Gabriel della Genga Sermattei

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gabriel della Genga Sermattei
cardinale di Santa Romana Chiesa
CardinalCoA PioM.svg
Nato 4 dicembre 1801, Assisi
Ordinato presbitero 26 settembre 1830
Consacrato arcivescovo 15 settembre 1833
Creato cardinale 1º febbraio 1836 da papa Gregorio XVI
Deceduto 10 febbraio 1861, Roma

Gabriel della Genga Sermattei (Assisi, 4 dicembre 1801Roma, 10 febbraio 1861) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni e l'inizio della carriera ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

Gabriel della Genga Sermattei nacque ad Assisi (città dove la sua famiglia si era trasferita nel 1793) il 4 dicembre 1801, figlio del conte Filippo della Genga e nipote di papa Leone XII.

Studiò al collegio dei gesuiti di Orvieto ove si addottorò utroque iure. Venne ordinato sacerdote il 26 settembre 1830 e poco dopo divenne prelato domestico di Sua Santità, entrando a far parte della curia romana. Fu relatore della Sacra Consulta e canonico della basilica di San Giovanni in Laterano.

L'episcopato[modifica | modifica sorgente]

Il 29 giugno 1833 venne eletto arcivescovo titolare di Berito e venne consacrato il 15 settembre successivo a Roma dal cardinale Bartolomeo Pacca. Il 13 giugno 1834 venne eletto assistente al soglio pontificio e dieci giorni più tardi venne promosso alla sede arcivescovile di Ferrara.

Il cardinalato[modifica | modifica sorgente]

Papa Gregorio XVI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 1º febbraio 1836 ed il 4 febbraio successivo ricevette la berretta cardinalizia. Il 21 novembre 1836 ottenne il titolo di San Girolamo degli Schiavoni.

Il 13 gennaio 1843 rinunciò al governo della sua arcidiocesi e divenne una settimana più tardi legato apostolico nelle province di Urbino e Pisa. Prese parte quindi al conclave del 1846 che elesse papa Pio IX. Fu a capo di un gruppo di tre cardinali (assieme a Luigi Vannicelli Casoni e Lodovico Altieri) che governarono Roma durante l'assenza del pontefice rifugiatosi a Gaeta dal luglio del 1849 all'aprile del 1850. Prefetto per la Sacra Congregazione dei Vescovi e dei Religiosi dal 14 aprile 1852, il 23 marzo 1856 venne nominato anche prefetto della Sacra Congregazione della disciplina regolare. Divenne cardinale camerlengo del collegio cardinalizio dal 15 marzo 1858 sino al 1859. Il 13 ottobre 1860 divenne segretario dei Brevi Apostolici e contestualmente gran cancelliere degli ordini equestri pontifici.

Morì a Roma il 10 febbraio 1861 all'età di 59 anni, colto da improvviso malore. La sua salma venne esposta nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma e secondo le sue disposizioni ivi venne sepolto. Al suo funerale presenziò papa Pio IX.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Arcivescovo titolare di Berito Successore Archbishop CoA PioM.svg
Luigi Emmanuele Nicolò Lambruschini 1833 - 1834 Camillo Di Pietro
Predecessore Arcivescovo di Ferrara Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Filippo Filonardi 1834 - 1843 Ignazio Giovanni Cadolini
Predecessore Cardinale presbitero di San Girolamo degli Schiavoni Successore CardinalCoA PioM.svg
Cesare Brancadoro 1836 - 1861 Antonio Maria Panebianco
Predecessore Segretario della Sacra Congregazione per i vescovi Successore Emblem Holy See.svg
 ? 1852 - 1856 Niccola Clarelli Parracciani
Predecessore Segretario della disciplina regolare Successore Emblem Holy See.svg
Luigi Emmanuele Nicolò Lambruschini 1856 - ?  ?
Predecessore Camerlengo del Collegio Cardinalizio Successore Pavillon pontifical.png
Ugo Pietro Spinola 1858 - 1859 Chiarissimo Falconieri Mellini