Dosaggio radioimmunologico

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La tecnica del dosaggio radioimmunologico, nota comunemente come RIA dall'inglese Radio Immuno Assay, è una tecnica di laboratorio utilizzata per dosare qualsiasi composto immunogenico disponibile in forma pura e marcabile radioattivamente. Possiede un'elevata sensibilità (ordine dei pg/mL), elevata specificità, elevata precisione.

Presenta alcuni svantaggi come il costo elevato per apparecchiatura e reagenti, durata dei reagenti e pericoli radiologici collegati all'uso dei reagenti radioattivi.

La sua invenzione valse nel 1977 il premio Nobel per la medicina a Rosalyn Yalow.

La metodica[modifica | modifica sorgente]

Gli elementi chiave del saggio sono: l'anticorpo (Ab) specifico per l'antigene da determinare (Ag), il campione contenente l'Ag e l'Ag marcato radioattivamente (Ag*) in forma pura.

Si esegue una prima reazione per la formazione del complesso Ag*Ab: Ag* + Ab ---> Ag*Ab

All'equilibrio si misura il valore di emissione che chiamiamo A.

Si esegue la seconda reazione di spiazzamento dell'antigene marcato: Ag*Ab + Ag ---> Ag*Ab + AgAb

Si misura quindi il nuovo valore di emissione che chiamiamo B. Per differenza tra A (tutti gli Ab occupati) e B (Ab legano sia Ag radioattivo che normale) s'individua la quantità di Ag legato a Ab:

Ag=A-B

Maggiore è la concentrazione di Ag non radioattivo minore è la quantità di Ag* radioattivo legato all'Ab.

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

La tecnica del dosaggio radioimmunologico è comune in vari ambiti clinici: diagnosi del diabete (dosaggio insulina), dell’ipertensione, di patologie correlate a disfunzioni tiroidee e dell'ormone della crescita, dosaggio nel sangue di sostanze stupefacenti o applicazioni forensi (antidoping).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]