Chiesa di San Bernardino (Verona)

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Chiesa di San Bernardino
Esterno della chiesa di San Bernardino
Esterno della chiesa di San Bernardino
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Verona
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Bernardino da Siena
Diocesi Diocesi di Verona
Stile architettonico gotico
Inizio costruzione XV secolo

La chiesa di San Bernardino è una delle prime chiese dell'Età moderna a Verona.

A Verona l'arte rinascimentale arrivò in ritardo rispetto ad altre città: dopo il romanico veronese, nel basso medioevo si affermò il gotico, infatti le tre chiese quasi coeve di San Bernardino hanno ancora tratti gotici e così pure quelle di San Tomaso Cantuariense e di San Nazaro. La prima edificazione risale alla fine del Medioevo, fra il 1451 e il 1466

Fra' Bernardino e i rapporti con la città di Verona[modifica | modifica wikitesto]

Pianta della chiesa: A) Facciata abbellita da un portale rinascimentale. B) Cappella di San Francesco. C) Cappella dei Banda. D) Cappella Canossa. E) Cappella dei Medici. F) Cappella Avanzi con dipinti di Badile, Morone, Morando. G) Cappella Pellegrini, realizzata da Sanmicheli.

Fra' Bernardino arrivò a Verona la prima volta, per una serie di prediche, il 1º novembre del 1422, giorno di Ognissanti e vi rimase fino alla festa di Sant'Antonio abate, il 17 gennaio successivo. Due scelte simboliche per sottolineare l'importanza che il Santo riservava a Verona. La fama di predicatore di Bernardino era già nota a Verona e il periodo di permanenza fu un enorme successo. Secondo la leggenda, San Bernardino, sulla strada di Verona, fece un miracolo: resuscitò un uomo.

La fama, le prediche ed il lavoro di Bernardino a Verona, riportarono i Veronesi ad un maggiore impegno religioso, così le cronache del tempo descrissero la sua presenza, in più i rapporti con le autorità furono ottimi. Su sua richiesta fu persino spostato il tradizionale Palio, dalla prima domenica di Quaresima al martedì grasso. Anche dopo la sua partenza Bernardino influì sulla vita cittadina. I francescani in quel tempo erano divisi in due correnti: gli Osservanti e i Conventuali. I primi avevano come principale esponente Bernardino ed il loro obiettivo era il ritorno alla Regola iniziale di San Francesco d'Assisi, con una particolare enfasi sul voto di povertà, mentre i Conventuali erano per una trasformazione in linea con i tempi.

Lo scontro fra le due correnti francescane portò Bernardino a fondare il maggior numero possibile di conventi di Osservanti. A Verona non ebbe problemi ad aprire un convento di suore francescane Clarisse ed in pochi anni venne edificato un monastero, mentre fu più difficile creare un convento di frati minori Osservanti. A Verona, nell'abbazia di San Fermo Maggiore, operava da due secoli una comunità francescana che faceva riferimento ai conventuali, alla quale fu pertanto posto un ostacolo direttamente dal suo ordine.

Bernardino riuscì ad aprire una comunità di Osservanti solo con un trucco ed un lungo giro di accordi. Ottenne la possibilità di usare un monastero abbandonato da suore benedettine, alle porte di Verona, che era pertinenza dei frati di Santa Giustina di Padova. Vi insediò, a questo punto, un gruppo di frati Osservanti fra i quali San Giovanni da Capestrano.

Fra' Giovanni da Capestrano e il progetto di edificazione della chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa

Alla morte di Bernardino fra' Giovanni gli successe come guida dei frati minori Osservanti. La sua conoscenza di Verona gli permise, un anno dopo la canonizzazione di San Bernardino, avvenuta nel 1450 a soli sei anni dalla morte, di iniziare il progetto di costruzione della chiesa e del convento. Durante un ciclo di prediche a Verona, convinse le autorità locali a concedere i permessi e i mezzi finanziari per la costruzione di una chiesa dedicata al santo. La chiesa sorse su un terreno acquistato appositamente in località Fornase e una delegazione di veronesi ottenne in tempi rapidi il permesso di edificazione dal Doge di Venezia. Fra' Giovanni seguì in prima persona l'edificazione e tornò spesso a Verona.

Il doge Francesco Foscari concesse la speciosa dogale, per permettere la costruzione, il 3 luglio 1451 e già in ottobre si celebrò la prima messa sul terreno, su un altare preparato per l'occasione. La prima pietra venne posata il 20 maggio del 1452, nell'ottavo anniversario della morte di San Bernardino. Già nel 1453 la chiesa fu consacrata da incompiuta, e si arrivò alla fine della costruzione della prima navata ed alla copertura del suo tetto solo nel 1466.

Assieme alla chiesa fu costruito anche il convento: Fra' Giovanni lo volle spazioso e razionale, con quattro chiostri e due cortili. Dopo la fine della costruzione la chiesa si aprì alle esigenze delle famiglie maggiorenti della città e fin dal 1486 iniziarono lavori per le cappelle gentilizie, i primi furono i Medici ed i Banda.

