Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2000

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Elezioni presidenziali statunitensi 2000
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Data 7 novembre 2000
GeorgeWBush.jpg Al Gore, Vice President of the United States, official portrait 1994.jpg
Candidati George W. Bush Al Gore
Partito Partito Repubblicano Partito Democratico
Voti 50 460 110
47,9 %
51 003 926
48,4 %
Grandi elettori 271 266
ElectoralCollege2000.svg
Presidente uscente
Bill Clinton (Partito Democratico)
Left arrow.svg 1996 2004 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali statunitensi del 2000 si svolsero il 7 novembre 2000. La sfida oppose il candidato repubblicano George W. Bush e il vicepresidente democratico uscente Al Gore. In termini di voto popolare prevalse quest'ultimo, ma i voti elettorali, 271 contro 266, furono favorevoli a Bush e ne determinarono l'elezione. La proclamazione del vincitore venne rinviata per molti giorni, poiché nello stato determinante della Florida fu necessario ricontare i voti, addirittura a mano. Un fattore determinante[senza fonte] per la sconfitta di Gore fu la candidatura dell'indipendente Ralph Nader, che strappò al candidato democratico[senza fonte] quasi 3 milioni di voti, e risultò decisivo proprio in Florida e nel New Hampshire. Bush ottenne la maggioranza in Florida con un distacco di appena 500 voti circa.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Candidati Grandi elettori Voti
Presidente Vicepresidente Partito # # %
George W. Bush, TX Dick Cheney, WY Repubblicano 271 50 460 110 47,9
Al Gore, TN Joe Lieberman, CT Democratico 266 51 003 926 48,4
Ralph Nader, CT Winona LaDuke, MN Verde 0 2 883 105 2,7
Pat Buchanan, VA Jo Jorgensen, CA Riforma 0 449 225 0,4
Harry Browne, TN Art Olivier, CA Libertario 0 384 516 0,4
Howard Phillips, VA Curtis Frazier, MO Costituzione 0 98 022 0,1
John Hagelin, IA Nat Goldhaber, CA Legge Naturale 0 83 702 0,1
Altri 0 54 652 0,1
Totale 538 105 417 258 100,0

Quando i risultati provvisori incominciarono ad essere diffusi, fu subito chiaro che, a differenza di quanto accaduto in passato, il risultato sarebbe rimasto in sospeso fino al totale riconteggio dei voti. Con la sola eccezione dello stato della Florida, Bush aveva ottenuto la maggioranza dei voti in tutti gli stati meridionali con larghi margini, ed inoltre aveva ottenuto più voti anche in Ohio, Indiana e diversi stati della zona del Midwest e delle Montagne Rocciose.

Gore, invece, aveva vinto in tutti gli stati nordorientali (con la sola eccezione del New Hampshire), diversi stati dell'Upper Midwest e della costa del Pacifico (inclusa la California). Nella notte del 7 novembre, col passare delle ore, era divenuto ormai chiaro che sarebbe stata la Florida lo Stato il cui vincitore sarebbe stato eletto presidente. La mattina dell'8 novembre, quando i risultati nazionali furono resi noti, Bush aveva vinto un totale di 246 voti elettorali, mentre Gore ne aveva ottenuti 225 (ne servivano 270 per vincere). Le votazioni in due Stati poco rilevanti dal punto di vista dei voti (New Mexico, possessore di 5 voti elettorali, ed Oregon, 7 voti) erano ancora in bilico. Tuttavia, il caso più rilevante dal punto di vista mediatico era quello dello Stato della Florida (25 voti), e sebbene i due Stati centrali furono in seguito aggiudicati a Gore, i voti della Florida rimasero decisivi ai fini della vittoria di uno dei due candidati. I risultati ufficiali non furono resi noti per oltre un mese, a causa delle difficoltà nella raccolta e nel riconteggio delle schede.

