Albero della vita (Eden)

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L'albero della vita era un albero che, secondo alcune tradizioni religiose, Dio pose nel Giardino dell'Eden, assieme all'albero della conoscenza del bene e del male.

L'Albero della vita nell'ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Etica ebraica e Fede ebraica.

Nell'esegesi ebraica è insegnato che originariamente i due alberi erano uniti, in seguito Adamo ne separò le radici. Precedentemente al peccato originale Adamo si elevava carpendo continuamente i segreti e la modalità della sapienza superna.

« Colui che "abbandonasse" la Torah... ...come se "abbandonasse" l'albero della Vita »
(Sefer haZohar 181)

Secondo molti commenti esegetici ebraici della Torah è stretta la connessione tra l'Albero della vita ed il melograno. Anche la stessa Torah è definita Albero della Vita. Pare, secondo un Midrash, che Adamo si sia reso anche colpevole per aver tagliato/rotto le radici dell'albero.

« Così il Signore Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo e anche l'albero della vita nel mezzo del giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. »   (Genesi 2,9)
« e il Signore Dio impose all'uomo questo comando: "Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai "certamente" morirai" »   (Genesi 2,16)

Il divieto di consumo riguarda solo l'albero della conoscenza del bene e del male. Probabilmente, prima del peccato (commesso col mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male), Adamo mangiava di tutti i frutti compreso quello dell'albero della vita[senza fonte].

Adamo ed Eva mangiarono del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male e andarono incontro alla punizione: anche la morte, come in seguito avvenne. Dio disse:

«  Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'Albero della Vita, ne mangi e viva per sempre. »   (Genesi 3,22)

L'Albero della vita nel cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

L'albero della vita appare, associato all'idea del Paradiso nell'Apocalisse:

« Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò a mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio. »   (Apocalisse 2,7)

E ancora nella descrizione della 'nuova Gerusalemme', simbolo del Paradiso:

« E in mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trovava l'albero della vita, che fa dodici frutti e che porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. »   (Apocalisse 22,2)
« e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro. »   (Apocalisse 22,19)

Nella tradizione cristiana l'Albero della vita rappresenta simbolicamente la Croce di Cristo; ancora oggi nella liturgia dell'Esaltazione della Santa Croce, nella prefazio si dice:

« Nell'albero della Croce tu hai stabilito la salvezza dell'uomo,

perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita,

e chi dell'albero traeva vittoria, dall'albero venisse sconfitto, per Cristo nostro Signore. »

Luigi Maria Grignion de Montfort nel Il segreto di Maria rappresenta la devozione religiosa come 'il vero Albero della Vita', da coltivare nel cuore per ottenere il frutto Gesù.

L'albero della vita nel rastafarianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Mazzoni. Kebra Nagast. La Bibbia segreta del Rastafari. (Roma, Coniglio editore, 2007).

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