Blasteroids

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Blasteroids
Blasteroids.jpg
Blasteroids
Sviluppo Atari Games
Pubblicazione Atari Games, Image Works
Data di pubblicazione 1987
Genere Sparatutto a schermata fissa
Tema Fantascienza
Modalità di gioco giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Arcade, Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, Commodore 128, MSX, MS-DOS, ZX Spectrum
Periferiche di input Joystick, tastiera
Preceduto da Space Duel
Specifiche arcade
CPU M68000, MOS 6502
Processore audio YM2151
Risoluzione 640×240, 512 colori

Blasteroids è il quarto ed ultimo episodio della saga di Asteroids. Fu prodotto da Atari Games e pubblicato da Image Works nel 1987 in versione arcade e nel 1989 per Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64/128, MSX, MS-DOS e ZX Spectrum. Blasteroids è il seguito di Space Duel.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Sono passati quattro anni dall'ultimo episodio, e si vede. I rinnovamenti grafici sono evidenti e al gioco viene integrata una sorta di trama per tenere il passo con la nuova generazione di videogiochi arcade. Rispetto al predecessore Space Duel, Blasteroids introduce alcune novità, fra cui la scelta tra quale fra le 4 diverse aree di gioco, aree che rappresentano altrettanti sistemi stellari da ripulire dai nemici, iniziare la partita. La scelta viene compiuta dirigendo la navicella in uno dei 4 vortici spazio-temporali che danno accesso ai sistemi stellari.

Viene introdotto il concetto di carburante: a differenza dei suoi predecessori, in cui le navicelle dei giocatori erano dotate di una riserva infinita di propellente per i motori, in Blasteroids ogni manovra consuma carburante. Questo può essere ricaricato catturando degli speciali cristalli che appariono dopo che si è sparato a degli speciali asteroidi colorati che compaiono a volte nell'area di gioco. Questi asteroidi non compaiono in tutti i livelli, per cui se il carburante finisce la navicella viene distrutta.

Si aggiungono anche numerosi power-up come cannoni addizionali, serbatoi più capienti, scudi invulnerabili e magneti per i cristalli.

Oltre ai normali asteroidi troviamo anche degli asteroidi popcorn: questo nuovo tipo di masso stellare aumenta progressivamente di velocità e grandezza ad ogni colpo ricevuto fino a fermarsi del tutto in mezzo allo schermo. Questi oggetti indistruttibili vanno evitati a tutti i costi in quanto un'eventuale collisione con gli stessi prosciugherà tutta l'energia della nave.

Ogni volta che il giocatore completa uno schema viene reindirizzato ad una vista d'insieme del sistema in cui sta giocando dove ogni settore, pulito oppure da pulire, mostra un'anteprima dello stesso. Alcuni settori sono marcati come "sconosciuto" ed il giocatore non ha nessuna anteprima di cosa lo aspetta affrontandolo.

Al completamento di ognuno dei 4 sistemi stellari il giocatore dove affrontare Mukor, una specie di asteroide boss di fine livello, per poter passare al sistema successivo. Mukor presenta sulla sua superficie dei vulcani che eruttano proiettili mortali: il giocatore deve colpire ripetutamente i vulcani per distruggerli. Ogni volta che un vulcano viene distrutto, questo rilascia dei power-up raccoglibili dal giocatore. Quando tutti i vulcani sulla superficie di Mukor sono stati distrutti, il boss si ritira ed il giocatore ha pulito completamente il sistema stellare. Quando il giocatore ha ripulito tutti i sistemi stellari, affronta un'altra volta Mukor: questa volta il boss dovrà essere distrutto definitivamente. Una volta fatto, il gioco termina.

Configurazioni della navicella[modifica | modifica sorgente]

La navicella del giocatore può assumere tre diverse configurazioni perfettamente intercambiabili in tempo reale durante il gioco. Ognuna di esse si differenzia per grandezza, velocità e potenza di fuoco:

  • Speeder: è piccola e veloce ma dotata di una scarsa potenza di fuoco.
  • Fighter: è dotata di un buon equilibrio fra le tre variabili.
  • Warrior: è grande e potente ma dotata di una scarsa mobilità.

Nella modalità multiplayer, le navicelle di entrambi i giocatori si possono unire, ma solo se uno controlla una nave di tpo Warrior e l'altro una nave di tipo Speeder: facendole entrare a contatto le 2 navicelle si uniscono in un'unica nave più grande. Il giocatore che controllava la nave più grande piloterà il velivolo potendo cambiarne direzione e velocità, mentre quello che controllava la nave più piccola comanderà una torretta in grado di sparare in qualunque direzione indipendentemente dalla direzione di volo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il gioco fu progettato e programmato da un gruppo di programmatori capitanato da Ed Rotberg coadiuvato da Peter Lipson, Gary Stempler, Sam Comstock, Rob Rowe, Mike Hally, Brad Fuller, Mike Albaugh e Chris Downend.

Il progetto originale comprendeva anche sessioni di gioco accessibili solo con una determinata configurazione della navicella ma un'improvvisa accelerata del progetto rese impossibile l'implementazione di tale sistema nella versione finale[1].

Gli sfondi, le immagini delle navicelle e gli altri ostacoli del gioco furono digitalizzati da oggetti reali. Gli asteroidi furono digitalizzati addirittura da Industrial Light and Magic, una società del gruppo Lucasarts leader nel settore degli effetti speciali[1].

Record[modifica | modifica sorgente]

Mark Twitty detiene il record ufficiale del gioco, con 2.773.840 punti totalizzati il 20 aprile 1988.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il prototipo del gioco conteneva un easter egg: la testa del programmatore Ed Rotberg nascosta dentro di esso. Per farla apparire bisognava iniziare un gioco con difficoltà media, completare il primo scherma, poi scegliere come livello successivo quello più in alto a destra. Entrati nel livello bisognava sparare agli asteroidi blu: questi, una volta colpiti, si tramutavano in teste di Ed ruotanti[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c La storia di Blasteroids su Arcade-History.com. URL consultato il 7 luglio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

videogiochi Portale Videogiochi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di videogiochi