Alberto Collo

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Alberto Collo

Alberto Collo (Piobesi Torinese, 6 luglio 1883Torino, 7 maggio 1955) è stato un attore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato come attore teatrale, dal 1907 iniziò a collaborare con la casa cinematografica Ambrosio Film, interpretando ruoli comici; due anni dopo lo troviamo alla Itala Film dove viene scritturato per interpretare ruoli femminili macchiettistici. Tra il 1913 e il 1924 è uno dei protagonisti del cinema muto italiano.

Alberto Collo ricoverato in ospedale poco prima della morte, intervistato dal radiocronista Rai Mario Pogliotti

In questo periodo partecipa a più di sessanta film, prodotti soprattutto dalla Cines, dalla Celio Film, una casa cinematografia alle dipendenze della stessa Cines, e dalla Fert, lavorando con registi come Baldassarre Negroni, Mario Almirante, Guido Brignone e Augusto Genina, al fianco di colleghi come Emilio Ghione, Oreste Bilancia, Francesca Bertini e Italia Almirante Manzini. Nel 1915 ha una parte anche in quello che è considerato uno dei film di maggiore successo del cinema muto italiano: Assunta Spina.

Nel 1925, con la crisi degli studi Fert rilevati poi da Stefano Pittaluga, Alberto Collo abbandona il mondo della celluloide partecipando solo sporadicamente a qualche produzione (tra il 1926 e il 1939 il suo nome compare nel cast di quattro film).

Nel dopoguerra, tra il 1950 e il 1954, ottiene delle piccole parti in alcuni film tra cui Arrivano i nostri di Mario Mattoli, dopodiché malato, senza lavoro, nella più completa indigenza, viene soccorso dalla trasmissione radiofonica Ciak che apre una sottoscrizione a favore dell'attore, arrivano presso la redazione offerte, regali, assegni e vaglia sino alla raccolta di 400.000 Lire, inoltre la Presidenza della Repubblica si attivò perché Collo venisse ricoverato con urgenza in un ospedale per le cure di cui aveva bisogno, anche se non saranno sufficienti per guarirlo.[1]

Scompare all'età di 71 anni a Torino nel 1955.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Radiocorriere n. 8/1955

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]