Maria Jacobini

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Maria Jacobini

Maria Jacobini (Roma, 17 febbraio 1892Roma, 20 novembre 1944) è stata un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una nobile famiglia romana, sorella maggiore di Diomira, si avvicinò da adolescente agli ambienti teatrali, frequentando i corsi dell'Accademia di Arte Drammatica seguendo le lezioni di Virginia Marini e di Eduardo Boutet.

Subito dopo il diploma iniziò la sua carriera professionale nella Compagnia di Cesare Dondini jr., in parti secondarie, ma dando subito prova del suo naturale talento drammatico.

Il cinema muto[modifica | modifica sorgente]

Maria Jacobini

Notata da Ugo Falena, direttore artistico della casa di produzione Film d'Arte Italiana, ricevette la prima offerta di lavoro nel cinema muto. Il primo film che la vide davanti alla macchina da presa fu Beatrice Cenci del 1910, ma il suo primo ruolo importante lo ottenne due anni più tardi con Cesare Borgia. Fu l'inizio di una grande attività di attrice cinematografica che la vide diventare una delle maggiori interpreti femminili del cinema italiano dell'epoca.

Nel 1912 venne scritturata dalla Savoia Film di Torino, casa nella quale interpretò numerosi film da protagonista, molti dei quali in coppia con Dillo Lombardi. Nella città piemontese conobbe Nino Oxilia, che la diresse in molti film e al quale si legò sentimentalmente.

In seguito passò ad altre case come la Pasquali Film, la Celio Film, la Tiber Film. Nel 1918 girò a Torino, con la casa di produzione Itala Film un'altra versione di Addio giovinezza!, in omaggio agli autori Camasio e Oxilia (quest'ultimo caduto sul fronte l'anno prima e che la Jacobini doveva sposare), che ebbe grande successo nelle sale dell'epoca.

Nel 1920 fu ingaggiata come «prima attrice» dalla Fert. In quest'ultima casa, si legò professionalmente e sentimentalmente al regista Gennaro Righelli, uno dei più importanti dell'epoca, che sposò nel 1925. Numerosi furono i film in cui venne diretta da Righelli, tra i titoli vi figurano Amore rosso (1921), Il viaggio (1921) e L'isola e il continente (1922).

All'estero[modifica | modifica sorgente]

Con la crisi produttiva dell'industria cinematografica italiana del primo dopoguerra, la Jacobini assieme al suo compagno si trasferirono in Germania nel 1923. A Berlino l'attrice romana vi fondò una propria casa di produzione, la Maria Jacobini-Film GmbH, che produsse un solo film dal titolo La Bohème, che venne rilevata qualche tempo dopo dalla Trianon-Film, per la quale lavorò.

Nel cinema tedesco riuscì ad ottenere un successo di pubblico e di critica eguale a quello avuto in patria. Tra le sue maggiori interpretazioni vi furono quelle in Alla deriva (1923), Oriente (1924), Una moglie e... due mariti (1924), Transatlantico (1925), L'avventuriera di Algeri (1927) e Villa Falconieri (1928).

In quegli anni la Jacobini girò anche qualche film in Italia, come La bocca chiusa (1925) e Beatrice Cenci (1926).

Nel 1929 girò in Francia il suo ultimo film muto della carriera, dal titolo Maman Colibrì.

Il periodo sonoro[modifica | modifica sorgente]

Divenuta una delle dive più acclamate del periodo muto, successivamente con l'arrivo del sonoro, a differenza di altre colleghe che chiusero la loro attività, incapaci di adattarsi al nuovo cinema parlato, continuò a lavorare, ma passò a ruoli secondari o da «caratterista».

Tornata in Italia con Righelli all'inizio degli anni trenta, nei nuovi studi Cines girò il suo primo film sonoro, con il regista Amleto Palermi, dal titolo Perché no? (1930), con Livio Pavanelli e Oreste Bilancia.

La sua ultima apparizione fu nel film La donna della montagna del 1943, un anno prima della sua morte avvenuta all'età di 52 anni.

L'insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 la direzione del Centro Sperimentale di Cinematografia le offrì la cattedra di docente di recitazione, dove si occupò della preparazione dei nuovi allievi sino al 1943. Tra le sue allieve ebbe le attrici Clara Calamai e Alida Valli[1].

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Caterina Cerra, «JACOBINI, Maria». In: Dizionario Biografico degli Italiani Op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Caterina Cerra, «JACOBINI, Maria». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXI, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani, 2003
  • AA.VV. - Enciclopedia dello Spettacolo vol. 6 - ed. varie.
  • AA.VV. - Bianco e Nero - Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia, ed. varie.
  • P. Bianchi - Francesca Bertini e le dive del cinema muto - Torino, Unione tipografico-editrice torinese, 1969.
  • Vittorio Martinelli - Il dolce sorriso di Maria Jacobini - Roma, Associazione italiana per le ricerche di storia del cinema, 1994.
  • V. Martinelli - Le dive del silenzio - Bologna, Edizioni Cineteca di Bologna, 2001, ISBN 8880121774.

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