I tratti salienti e l'importanza del complesso[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Bernardino ha tratti semplici. La facciata ricorda, con dimensioni maggiori, la struttura a capanna delle piccole chiese con una unica navata. La facciata è esclusivamente in cotto a vista con un portale rinascimentale con un ornamento superiore di tre santi. In effetti, la prima edificazione della chiesa fu su un'unica navata. In seguito ad una rifacimento dei primi tempi la pianta interna ha assunto una forma non usuale con una seconda navata più piccola da cui si dipartono le numerose cappelle. La chiesa fa parte di un ancora funzionante convento francescano in cui vi è una ricca presenza di chiostri e stanze affrescate, in più, proprio per la presenza delle cappelle ha una delle più significative raccolte della pittura veronese del XVI secolo.

Il territorio circostante il convento, che sorge nel rione di San Zeno, ha avuto numerosi insediamenti successivi di strutture di ordini religiosi, facendone, nella città di Verona, la zona con la più alta presenza di conventi e scuole private cattoliche.

Il campanile, di pianta rettangolare, ospita sei campane intonate secondo la scala di Mi3. Queste vengono suonate ancora manualmente secondo la tecnica dei concerti di Campane alla Veronese.

Le Cappelle[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Avanzi riccamente affrescata

Le Cappelle che si aprono sulla navata minore sono sei.

  • La prima è la Cappella di San Francesco detta anche dei Terziari. Gli affreschi di questa cappella sono di Nicolo Giolfino e risalgono al 1522 con soggetti che riguardano storie su San Giovanni Evangelista e San Francesco. Negli affreschi riguardanti San Francesco, i critici riconoscono un forte influsso del contemporaneo pittore veneziano Lorenzo Lotto, che fra l'altro casualmente dipingeva l'anno prima nella chiesa di San Bernardino a Bergamo.
  • La seconda è la Cappella dei Banda (o di San Girolamo) in cui è presente un altare con una Madonna con bimbo e santi (Giorgio e Girolamo) eseguita nel 1488 da Francesco Bonsignori.
  • La terza cappella è ricordata come luogo di sepoltura di alcuni membri della famiglia Canossa di Verona, non rimangono opere d'arte originali.
  • La quarta cappella, dedicata a Sant'Antonio detta anche dei Medici ha affreschi di Domenico Morone. Gli affreschi, del 1511, sono in cattivo stato di conservazione.
  • La quinta Cappella, anch'essa con due nomi, della Croce o Avanzi è ricca di tele, alcune di esse ricordate dal Vasari. Di Francesco Morone c'è La Crocifissione del 1548, che domina la parete centrale, attorno ad essa ci sono opere (copie, gli originali sono nel Museo di Castelvecchio di un allievo del Morone, Paolo Morando conosciuto come Cavazzola. Vasari le ricorda come le migliori del pittore. A sinistra I'incontro di Maria con Gesù di Francesco Caroto assieme all'opera di un suo allievo, Antonio Badile che a sua volta fu maestro di Paolo Caliari, dal soggetto Resurrezione di Lazzaro. Le altre tele sono di Nicolo Giolfino che rappresentano scene della Passione: Cattura di Gesù, Gesù davanti a Pilato, Gesù che viene inchiodato alla croce e sull'arco la Resurrezione.
Particolare della cappella Pellegrini progettata da Michele Sanmicheli
  • La sesta cappella fu progettata da Michele Sammicheli ed ebbe un tempo di esecuzione lunghissimo, oltre 30 anni. Rientra nell'opera del Vasari l'insoddisfazione dell'architetto per i tempi lunghissimi della sua esecuzione. La Cappella porta il nome della famiglia Pellegrini e fu iniziata intorno al 1530, la sua pianta esce dalla struttura della chiesa ed ha la forma di un semicilindro. Fra le opere al suo interno vanno ricordate la pala di altare del 1579 Madonna col Bambino e Sant'Anna di Bernardino India e la lunetta con un dipinto del Padre Eterno di Pasquale Ottino.

Una serie di circostanze fa delle Cappelle di San Bernardino una galleria dei principali pittori di scuola veronese di quel periodo. Alcune delle famiglie avevano da poco costruito i loro palazzi nell'attuale corso Cavour, vicino all'Adige, fra Castelvecchio e Porta Borsari e la chiesa ed il convento di San Bernardino si trovavano nella prima campagna a poca distanza e all'interno delle mura veneziane, ovvero in posizione di sicurezza.

La sala Morone[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del convento è di un certo rilievo la sala che era destinata ad essere la biblioteca del convento, costruita fra il 1494 e il 1503. Ha preso il nome di Sala Morone per gli affreschi di Domenico e di suo figlio Francesco Morone. Gli affreschi sono in ottimo stato di conservazione, grazie a un restauro finanziato nel 1980 dalla Banca Popolare di Verona e curato da Pierpaolo Cristani, e vi sono raffigurati personaggi celebri dei Francescani. La biblioteca, con un importante patrimonio librario, fu donata da Lionello Sagramoso che apparteneva ad una delle famiglie che resero importante il convento e la chiesa di San Bernardino. La sala, di proprietà comunale, era, in anni recenti, destinata a conferenze e, per la buona acustica, a concerti da camera e lirici in collaborazione con associazioni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Gene P. Veronesi. The Decoration of the Sala di Morone in the Church of San Bernardino, Verona Italy. Ph.D. Dissertation, Case Western University, 2001.

  • G. Borelli, Chiese e monasteri di Verona, Verona, Banca popolare di Verona, 1980.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 45°26′20″N 10°58′53″E / 45.438889°N 10.981389°E45.438889; 10.981389