Guglielmo da Baskerville

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Guglielmo da Baskerville
Sean Connery interpreta Guglielmo da Baskerville
Sean Connery interpreta Guglielmo da Baskerville
Universo Il nome della rosa
Autore Umberto Eco
Interpretato da Sean Connery
Voce italiana Pino Locchi[1]
Professione monaco, ex inquisitore
Affiliazione francescani

Guglielmo da Baskerville è un personaggio fittizio, protagonista del romanzo Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco. È stato interpretato da Sean Connery nell'omonimo film del 1986 per la regia di Jean-Jacques Annaud.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo da Baskerville fu un eruditissimo frate francescano del XIV secolo, consigliere dell'Imperatore. Ebbe un passato come inquisitore.

All'epoca fu amico fraterno di Ubertino da Casale che si trovò coinvolto in una grave disputa contro alcuni fratelli del Libero Spirito, sedicenti sostenitori di Santa Chiara da Montefalco (grande amica di Ubertino) che in realtà seducevano le monache di clausura e gettavano fango sulla mistica. Ubertino si finse discepolo degli eretici e, svelati i loro segreti, li portò all'Inquisizione chiedendo aspre pene e torture per coloro che avevano ingiuriato la sua grande amica. Amareggiato dalle pressioni di Ubertino, Guglielmo lasciò l'ufficio di Inquisitore ed entrò nella corte imperiale, stringendo amicizia con Giovanni di Jandun e il teologo imperiale ghibellino Marsilio da Padova. Gli fu dato incarico di recarsi presso una lontana abbazia benedettina della Congregazione Cluniacense sui monti dell'Italia settentrionale, per organizzare una riunione tra i delegati del papa e dell'imperatore, dove si sarebbe discussa l'eventuale eresia del gruppo francescano detto degli "spirituali". I rappresentanti papali sarebbero stati per la maggior parte Domenicani.

Guglielmo arrivò all'abbazia in compagnia del novizio Adso da Melk, figlio minore del barone di Melk. Al suo arrivo in questa abbazia gli venne tuttavia chiesto dall'abate, vista la sua fama di uomo perspicace ed intelligente e la sua lunga esperienza di inquisitore, di investigare sulla strana morte di un monaco avvenuta poco prima in quel luogo. Le deduzioni di Guglielmo lo avvicinarono sempre di più alla verità della catena di morti che ebbe come teatro il complesso dell'abbazia, ma questo non accadde in tempo per evitare il tragico finale del rogo della biblioteca.

In seguito a questi eventi Guglielmo ed Adso si separarono, il maestro regalò al giovane allievo i suoi occhiali. Lo stesso Adso riportò che Guglielmo fu vittima, in seguito, della Peste nera.

Ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Sherlock Holmes[modifica | modifica wikitesto]

Per diverse caratteristiche come l'aspetto fisico, il metodo d'investigazione, la capacità deduttiva e la permanente ricerca della verità, Guglielmo da Baskerville ricorda il celebre Sherlock Holmes dei gialli di Sir Arthur Conan Doyle; d'altra parte il collegamento è reso evidente dallo stesso Eco in quanto, uno dei più noti e letti romanzi della serie di Holmes era intitolato proprio Il mastino dei Baskerville.

Le connessioni tra i due personaggi sono evidenti fin dalle prime pagine dei due romanzi. Come descritto dai due aiutanti, entrambi in alcuni momenti dimostrano avere sguardo spento e assente probabilmente dovuto ad effetto di droghe, nel caso di Holmes la cocaina, nel caso di Guglielmo invece Adso riporta che spesso si fermava in prossimità dei boschi per ritornare dopo un po' di tempo. Entrambi nella prima apparizione dimostrano grande spirito di osservazione dei "segnali della natura" ed entrambi si trovano sulle tracce di un cavallo. Holmes infatti nel primo libro Uno studio in rosso riesce a dedurre altezza, camminata e stato di salute dei cavalli che hanno trainato la carrozza dell'assassino; Guglielmo invece deduce nome, colore, altezza e grandezza di Brunello, il miglior cavallo appena scappato dal monastero. Entrambi i personaggi inoltre sono dati per morti in un punto della loro storia. Holmes infatti viene creduto morto nel libro L'ultima avventura dopo l'uscita sfavorevole da un duello con il suo grande nemico Moriarty; Guglielmo viene invece creduto morto dopo la conferma, con relativa condanna e tortura, della sentenza di colpevolezza del tribunale dell'inquisizione che lo etichettava, a causa del suo grande acume e intelletto, come eretico.

Guglielmo di Ockham[modifica | modifica wikitesto]

La seconda ispirazione è Guglielmo di Ockham (citato spesso da Guglielmo), considerato insieme a Tommaso d'Aquino come uno dei più importanti esponenti della filosofia medioevale, e che come il suo omonimo letterario fu vittima della peste.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome della rosa a Il mondo dei doppiatori

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]