ottobre 1925
  • Austria febbraio 1926
  • Finlandia 6 settembre 1926
  • Danimarca 31 gennaio 1927
  • Portugal 17 aprile 1928
  • Germania Ovest 1 febbraio 1975 (prima TV)
  • USA 1 ottobre 2007 (New York Film Festival)
  • USA 16 novembre 2007 (St. Louis International Film Festival)
  • USA 15 luglio 2010 (San Francisco Silent Film Festival)

Alias

  • The Iron Horse USA (titolo originale)
  • Das Feuerross Austria / Germania
  • El caballo de hierro Argentina / Spagna
  • Le Cheval de fer Canada (titolo Francese) / Francia
  • A tüzparipa Ungheria
  • Das eiserne Pferd Germania Ovest (titolo TV)
  • Il cavallo d'acciaio Italia
  • Ildhesten Danimarca
  • O Cavalo de Ferro Portogallo
  • The Iron Trail USA (titolo di lavorazione)
  • The Trans-continental Railroad USA (titolo di lavorazione)
  • Zelazny kon Polonia

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) 2011 National Film Registry More Than a Box of Chocolates, Library of Congress, 28 dicembre 2011. URL consultato il 1º gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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