Antonio de Torres Jurado

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Antonio de Torres Jurado

llllllllllll Antonio de Torres Jurado, meglio conosciuto come Torres (Almería, 13 giugno 1817Almería, 19 novembre 1892), è stato un liutaio spagnolo. Torres è un personaggio molto conosciuto tra i chitarristi, quanto lo è Stradivari tra i violinisti. Egli contribuì in misura decisiva a fissare la forma, il progetto e la tecnica costruttiva della chitarra classica moderna.

Indice

Biografia [modifica]

Nato a La Cañada de San Urbano, Almería, Antonio de Torres era figlio di Juan Torres, esattore di imposte locali, e di Maria Jurado. A dodici anni cominciò a fare l'apprendista carpentiere. Nel 1833 scoppiò una guerra dinastica e ben presto Torres fu chiamato alle armi. Grazie ad alcuni strategemmi del padre, Antonio fu congedato dal servizio militare come non idoneo per ragioni di salute. Poiché solamente gli scapoli ed i vedovi senza figli erano arruolabili, la sua famiglia lo indusse a sposarsi in fretta con la figlia tredicenne di un negoziante. Così, nel 1835 Antonio sposò Juana María López. Ebbero presto dei figli: una nel 1836; altri nel 1839; nel 1842 un terzo, che morì a pochi mesi. Anche la sua seconda figlia morì. Nel 1845 sua moglie morì di tubercolosi all'età di ventitré anni. Questi furono anni difficili per Torres, spesso oberato dai debiti, mentre cercava una lavoro più remunerativo.

Anche se si discute su chi fu il maestro di Torres, alcuni affermano che, intorno al 1842, Torres abbia lavorato per José Pernas a Granada, imparando rapidamente a costruire chitarre. Ritornò presto a Siviglia e aprì in calle Cerrageria n° 7 un negozio, che condivise con Manuel Soto y Solares. Sebbene abbia costruito alcune chitarre nel corso degli anni 1840, fu solo nel decennio successivo che, grazie alla stima e ai consigli del famoso chitarrista e compositore Julián Arcas, Torres fece della liuteria la sua professione. La collaborazione con Julián Arcas spinse Torres a diventare un profondo investigatore dell'arte della costruzione della chitarra. Torres arrivò alla conclusione che la tavola armonica era il fulcro della costruzione. Per accrescere il volume sonoro dello strumento, non solo costruì le sue chitarre in dimensioni maggiori rispetto a quelle del tempo, ma le realizzò con tavole più sottili e leggere, rendendole convesse in entrambe le direzioni, grazie ad un sistema di incatenatura a ventaglio che le rinforzava. Per provare la sua teoria - secondo cui era la tavola, e non le fasce ed il fondo della chitarra, a conferire allo strumento il suono - nel 1862 costruì una chitarra con fondo e fasce in cartone pressato (questa chitarra si trova presso il Museu de la Música a Barcelona; sfortunatamente non è più suonabile). Un altro esperimento fu una chitarra costruita come un puzzle cinese, che poteva essere assemblata senza colla, mentre - una volta smontata - poteva entrare in una scatola per scarpe.

Torres era una persona molto riservata, al punto che non ebbe allievi, ma in una lettera all'amico Juan Martinez Sirvent spiegava:

« Il mio segreto, di cui tu sei testimone, non posso lasciarlo ai posteri, perché entrerà con me nella tomba, essendo legato alla sensibilità dei miei polpastrelli, nel pollice e nell'indice che dicono al costruttore intelligente se la tavola è o non è ben realizzata e come debba essere lavorata per ottenere il suono migliore dallo strumento. »

Nel 1868 Torres si sposa nuovamente, con Josefa Martín Rosada. Poco dopo Torres incontra per la prima volta Francisco Tárrega che, all’età di diciassette anni, si reca appositamente a Siviglia da Barcellona per comprare una sua chitarra. Torres gli offre una modesta chitarra che aveva in negozio ma, sentendolo suonare, ci ripensa e gli propone una chitarra che aveva costruito per sé pochi anni prima. Intorno al 1870 Don Antonio, superata orai la cinquantina, chiude il suo negozio a Siviglia e ritorna ad Almería dove, assieme alla moglie, apre un negozio di porcellane e cristalli in Calle Real. Circa cinque anni dopo, Torres dà inizio alla sua «seconda epoca», come egli stesso indica nel cartiglio delle sue chitarre, facendo il liutaio part-time quando non si occupa del negozio. Dopo la morte della seconda moglie Josefa, nel 1883, comincia a dedicare sempre più tempo alla costruzione di chitarre, al ritmo di circa una dozzina all’anno, finché la morte non lo coglie, a 75 anni di età.

La produzione [modifica]

Le chitarre di Torres vengono, perciò, distinte in due epoche. La prima, di quando si trovava a Siviglia, dal 1852 al 1870; la seconda, dal 1871 al 1893, dopo il ritorno ad Almería. Le chitarre che costruì erano talmente superiori a quelle dei suoi contemporanei, che il loro esempio cambiò il modo di costruire chitarre, dapprima in Spagna, poi nel resto del mondo. Benché esse non abbiano un suono particolarmente potente secondo gli standard moderni, producono però un timbro chiaro, bilanciato, definito e rotondo ed una notevole proiezione. Le sue chitarre, non solo vennero ampiamente imitate e copiate, poiché Torres non firmò mai le sue creature e numerò solamente quelle della seconda epoca; ma nel corso degli anni furono anche attribuiti a lui molti falsi, alcuni costruiti da liutai conosciuti ed esperti.

Lista di chitarre costruite [modifica]

Qui di seguito sono elencate, in ordine cronologico, alcune delle chitarre costruite da Torres:

  • FE 04 La Leona (1856): ora di proprietà di Herard Hennen, è stata suonata da Wulfin Lieske e Stefano Grondona;
  • Diverse chitarre con numero di serie sconosciuto (1856): i Romeros possiedono cinque chitarre di Torres, le quali probabilmente costituiscono la più importante collezione privata relativa a questo liutaio. Pepe Romero possiede tre Torres (inclusa una del 1856); Celin Romero e Angel Romero ne possiedono una ciascuno;
  • FE 09 (1859): posseduta da Miguel Llobet, ora nella collezione del Museu de la Música (Barcellona, Spagna);
  • FE 17 (1864): inizialmente costruita da Torres per uso personale, venne acquistata a Siviglia nel 1869 da Francisco Tárrega. Fondo e fasce sono in acero. Fu venduta da Vicente Tárrega (fratello di Francisco) a Domingo Prat nel 1917;
  • SE 49 (1883): fu posseduta da Francisco Tárrega;
  • SE 107 (1887): attualmente suonata da Stefano Grondona;
  • SE 114 (1888): fu posseduta da Francisco Tárrega, ora nella collezione di Sheldon Urlik;
  • SE 116 La Italica (1888): un tempo posseduta dal liutaio barcellonese Enrique Coll (allievo di Simplicio e mentore di Fleta).

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 35254599 LCCN: n88065635