Cappella Pellegrini (San Bernardino)

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Coordinate: 45°26′20.22″N 10°58′52.9″E / 45.43895°N 10.98136°E45.43895; 10.98136

Cappella Pellegrini a Verona, opera di Michele Sanmicheli, in un disegno da Francesco Ronzani.

La cappella Pellegrini è una cappella che si trova presso la chiesa di San Bernardino a Verona. Progettata nel XVI secolo dall'architetto Michele Sanmicheli occupa un posto importante nell'architettura del Veneto[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della cappella

L'opera fu commissionata al Sanmicheli da Margherita Pellegrini[2], nobildonna appartenente a una delle più facoltose famiglie veronesi, che desiderava una cappella che offuscasse tutte le altre presenti fino a quel tempo nella città. Due furono le ragioni che spinsero Margherita a volere un'opera così grandiosa. In primo luogo per accogliere il corpo dell'adorato figlio Nicolò, morto in giovane età[3], e perché fosse in seguito anche la sua tomba. Inoltre, contribuì sicuramente il fatto che, con la morte del figlio, unico erede maschio, la dinastia della famiglia era destinata a sparire e quindi la cappella assumeva il significato di voler tramandare ai posteri l'importanza di quella stirpe[4].

L'idea di realizzare una cappella, piuttosto che una tomba, a Margherita Pellegrini venne probabilmente dopo aver saputo della realizzazione della cappella Emilei presso la chiesa di San Michele in Isola a Venezia[5].

Sanmicheli fu incaricato dell'esecuzione intorno al 1528 e realizzò i disegni nell'arco di tempo che va dal 23 maggio di quell'anno, data del testamento di Niccolò, al 15 ottobre del 1529 quando sul primo testamento di Margherita l'opera risulta già iniziata.

Nei primi periodi dei lavori, Sanmicheli, diresse personalmente i lavori, ma successivamente dovette abbandonarli, precisamente nel 1534, per recarsi a Venezia per ulteriori incarichi. Durante la sua assenza la direzione del cantiere fu affidata al cugino Paolo. In disaccordo su alcuni aspetti contrattuali, Margherita ottenne, l'8 luglio 1538, dal Podestà di Verona, l'annullamento del contratto e un risarcimento dei danni. Da allora Sanmicheli e i suoi collaboratori non lavorarono più alla realizzazione[6][7].

Cupola della cappella

Nell'apprendere le avversità di Margherita riguardo alla gestione del cantiere da parte del cugino di Sanmicheli, bisogna considerare anche la fretta che la donna aveva nel vedere realizzata la cappella: l'opera principale della sua vita. Vedere i lavori che proseguivano molto lentamente gli procurava certamente ansie preoccupazioni.

La bottega a cui fu assegnata la prosecuzione dei lavori fu quella di Antonio e Jacopo Marastoni. Apportando dei cambiamenti in corso d'opera, i nuovi artigiani, velocizzarono molto i lavori arrivando nel 1539 alla linea d’impostazione della volta. Il completamento della cupola però si protrasse a lungo, impiegando ben diciannove anni per la sua conclusione e non permettendo a Margherita di poterne vedere la tanto agognata fine: morì infatti nel 1557.

Una volta completata, la cappella, rimase inalterata fino al 1790 quando fu oggetto di un radicale restauro ad opera di Bartolomeo Giuliari.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Pianta della cappella
La cappella Pellegrini (G) nel complesso della chiesa di San Bernardino.

La pianta della cappella è circolare sia all'interno che all'esterno. Ad essa si accede esclusivamente dall'interno della chiesa grazie ad un monumentale ingresso che da prima ad un vestibolo che precede l'ingresso vero e proprio nella cappella.

La parte inferiore è caratterizzata da quattro rientranze sormontate da archi, una di queste costituisce l'ingresso mentre le altre tre presentano degli altari. Le rientranze sono inserite in una cornice formata da colonne sormontate da un frontone. Tra le rientranze troviamo dei tabernacoli più piccoli, sormontati anch'essi da piccoli frontoni.

Tutta la cappella risulta essere abbondante di decorazioni scultoree di cui l'eleganza dell'esecuzione trova pochi altri esempi nell'architettura del XVI secolo[1].

Nonostante il risultato finale dell'opera risulti essere diversa dall'iniziale progetto elaborato dal Sanmicheli, essa richiama in molti aspetti lo stile dell'architetto veronese. La pianta stessa della cappella risulta essere molto simile alla cappella Petrucci, realizzata dallo stesso Sanmicheli tra il 1516 e il 1523 presso la chiesa di San Domenico a Orvieto. I monumentale vestibolo, da cui si accede alla cappella, è invece una soluzione piuttosto originale e dovuta al fatto di impedire che la struttura urtasse contro le cappelle Avanzi e Medici già presenti in San Bernardino[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Davis, p. 87.
  2. ^ Margherita era nata intorno al 1493 e a quindici anni va in sposa a Benedetto Raimondi. La sua vita fu segnata da numerosi lutti, tra cui la perdita del marito nel 1522, lasciandola sola ad allevare i figli Niccolò e Anna.
  3. ^ Morto a diciotto anni per malattia.
  4. ^ Davis, p. 88.
  5. ^ Davis, p. 90.
  6. ^ a b Davis, p. 91.
  7. ^ A tal proposito Sanmicheli si dichiarava dispiaciuto, riguardo alla cappella "di non poter disporre di migliaia di ducati per comprarla dall'avarizia d'una donna che, per spendere men che poteva, vilmente la guastava", lasciando intendere che la causa della rescissione del contratto è da ricercare nella scarsa propensione della committente nell'investire la cifra giudicata necessaria dai progettisti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Davis, David Hemsoll, Michele Sanmicheli, Mondadori Electa, 2004, ISBN 88-370-2804-0.
  • Arturo Sandrini e Pierpaolo Brugnoli, Architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Banca Popolare di Verona, 1988.

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