Great Eastern

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Great Eastern
Il Great Eastern a Heart's Content,Luglio 1866
Il Great Eastern a Heart's Content,Luglio 1866
Descrizione generale
British-Merchant-Navy-Ensign.png
Tipo Piroscafo
Proprietario/a Great Eastern Ship Company
Costruttori Messrs Scott, Russel & Co. of Millwall, Londra, (Inghilterra)
Varata 1 maggio 1854
Entrata in servizio 31 gennaio 1858
Destino finale demolita nel 1890
Caratteristiche generali
Stazza lorda ~32.000 tsl
Lunghezza 211 m
Larghezza 25 m
Propulsione a ruote, a elica e a vela.
6 alberi.
4 caldaie a vapore per le ruote e 2 per l'elica.
La potenza stimata era di 8,000 hp.
Velocità  (24 km/h)
Equipaggio 418
Passeggeri 4.000
Note
numero di ciminiere: 5, poi 4

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Il Great Eastern era un famoso piroscafo costruito nel 1854 da Isambard Kingdom Brunel (un ingegnere inglese specializzato nel settore dei trasporti, noto per aver collaborato alla realizzazione della galleria sotto il Tamigi).

Si trattava della più grande nave del mondo, lunga 211 m. e con stazza superiore alle 30.000 t. Mantenne tale primato per quasi cinquant'anni, quando fu superata in tonnellaggio dal Celtic e in lunghezza (ma solo di pochi metri) dall' Oceanic. La sua costruzione fu motivata dalla necessità di effettuare i primi viaggi oceanici sfruttando la motrice a vapore, che solo da pochi anni si era cimentata nelle lunghe tratte intercontinentali.

Il problema principale restava la quantità di combustibile necessaria per coprire tali distanze, quantità che nessuna nave sembrava in grado di imbarcare. Poiché Brunel aveva dimostrato che la resistenza di una nave all'acqua è proporzionale al quadrato delle sue dimensioni e che lo spazio disponibile per il carburante è proporzionale al cubo, concepì un'imbarcazione sei volte più grande della più imponente nave dell'epoca. Lungo 211 metri e pesante 20.000 tonnellate, questo mastodonte, come tutte le navi dell'epoca, non aveva sovrastrutture destinate ai passeggeri al di sopra dello scafo, alto come un palazzo, ed era dotato di cinque fumaioli; poteva portare 4.000 persone ed era mosso da due gigantesche ruote a pale, un'elica e sei alberature per la navigazione suppletiva a vela. Era inoltre dotato di un doppio fondo che si estendeva per tutta la lunghezza della chiglia.

Il Great Eastern in costruzione.
Nella stiva del Great Eastern durante la stesura del cavo telegrafico sul fondo dell'Atlantico, nel 1865.

Il Great Eastern fu finanziato dalla Eastern Steam Navigation Company ma la sua costruzione incontrò vari problemi a causa di incidenti in cui vari operai persero la vita e uno scomparve misteriosamente. Varato nel 1854, i marinai in coperta avvertirono un martellare incessante sullo scafo, la barca arenò subito dopo lungo la riva del Tamigi presentando uno squarcio dello scafo di 25m ,tuttavia, il secondo scafo sovrastante resistette all'urto senza presentare alcun danno. Durante le riparazioni finali il sommozzatore addetto, emerse pallido e tremante dall'acqua affermando con certezza di avere visto un fantasma battere contro lo scafo con un martello, le indagini conclusero che si trattava di un anello di ferro che per la corrente urtava lo scafo. Quattro anni dopo prese finalmente il mare e il 17 giugno 1860 compì il suo viaggio inaugurale verso New York. Fu utilizzato come nave mercantile e passeggeri (Brunel lo concepì per navigare sulla linea Londra-Bombay, in India, doppiando il Capo di Buona Speranza) ma i costi di esercizio restarono altissimi.

Il suo maggior contributo lo diede durante la posa del primo cavo telegrafico tra l'Europa e l'America, nel 1865, su proposta di Cyrus W. Field. Il cavo era lungo 3700 chilometri e fu arrotolato in tre cisterne nella stiva della nave; fu steso sul fondale tra l'Irlanda e Terranova e - dopo la prima trasmissione transoceanica - l'evento fu celebrato come l'Ottava meraviglia del mondo.

La demolizione del Great Eeastern iniziò nel 1888. Ci furono complicazioni nel mettere a secco la barca perché uno dei mastodontici cavi di acciaio cedette e la nave si girò quasi completamente sfiorando per un pelo le banchine del porto, ancora una volta questa disgrazia fu anticipata dal suono di un martellare incostante. Lo scafo progettato da Brunel dimostrò ancora una volta la sua resistenza rendendo necessari ben due anni di lavori per demolirlo.

I lavori terminarono nel 1890.

Questo famoso bastimento costituisce l'ambientazione del celebre romanzo di Jules Verne Una città galleggiante edito nel 1870.

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