Cervello positronico

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Mezzobusto del robot modello NS-5 comparso nel film Io, robot. Nella testa vi trova alloggio il delicato cervello positronico.

Il cervello positronico è un dispositivo immaginario, ideato per le sue storie di fantascienza, dallo scrittore Isaac Asimov come componente fondamentale del cervello di un robot positronico, il cui pensiero consiste in un flusso fulmineo di positroni. Esso è legato in maniera inalienabile alle Tre leggi della robotica.

L'idea[modifica | modifica wikitesto]

Asimov scelse l'aggettivo positronico per questo dispositivo, perché nel 1928 il fisico Paul Dirac postulò l'esistenza dell'omonima particella, e nel 1938 il positrone fu effettivamente osservato sperimentalmente. I primi racconti sui robot positronici risalgono agli anni 1939-1940, perciò Asimov scelse l'aggettivo "positronico" semplicemente perché trovava il nome esotico e adatto ad un racconto di fantascienza, al posto del più consono "cervello elettronico". In effetti i positroni, essendo delle anti-particelle, non potrebbero esistere in un universo come il nostro fatto di elettroni, poiché le due particelle opposte si annichilirebbero in una frazione di secondo distruggendo la materia. Nella visione di Asimov, l'annullamento delle due particelle opposte - che per conseguenza produce energia - avrebbe dovuto portare i lettori ad immaginare una sorta di scintilla assimilabile a quella che nel pensiero umano si verifica nei neuroni.[1] La lega di platino-iridio è stata scelta perché questi due elementi sono ritenuti metalli particolarmente inerti, che hanno scarsa probabilità di subire mutamenti chimici.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cervello positronico è un globo spugnoso di una lega di platino-iridio, ed è stato inventato da Lawrence Robertson, fondatore della U.S. Robots and Mechanical Men Corporation, inizialmente unica azienda del mondo capace di costruirne (con regolare brevetto) esemplari funzionanti. Il loro software che permetteva l'intelligenza artificiale, ha come capisaldi quelle che Asimov chiamò le Tre leggi della robotica. Questo dispositivo può essere distrutto con facilità dall'esposizione ai raggi gamma.[3] Data la complicatezza con cui il cervello funziona, spesso nemmeno i programmatori alla fine sanno con precisione cosa uscirà fuori dal loro lavoro, e per questo la U.S. Robots, si affida a persone qualificate e di fiducia per collaudare i loro prototipi freschi di fabbricazione.[4]

Inoltre, per costruire un cervello positronico (nel 2021 A.D.), ci volevano circa 75000 operazioni diverse, e dato che esse dipendevano da un certo numero di fattori variabili che andavano da 5 a 105 (processo che venne però ampiamente migliorato e raffinato negli anni seguenti), era sempre in dubbio il risultato finale. Addirittura una volta, a causa di questa incognita, venne costruito per errore, un robot con cervello in grado di leggere i pensieri.[5] Applicando invece un modello di geometria frattale agli schemi del dispositivo, si può permettere ad un robot di sognare, e di far conoscere i veri desideri del suo subconscio.[6]

Un cervello positronico poi, non deve per forza finire in un robot per essere utile; infatti, se costituisce il centro di elaborazione principale di un computer, può fungere da super calcolatore. Ed è questo quello che hanno fatto alla U.S. Robots: il cosiddetto Cervello, supercomputer dalla personalità di un bambino piccolo, è in grado di effettuare miliardi e miliardi di calcoli al secondo (è grazie anche a lui che è stato inventato il motore iper-atomico per rendere possibili i viaggi interstellari).[7] La naturale evoluzione di questo progetto, furono le Macchine, computer anch'essi positronici, che al tempo della Federazione terrestre, governavano l'economia globale.[8]

Il cervello positronico non è indissolubilmente legato ai suoi schemi positronici: infatti, tramite metodi altamente sofisticati, questi si possono trasferire da un supporto all'altro, permettendo così ai dati in esso contenuti, di vivere per migliaia e migliaia di anni. Ed è proprio questo quello che ha fatto R. Daneel Olivaw con i suoi positroni, trasferendoli per ben 5 volte da un cervello positronico ad un altro, sempre più avanzato.[9]

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto dominò le storie di Asimov sui robot, ma fu ripreso da altri soggetti fantascientifici. In particolare, l'androide Data di Star Trek - The Next Generation è dotato di un cervello positronico. I romanzi della serie fantascientifica tedesca Perry Rhodan sono incentrati su computer chiamati Positroniken.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Visioni di robot, Saggio I miei robot.
  2. ^ Visioni di robot, Saggio Organismo cibernetico.
  3. ^ Racconto di Asimov Il robot scomparso.
  4. ^ Racconto di Asimov Essere razionale.
  5. ^ Racconto di Asimov Bugiardo!.
  6. ^ Racconto di Asimov Sogni di robot.
  7. ^ Racconto di Asimov Meccanismo di fuga.
  8. ^ Racconto di Asimov Conflitto evitabile.
  9. ^ Romanzo di Asimov Fondazione e terra.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]