Donna dell'Apocalisse

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Donna dell'Apocalisse. Pieter Paul Rubens.

La Donna dell'Apocalisse è un personaggio presentato nel libro biblico dell'Apocalisse al capitolo 12.

È uno dei personaggi più conosciuti del libro.

Racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Così Giovanni presenta la donna:

«  Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. »   (Apocalisse 12,1-2)

Subito dopo aver presentato la donna, Giovanni introduce un enorme Drago rosso che cerca di divorare il figlio della donna appena nato, colui che sarà il Messia. Il figlio viene portato in cielo ed alla donna viene preparato un rifugio nel deserto contro il drago.

Infine l'arcangelo Michele combatte contro il drago e lo vince.

Simbolismo e allusioni alla Genesi[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione di questo personaggio allude al cielo (o secondo molte interpretazioni alla Madonna), infatti la donna è illuminata dal sole, è ornata da dodici stelle e poggia sulla luna: è quindi una figura celeste. I simboli celesti sono esattamente quelli di Genesi 37, 9-10, in cui indicano Giacobbe, la moglie e i loro dodici figli, che daranno origine alle dodici tribù di Israele. Al contrario il drago è figura terrestre, avversa alla donna celeste e perseguita lei e la sua discendenza. Infatti in Apocalisse 12, 9 il drago è chiamato il "serpente antico", una allusione a Genesi 3 e in particolare a Genesi 3, 15, in cui compare per la prima volta il conflitto fra il serpente e la donna. Il drago, quindi è da identificarsi con Satana.

Interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte degli esegeti interpreta la donna come una figura rappresentativa del "popolo di Dio", in accordo con la sua immagine biblica come sposa e madre (cfr. ad esempio Isaia 66, 7-9). Mentre è chiaro che il figlio è il Messia, il simbolismo della madre si presta, forse deliberatamente, a numerosi significati: prima Israele, che genera il Messia, e poi la Chiesa, dopo che Cristo è asceso al Padre (versetto 12, 5). Più in generale può rappresentare tutta l'umanità, la stirpe di Eva (Genesi 3,15-16).

La tradizione cattolica sottolinea che la donna deve essere interpretata anche come Maria, la madre di Gesù, per cui il brano è proposto nelle liturgia dell'Assunzione. Del resto secondo molti esegeti Maria è figura della Chiesa e anche i brani del vangelo di Giovanni in cui compare esplicitamente Maria devono essere interpretati come riferiti anche alla Chiesa.

La corona di stelle dell'Unione Europea[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera europea venne scelta nel 1955 dopo un lungo e laborioso processo. Il bozzetto prescelto era uno dei molti proposti dal designer alsaziano, Arsène Heitz, un devoto cattolico che in questa proposta era stato ispirato dalla propria devozione. Il colore blu della bandiera, infatti, è quello tradizionale del manto della Vergine e le dodici stelle ricordano la corona della donna dell'Apocalisse. Benché queste sue personali motivazioni non fossero note ai diplomatici che stabilirono la bandiere europea[1], si verificò una curiosa coincidenza: la scelta venne firmata proprio nella festa dell'Immacolata Concezione[2].

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Nell'arte religiosa molto sovente Maria è rappresentata con le caratteristiche descritte nell'Apocalisse: la corona di dodici stelle e la luna sotto i piedi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La scelta fu giustificata in vario modo, fra cui: «Sur le fond bleu du ciel, les étoiles forment un cercle en signe d'union. Elles sont au nombre invariable de douze, symbole de la perfection et de la plénitude, qui évoque aussi bien les apôtres que les fils de Jacob, les travaux d'Hercule, les mois de l'année»
  2. ^ 9 décembre 1955 - Adoption du drapeau européen

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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