Compagnia di San Giorgio

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Per compagnia di San Giorgio si indicano tre compagnie di ventura attive in Italia nel corso del nel XIV secolo.

La prima Compagnia di San Giorgio di Lodrisio Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Una prima compagnia con questo nome, fu fondata nel 1339 da Lodrisio Visconti in occasione della Battaglia di Parabiago.

La compagnia del Signore del Seprio, titolo usurpato da Lodrisio, contava più di 6.500 uomini ed era composta da milizie mandate da Mastino II della Scala Signore di Verona, Calcino Tornielli Signore di Novara, oltre che da mercenari tedeschi come Konrad von Landau e Werner von Hurslingen, svizzeri e grigionesi.

Si dice che, avendo i due eserciti le stesse insegne Viscontee, per distinguersi dagli "ambrosiani" gridassero "Rithband Heinrich" (Cavalleria di Enrico).

L'armata di Lodrisio venne sconfitta dall'esercito di Milano guidato da Luchino Visconti, contando circa 4.500 perdite, quindi si disperse. Il nucleo maggiore guidato da Vione Squilletti, si diede a razzie occupando quella zona a sud di Milano che si chiama Morivione, rimasero fino alla data del 24 aprile 1339, durante la quale Luchino Visconti diede loro battaglia, li sconfisse decretandone il definitivo scioglimento e catturò il loro capo giustiziandolo il giorno stesso, da questo episodio deriva il nome dell'odierno quartiere meneghino, ovvero Qui morì Vione che divenne poi Morivione.

La seconda Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Qualche tempo dopo un altro Visconti, Ambrogio, figlio naturale di Bernabò, alla ricerca della fortuna, radunò nel 1365 una schiera di avventurieri che chiamò Compagnia di San Giorgio; essa si disperse dopo una sconfitta toccata sul Tronto; Ambrogio la ricostituì nel 1372, ma due anni dopo essa venne distrutta in una sommossa del Bergamasco, nella quale Ambrogio rimase ucciso.

La terza Compagnia di San Giorgio di Alberico da Barbiano[modifica | modifica wikitesto]

La più famosa tra le tre è sicuramente quella fondata nel 1377 da Alberico da Barbiano.

Militarono in questa celebre compagnia molti combattenti valorosi come Braccio da Montone, Muzio Attendolo Sforza, Ugolotto Biancardo, Jacopo dal Verme, Facino Cane, Ottobuono de' Terzi e Ceccolino da Michelotti.

In un'epoca nella quale soldati stranieri erano presenti in tutta la penisola, della Compagnia di San Giorgio potevano far parte solo combattenti italiani: i soldati giuravano infatti di "essere perpetui nemici degli stranieri e dei barbari".

Il motivo di questa scelta non è ancora molto chiara, ma si pensa che il giovane Alberico da Barbiano rimase disgustato della nefandezza e dell'atrocità dei mercenari stranieri di John Hawkwood (Giovanni d'Acuto) durante la presa di Cesena del 1377 e avesse deciso, perciò, di abbandonare la compagnia e formarne una propria formata esclusivamente da italiani.

Con la compagnia aiutò Papa Urbano VI contro l'antipapa Clemente VII, sconfiggendo a Marino i Brettoni nel 1379, per cui venne creato cavaliere e omaggiato di un'insegna col motto: Italia liberata dai barbari. Successivamente, con l'aiuto di Carlo di Durazzo, gli fu facilitata la conquista del Regno di Napoli, insieme con l'Acuto che lo sostenne contro Luigi d'Angiò sceso in Italia per scacciarlo, fu insignito con l'onorificenza di Gran Conestabile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ercole Ricotti, Storia delle compagnie di ventura in Italia, ed. Giuseppe Pompa, Torino, 1847.