Associazione Calcio Femminile Trani 80

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
A.C.F. Trani 80
Calcio Football pictogram.svg
Logo Trani 80.jpg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Azzurro.svg bianco-azzurro
Dati societari
Città Trani
Paese Italia Italia
Confederazione Flag of Europe.svg UEFA
Federazione Flag of Italy.svg F.I.G.C.F. e F.I.G.C.
Fondazione 1979
Scioglimento 1988
Stadio Comunale di Trani
(10.700 posti)
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svg
Scudetti 3
Trofei nazionali 1 Coppe Italia
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

L'Associazione Calcio Femminile Trani 80 era una società calcistica femminile con sede a Trani fondata nel 1979.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di maggio 1979 un gruppo di appassionati di calcio, deluso dall’andamento dei campionati di Trani e Bari, decide di rivolgere la propria passione per il calcio all’organizzazione di una squadra di calcio femminile, certo che questa disciplina possa rispolverare nuovi entusiasmi in una città come Trani dalla notevole tradizione sportiva.

Viene effettuata l’affiliazione alla F.I.G.C.F. con denominazione "C.F. Trani 80"[1] e viene iscritta la squadra al campionato di Serie C per la stagione sportiva 1980. In preparazione a tale campionato si prende parte al "Torneo Albanese" di Milano e ad un quadrangolare a Sava (TA).

Subito in Serie B[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell’inizio del campionato di Serie C, sapendo delle intenzioni di abbandono dell'A.C.F. Colorificio Paulin Barletta, militante nel campionato di Serie B, decide di effettuare la fusione con quella società, rilevando così i diritti di partecipazione al campionato nazionale.

Fondendosi con il Colorificio Paulin diventa A.C.F. Gusmai Trani 80 e, alla sua prima esperienza in Serie B, conquista meritatamente la permanenza, suscitando l'interesse nel pubblico che assiste numeroso alle gare interne.

Confortata dai buoni risultati ottenuti, e conscia di possedere una valida organizzazione, decide di fare il salto di qualità allestendo una formazione competitiva per la vittoria finale in campionato. Il club si avvale delle prestazioni di due calciatrici scozzesi, Maria Blagojevic ed Helen Harkison, e di alcune calciatrici provenienti dalla Serie A. La Gusmai Trani 80 centra subito l’obiettivo prefissosi ottenendo la promozione in Serie A.

Campionato 1982: in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Il massimo campionato italiano comporta maggiori impegni finanziari, tecnici ed organizzativi. Si decide di ampliare la base societaria, interessando direttamente gli operatori economici tranesi del settore marmifero, che rispondono positivamente all’iniziativa sponsorizzando la squadra, che per questo motivo prende il nome di Marmi Trani 80.

Potendo contare di maggiore solidità economica si acquistano le migliori calciatrici in circolazione: arrivano Carolina Morace, Luana Pavan, Paola Bonato, Adele Marsiletti, Anne O'Brien, Flora Bighin, Ivana Masella, Claudia Salvestri e Marina De Lungo.

Insperatamente è in lotta fino a due giornate dal termine per la conquista dello scudetto con l’Alaska Gelati Lecce ed il Gorgonzola, ma ottiene un onorevole terzo posto. Vede convocate in Nazionale quattro sue calciatrici: Pavan, Marsiletti, Bonato e Morace.

1983, seconda stagione in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Sulle ali dell’entusiasmo per l’ottimo esordio nella massima divisione, è facile pensare anche allo scudetto; con due soli innesti la spagnola Conchi Sanchez e la promettente Viola Langella, si costruisce il Trani dei miracoli, che conquista 24 vittorie e 4 pareggi su 28 partite.

Ma questo curriculum prestigioso non basta a vincere lo scudetto, ma solo a disputare una gara spareggio con la blasonata Alaska Lecce. La Marmi Trani 80, non possedendo un bagaglio di esperienza alle spalle, cede sul piano emotivo e vede sfumare il tricolore, ma conclude positivamente l’annata conquistando la Coppa Italia.

L'Alaska Trani 80 della stagione 1984 da sinistra in piedi: Santino Barbato (all.), Viola Langella, Saveria Ancora, Rosaria Barba, Paola Bonato, Tonia Russo, Maria Mariotti, Rose Reilly (cap.), Luana Pavan. Accosciate da sinistra Lucia Semerano, Viviana Bontacchio, Anna Palma, Adele Marsiletti, Maria Blagojevic, Rosa Forni.

