Arctostaphylos uva-ursi

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Uva ursina
Arctostaphylos-uva-ursi.JPG
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Ericales
Famiglia Ericaceae
Genere Arctostaphylos
Specie A. uva-ursi
Nomenclatura binomiale
Arctostaphylos uva-ursi
(L.) Spreng.

L'Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.), è una delle specie facenti parte del genere Arctostaphylos.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La pianta è un piccolo arbusto dell'altezza di circa 30 cm con foglie sempreverdi che cambiano ogni tre anni e piccole bacche rosse dal sapore non molto gradevole.

Composizione Chimica[modifica | modifica sorgente]

Il principale costituente della droga è l’arbutina; sono presenti anche la metilarbutina, l’idrochinone e derivati dell’idrochinone. L’acido fenolico maggiormente rappresentato è l’acido gallico, che, assieme alla galloilarbutina, costituisce la principale frazione dei gallotannini. Altri costituenti sono i flavonoidi e i triterpeni come l’acido ursolico e l’uvaolo.[1]

Proprietà terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Grazie alle sue proprietà antibatteriche e diuretiche è solitamente usata come rimedio contro le cistiti uretriti e infiammazioni/infezioni lievi dell'apparato urinario, nelle prostatiti.

Viene utilizzato come antisettico delle vie urinarie visto che il principio attivo (idrochinone) combatte l'adesione dei batteri alle pareti uroteliali e agevola il loro allontanamento da parte dell'urina.[2] L'idrochinone ha mostrato ottime azioni antiinfiammatorie quando è venuto a contatto con i ceppi più diffusi quali l'Escherichia coli e lo Streptococcus. Ha dato ottimi risultati anche nell'ipertrofia prostatica e nella ritenzione urinaria. [3]

Viene raccomandato l'uso delle foglie in tisana e in decotto, soprattutto se associate alla gramigna, al timo. È sempre consigliabile la prescrizione medica poiché si sono riscontrati casi di gastralgia e anche di intossicazione.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Schede tecniche - Arctostaphylos uva-ursi L. Rivista Scientifica Natural1, novembre 2006, pag. 58
  2. ^ "Le erbe che depurano", di Maddalena Colombo pubbl. su "Sapere&Salute" - Anno V, N.27, luglio 2000, pag.24
  3. ^ "Le erbe che depurano", di Maddalena Colombo pubbl. su "Sapere&Salute" - Anno V, N.27, luglio 2000, pag.24
  4. ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.29

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