Contestazioni[modifica | modifica sorgente]

Il caso Bush vs Gore fu un caso giudiziario trattato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti l'11 dicembre del 2000 e determinò il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi del 2000. In tre separate sessioni di giudizio, i giudici decisero con una maggioranza di 7 a 2 che il riconteggio delle schede che stava avendo luogo in alcune contee della Florida doveva essere sospeso a causa di una mancanza di basi coerenti. In un'ulteriore sessione di giudizio fu stabilito con una maggioranza di 5 a 4 che non vi era tempo a sufficienza per stabilire le basi per un nuovo riconteggio che avrebbe potuto rispettare i termini elettorali nello stato della Florida.[1]

La decisione della corte fermò il riconteggio dei voti e permise al segretario di stato della Florida Katherine Harris di validare la vittoria elettorale di George W. Bush in quello stato. I 25 voti dei grandi elettori nella Florida diedero al candidato repubblicano la vittoria nelle elezioni presidenziali.

Il retroscena[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni presidenziali ebbero luogo il 7 novembre del 2000. Secondo il sistema elettorale statunitense, ogni stato conduce le sue proprie consultazioni per la scelta del presidente e ogni candidato riceve un numero diverso di voti a seconda dello stato in cui vince. Chi ottiene la maggioranza dei voti a livello federale è eletto presidente degli Stati Uniti d'America. Nel 2000 il numero dei voti necessari per la vittoria era di 270.

L'8 novembre del 2000 il rapporto della divisione elettorale in Florida affermava che Bush aveva un margine di vittoria di 1784 voti[2], equivalente allo 0,5 % di scarto. Secondo lo statuto della Florida, una tale situazione richiedeva un riconteggio automatico dei voti.[3] Tale processo risultò in una restrizione del margine di vittoria per Bush e il 10 novembre, dopo che il riconteggio era terminato in tutte le contee tranne una, tale margine si era assottigliato fino a raggiungere 327 voti.[4]

Le leggi elettorali della Florida[5] consentono a un candidato di effettuare un riconteggio manuale a una contea, cosa che Gore fece per 4 casi della Florida: Volusia, Palm Beach, Broward e Miami-Dade, che acconsentirono alla procedura. Sempre secondo tali leggi tuttavia, tutte le contee dovevano dichiarare i loro risultati al segretario di stato della Florida entro sette giorni dalle elezioni, e molte delle contee che effettuavano il riconteggio manuale non credevano di poter rispettare tale termine. Il 14 novembre giorno della scadenza del termine, la corte di circuito della Florida dichiarò che tale termine era obbligatorio, ma che le contee potevano emendare i loro risultati in una data successiva.

Il caso[modifica | modifica sorgente]

La disputa nel caso Bush vs. Gore venne portata davanti alla corte l'11 dicembre dagli avvocati di ambo le parti: per Bush dall'avvocato Theodore B. Olson, proveniente dal District of Columbia e per Gore da David Boies. Data l'importanza del caso, la Corte Suprema espresse il suo verdetto solamente 16 ore dopo le udienze e le sorti del caso vennero strettamente legate alle sorti del caso "Bush v. Palm Beach County Canvassing Board".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bush v. Gore, US Supreme Court Opinion, Per curiam.
  2. ^ (EN) Palm Beach Country Canvassing Board vs. Katherine Harris, etc., et al. Consultato il 28 ottobre 2006. Vedi http://www.presidency.ucsb.edu/florida2000.php per altri documenti correlati.
  3. ^ Vedi Fla. Stat. § 102.141(4). The 2000 Florida Statutes, Title IX, Chapter 102, Section 141.
  4. ^ Election 2000 Timeline. PG Publishing Co., Inc. (17 dicembre 2000). Consultato il 28 ottobre 2006.
  5. ^ Vedi Fla. Stat. § 102.166. The 2000 Florida Statutes, Title IX, Chapter 102, Section 166.

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