1984, il primo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

L’apparente delusione per la mancata conquista del titolo italiano potrebbe spegnere gli entusiasmi, ma sortisce l’effetto contrario in quanto proprio i cugini nemici dell’Alaska intuiscono i meriti impareggiabili dell’organizzazione tranese, proponendo la fusione: nasce l’Alaska Trani 80 seppur con qualche difficoltà iniziale (il matrimonio non è ben visto in casa tranese).

L’arrivo delle campionesse leccesi Rose Reilly, Anna Maria Mega, Maria Mariotti e Viviana Bontacchio arricchisce la già forte formazione biancoazzurra. Inizialmente nel gruppo è evidente un certo distacco che, per i ricordi di passate rivalità, crea qualche problema nel gioco e nei risultate. Poi il buon senso prevale: si ricompone la famiglia, i valori tecnici vengono posti in evidenza e così, dopo una grande rimonta, la Trani sportiva vede coronato il suo sogno conquistando il suo primo scudetto.

L’azzurro di Trani si riversa nell’azzurro della Nazionale, in quanto ben nove undicesimi sono costituiti da calciatrici tranesi.

1985, secondo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Difendere lo scudetto è l’imperativo categorico per la Trani 80 e l’impresa è più ardua rispetto a quella compiuta l’anno prima.

La ditta farmaceutica Sanitas sponsorizza la squadra, che viene potenziata con l’inserimento delle formidabili danesi Lone Smidt Hansen, Susanne Augustesen, Ulla Bastrup e delle giovani promesse sarde Antonella Carta e Angela Coda.

Dopo un avvincente duello fino all’ultimo minuto con la Lazio dell’ex Morace, la Sanitas Trani 80 conquista il secondo scudetto, ma perde in finale la Coppa Italia, mancando l’accoppiata scudetto-coppa. Si rifà vincendo il Torneo Internazionale di Tortora (CS).

La stagione 1985-1986[modifica | modifica wikitesto]

È l’anno della Despar Trani 80: gli obiettivi sono sempre quelli di vittoria finale, la squadra non ha bisogno di ritocchi, ma c’è il cambio dell’allenatore, al tradizionalista Barbato subentra l’innovatore De Marinis.

La zona mista, una novità per il calcio femminile, dà i suoi frutti, infatti la squadra è un rullo compressore, dando spettacolo su tutti i campi d’Italia e richiamando migliaia di spettatori. Il giusto premio in quest’altro anno di grazia è la conquista dello scudetto nella gara decisiva col Ritt Jeans Verona davanti a dodicimila spettatori in una cornice di calore e colore. È il terzo scudetto consecutivo per Trani, il sesto per la Puglia.

1986-1987, prima stagione con la FIGC[modifica | modifica wikitesto]

La Despar conferma la sponsorizzazione, ma la Hansen torna in Danimarca per sposarsi con Niels Nielsen[2], collaboratore di De Marinis con il merito di aver costruito un vivaio giovanile; lascia anche il tecnico innovatore e si ritorna all’antico con Barbato.

Nonostante queste defezioni, la Despar Trani 80 è sempre la squadra da battere, con l’obiettivo di ottenere il record delle vittorie di scudetti; il campionato è un avvicendarsi di capovolgimenti al vertice della classifica tra Trani e Lazio: è quest’ultima, più assetata di vittoria, a spuntarla per un solo punto.

La stagione 1987-1988[modifica | modifica wikitesto]

L’aver ceduto lo scettro di campione è il sintomo di flessione di entusiasmo nella dirigenza; si decide per il rinnovamento del parco calciatrici, ma si affronta la campagna acquisti senza la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una realtà diversa, in quanto lo splendore del nome non è sufficiente a convincere le calciatrici a trasferirsi al sud, con la prospettiva di abbandonare il proprio lavoro.

La ditta BKV, macchinari ed attrezzi per l’edilizia, è il nuovo sponsor. Il tecnico di seconda categoria, il Prof. Cancellaro, è il nuovo allenatore. Molte le novità in seno alla squadra, ma le nuove calciatrici non sembrano colmare adeguatamente il vuoto lasciato dalle partenti.

Nonostante tutto le credenziali della squadra per un campionato di vertice sono ottime, tanto è vero che le prestazioni convincenti in Coppa Italia fanno sognare i tifosi. Ma se i tifosi sognano, i dirigenti latitano sempre più, con il conseguente a abbandono a sé stessa della squadra che, privata del sostegno morale, si sfalda con il passare del tempo terminando al secondo posto a dodici punti dalla Lazio.

Nemmeno l’aver avuto l’incarico di organizzare l’incontro Italia-Germania, valido per il campionato Europeo, porta entusiasmo nell’ambiente dirigenziale; le calciatrici, pur se affezionate a Trani, in presenza di tale assenteismo totale prendono in considerazione le proposte di altre società.

Il sogno è finito[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato 1988-1989 sarebbe stato il decimo e anche il decennale della nascita dell'A.C.F. Trani 80, ma pregi e difetti di alcuni addetti ai lavori sono stati capaci di cancellare, con un solo colpo di spugna, l'invidiabile immagine che Trani si era costruita in Italia e all'estero. La società rinuncia a disputare il campionato sospendendo definitivamente l'attività sportiva.

Organigramma[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti e allenatori[modifica | modifica wikitesto]

A.C.F. Trani 80 - Presidenti
  • 1979 Italia Antonio Gusmai
  • 1980 Italia Antonio Gusmai
  • 1981 Italia Antonio Gusmai
  • 1982 Italia Antonio Gusmai
  • 1983 Italia Antonio Gusmai
  • 1984 Italia Antonio Gusmai
  • 1985 Italia Paolo Loporchio
  • 1985-1986 Italia Paolo Loporchio
  • 1986-1987 Italia Vincenzo Lettini
  • 1987-1988 Italia Vincenzo Lettini
A.C.F. Trani 80 - Allenatori


Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'A.C.F. Trani 80
  • 1979 - A maggio nasce il Calcio Femminile Trani 80. A ottobre si affilia alla F.I.G.C. iscrivendosi al campionato di Serie C. In seguito rileva il titolo sportivo dell'A.C.F. Colorificio Paulin Barletta (Serie B) che voleva rinunciare al campionato e con la fusione diventa A.C.F. Trani 80. Cambia denominazione prima dell'inizio del campionato aggiungendo il nome dello sponsor "Gusmai".
  • 1980 - 7° nel girone C della Serie B.
Supera ai sedicesimi di finale di Coppa Italia il Foggia (1-0 in casa e 0-0 fuori) e perde gli ottavi contro l'Alaska Gelati Lecce (1-6 fuori e 0-1 in casa).
  • 1981 - 1° nel girone D della Serie B, va in finale per il titolo di Serie B 1981. Supera le semifinali battendo nel doppio incontro la Vetreria Laziale di Civita Castellana (2-0 fuori e 1-0 in casa) ma perde 0-1 la finale del 27 settembre contro l'Arredamenti Soresina di Cesano Boscone. Promosso in Serie A. Cambia denominazione in A.C.F. Marmi Trani 80.
Perde la finale di Coppa Italia di Serie B a Mentana l'8 novembre contro la Libertas Como (1-3 d.t.s.).
  • 1982 - 3° in Serie A.
Perde i quarti di finale di Coppa Italia contro l'Alaska Gelati Lecce (3-2 in casa e 1-3 fuori).
Vince la Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia.
Si fonde con l'A.C.F. Alaska Gelati Lecce e diventa A.C.F. Alaska Trani 80.
  • 1984 - Scudetto.svg Campione d'Italia.
Cambia denominazione in A.C.F. Sanitas Trani 80.
  • 1985 - Scudetto.svg Campione d'Italia.
Perde 0-1 la finale della Coppa Italia il 22 settembre a contro la Lazio.
Cambia denominazione in A.C.F. Despar Trani 80.
Cambia denominazione in A.C.F. Trani 80 BKV.
Perde 1-2 la finale della Coppa Italia l'11 giugno a Senigallia contro il Modena Euromobil.
Cambia denominazione in A.C.F. Trani 80.
  • 1988 - Sospende definitivamente l'attività calcistica.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Trofei nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1984, 1985, 1985-1986;
1983
1981

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F.I.G.C.F., comunicato ufficiale n. 15 del 30 ottobre 1979, comunicati conservati dall'archivio storico del Comitato Regionale Lombardia a Milano in Via Pitteri 95/2.
  2. ^ Diventando Lone Smidt Nielsen. Secondo la tradizione danese tutti i figli hanno in aggiunta al loro nome quello che era il secondo della propria madre (Smidt). Sposandosi con Nielsen ha preso il cognome del marito, perdendo così il proprio cognome da nubile (Hansen).

Fonti e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della società è stata cortesemente fornita dall'ex segretario del club biancoazzurro Nino (Cristoforo) Losito di Trani. I dati stagionali e le presenze da lui raccolti sono stati tratti dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, giornale conservato dalle seguenti Biblioteche:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]